Mario Monti: "Sul lavoro necessaria più mobilità"

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Il premier interviene sul negoziato con i sindacati e afferma che "occore che la protezione sia più concentrata sul lavoratore piuttosto che sul singolo posto di lavoro". Fornero: "Lavorimao per risultati nel medio e lungo periodo"

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"Occorre che la protezione delle persone nel mercato del lavoro non diminuisca, ma diventi più equilibrata e con una protezione meno concentrata sul singolo posto di lavoro e più concentrara sul singolo lavoratore, quindi con una esigenza di mobilità nel tempo". Mario Monti torna sul tema del lavoro e sul negoziato con i sindacati che lo vedrà protagonista nelle prossime settimane. Sul negoziato il premier ha affermato che "ci sono diverse esigenze che dobbiamo rendere compatibili, ma io credo che sia possibile: 1) per creare occupazione in Italia, occorre che produrre in Italia diventi una cosa più competitiva; 2) occorre che la protezione delle persone nel mercato del lavoro non diminuisca ma diventi più equilibrata e con una protezione meno concentrata sul singolo posto di lavoro e più concentrara sul singolo lavoratore, quindi con una esigenza di mobilità nel tempo. Quindi c'è un obiettivo di efficienza ed un obiettivo di maggiore equità sociale". Il negoziato parte in salita? "I negoziati soprattutto su questa materia - risponde Monti al Tg1 - è difficile che partano in discesa, perché altrimenti non dovrebbero avere luogo, ma io sono certamente fiducioso".

Fiducia confermata anche da Elsa Fornero, che però ricorda come nel governo "noi lavoriamo nel medio termine ed e' soprattutto quell'orizzonte che dobbiamo avere sempre presente".

A Monti risponde Nichi Vendola che, intervenendo a Napoli al Forum dei Comuni, sostiene che "il punto da cui partire è la disoccupazione, che pone un problema di tenuta sociale nel Paese". "Il leader di Sel spiega che, "insieme alla disoccupazione, c'e' il tema della precarietà, che non riguarda solo il diritto al lavoro del singolo individuo, ma ha effetti anche sulla qualità di tutta l'impresa", perche' "un lavoro stabile e competente e' un valore che dà anche competitivita'". Su questi temi, chiarisce Vendola, la distanza dal governo è "notevole, perché saranno pure tecnici ma le cose che dicono sono un po' di destra".

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