Monti: "L'articolo 18 scoraggia gli investimenti"

1' di lettura

Il premier torna a parlare della riforma del mercato del lavoro: "I giovani non avranno un posto fisso tutta la vita". Risponde a chi lo accusa di tutelare le banche e sull'Ici per le attività della Chiesa dice: "Ci stiamo lavorando". VIDEO

(in fondo all'articolo tutti i video sulla riforma del mercato del lavoro)

Una frase presa "fuori dal contesto può prestarsi ad equivoco". Così Mario Monti nel videoforum su Repubblica.it, commenta le polemiche legate alla sua uscita sulla "monotonia" del posto fisso.
Ad una domanda fatta da un lettore  sulla frase pronunciata dal premier nei giorni scorsi, il presidente del Consiglio - dopo aver detto che l'art.18, "così come viene applicato, scoraggia gli investimenti" - ha risposto: "Immagino che sia tra i più benevoli, perché una frase come quella presa fuori dal contesto può prestarsi ad equivoco: se per posto fisso intendiamo un posto che ha una sua stabilità e tutele ha delle tutele certo è un valore positivo".
Quello che volevo dire, ha aggiunto, è che "i giovani devono abituarsi all'idea che non avranno un posto fisso tuta la vita, non avranno cioè un lavoro stabile presso un datore di lavoro, come capitava alla mia generazione o a quelle precedenti, un posto stabile presso un unico datore di lavoro o con la stessa sede per tutta la vita o quasi. Dovranno abituarsi a cambiare spesso luogo e tipo di lavoro e anche Paese e questo non è da guardare con spavento come una cosa negativa". Insomma "il cambiamento è da guardare positivamente e non negativamente".

"Nessuno scontro tra Oriazi e Curiazi" - Quanto alla riforma del mercato del lavoro e alla modifica dell'articolo 18, osserva Monti, "è centrale perché si tratta di uno dei temi in discussione: per alcuni è la punta di una spada offensiva, per altri il centro di uno scudo difensivo... io non vorrei fosse uno scontro tra Orazi e Curiazi: il nostro scopo è passare dai miti alla realtà pragmatica e vedere come contemperare esigenze della garanzia dei diritti con forme che non scoraggino le imprese ad assumere".

"Ottimista sulla Tobin tax" - Il premier si dice poi ottimista sull'introduzione della Tobin Tax: "Ho l'impressione che questa sia la volta buona" per introdurla, spiega, "perché le dimensioni delle transazioni finanziarie è di importo molto ingente".
Monti ammette poi che lo spread è diventato un termine di uso casalingo e quotidiano. Io credo che si sia esagerato per usarlo come arma contundente per il mio predecessore Silvio Berlusconi e si esagera ad usarlo come indicatore di buona condotta per il qui presente suo successore però indicatore rilevante".
L'Ici per le attività commerciali della Chiesa è invece un "punto importante" ed è "un tema che stiamo approfondendo e siamo piuttosto avanti nell'approfondimento".

"Non abbiamo tutelato le banche" - Il presidente del Consiglio respinge poi le accuse di chi sostiene che il suo esecutivo abbia tutelato le banche: "L'azione del governo vuole colpire un po' tutti, magari ci sono norme meno evidenti ma il mondo bancario è stato molto disturbato, già a dicembre con una norma che vieta ad un membro di un cda di una banca di sedere nel cda di un'altra banca e questo vale anche per le assicurazioni". In ogni caso, aggiunge l'ex presidente della Bocconi, "mi farebbe piacere se le banche italiane comprassero più bot perché effettivamente ne comprano abbastanza poche".

Leggi tutto