Monti e la monotonia del posto fisso spaccano la politica

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Reazioni contrastate alla battuta del premier. Per Maurizio Sacconi, che parla a SkyTG24, il professore ha solo "segnalato una realtà oggettiva", mentre dal Pd si parla di "peggiore performance televisiva". Casini: "Provocazione da accogliere"

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Divide il mondo politico la battuta di Mario Monti, che nella serata di mercoledì ha parlato di "monotonia" del posto fisso e ha invitato i giovani ad abituarsi alla flessibilità nel mondo del lavoro. Da un lato c'è l'ex ministro del lavoro Maurizio Sacconi che, intervenendo a SkyTG24, difende le parole del premier, sottolineando che "ha segnalato una realtà oggettiva". "Le caratteristiche delle economie più sviluppate - continua Sacconi - conducono a mercati del lavoro nel quale persone sono spesso indotte o hanno l'opportunità di cambiare lavoro." E per quanto riguarda la battuta sulla monotonia, spiega l'ex ministro, "non va male interpretata, ma deve valere come incoraggiamento ad avere le competenze necessarie per passare da un lavoro all'altro".

Brunetta: "La stampa in questo paese è ipocrita" - A favore del presidente del Consiglio è intervenuto anche Renato Brunetta, che ha espresso "grande simpatia per il luogo comune di Monti, perché è coraggioso". L'ex ministro per la Pubblica amministrazione ha poi ricordato: "Anchi ho detto tanti luoghi comuni e sono stato crocifisso, insultato ma anche apprezzato, dai fannulloni ai panzoni e così via: ma questo Paese, la stampa soprattutto, ha dei tassi di ipocrisia spaventosi".

Casini: "Provocazione da accogliere" - Conversando con i giornalisti, il leader dell'Udc sostiene che la frase di Monti "è fra virgolette provocatoria", "mira ad aprire un grande dibattito su questo tema nel Paese", aggiungendo che sarebbe da provinciali non accoglierlo capendo che cosa c'è dietro". Chi "fa finta di non vedere i mutamenti in atto in tutte le società può scandalizzarsi. Ci sono sepolcri imbiancati che si scandalizzano, ma bisogna guardare alla sostanza".

Bersani: "E' monotono quando uno ce l'ha"
- Critiche arrivano invece da Pier Luigi Bersani, secondo cui "il posto fisso diventa monotono quando uno ce l'ha e si può guardare intorno. Quando uno un posto fisso non ce l'ha, è desiderabile".  "Ma non leghiamo la visione delle cose a una battuta", ha concluso il segretario del Pd, "il pensiero di Monti, che conosco, è un po' più articolato di quella battuta".

Zingaretti: "Battuta infelice"
- Altre parole critiche arrivano anche da Nicola La Torre, vice capogruppo del Pd al Senato, che ha definito quella di Monti "una delle sue peggiori performance televisive". "Lo dico con il dovuto rispetto a Mario Monti - ha continuato l'esponente del Pd - Teorizzare che la società non è dinamica  perché c'è l'articolo 18, perché c'è il posto fisso è una  sciocchezza. Teorizzare che il posto fisso è noioso credo sia  discutibile e io non la penso proprio così". Nicola Zingaretti, presidente della provincia di Roma e figura in ascesa tra i democratici, affida invece la sua opinione a Twitter: "Una battuta infelice, credo che la vera tragedia in Italia siano la disoccupazione e il lavoro precario"

L'ironia della Cgil
- Anche il sindacato di Susanna Camusso decide di affidare a Twitter il commento alla battuta di Monti. Sul profilo della Cgil si legge: "Disoccupazione oltre l'11%, un giovane su tre disoccupato, due su tre al Sud. Quanto tempo libero, chissà come si annoiano e che #monotonia", mentre l'organizzazione giovanile del sindacato scrive: "per fortuna che ci sono 46 forme contrattuali truffaldine a renderci la vita meno monotona..."

L'Idv: "Dovrebbe scusarsi"
- Negativo anche il giudizio dall'Italia dei Valori. Secondo il vice capogruppo Antonio Borghesi, le parole di Monti sono "inopportune e inappropriate tipo quelle di Padoa Schioppa quando disse che le tasse sono bellissime". "Mia figlia ultra trentenne vive di lavori precari. Monti ha sbagliato profondamente e dovrebbe chiedere scusa a tutti quegli italiani che in questo momento vivono un momento estremamente difficile". "Lui guarda a un periodo in cui cambiare era più facile. Adesso le cose sono molto diverse. Il precariato va superato. I giovani sanno che non avranno lo stesso lavoro a vita - conclude Borghesi - ma va garantito il passaggio da un posto di lavoro a un altro, cosa che ora non accade".

Meloni: "Le banche non concedono mutui" - L'ex ministro per i giovani Giorgia Meloni sposta invece l'attenzione su un altro problema "Monti - sostiene l'ex ministro - sa benissimo che i giovani non inseguono più da tempo la chimera del posto fisso. Ormai, loro malgrado, se ne sono fatta una ragione. Chi sembra invece non averlo capito sono le banche e gli istituti di credito che, senza  busta paga e, appunto la garanzia di un lavoro a tempo indeterminato, non fanno nulla e non concedono mutui per l'acquisto della prima casa. Il nodo quindi non la mobilità, ma il precariato e l'instabilità del posto di lavoro, che rendono la maggior parte dei ragazzi e delle  ragazze al primo impiego, figli di un dio minore dal punto di vista delle prospettive di vita".

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