Proteste contro le liberalizzazioni, tocca agli avvocati

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Manifestazioni nelle principali città italiane. A Napoli, durante la cerimonia inaugurale, i legali si tappano la bocca. E i magistrati solidarizzano: "Spiace che si sia creata questa atmosfera". Il ministro Severino: "Dialogo totale"

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Napoli, Torino, Palermo: gli avvocati di gran parte delle città italiane hanno disertato la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario per protestare contro le liberalizzazioni del governo Monti. Nel capoluogo campano, in particolare, hanno deciso di imbavagliarsi la bocca per "reclamare il ritorno allo Stato di diritto".

Severino: "Il dialogo sarà totale" - "Il dialogo da parte del governo sarà totale" dice il ministro della Giustizia Paoloa Severino, intervenendo all'inaugurazione dell'anno giudiziario a Catania. "Consideriamo fondamentale il compito degli avvocati e da lunedì cercheremo un dialogo". Il Guardasigilli ha poi aggiunto che "il parlamento se vuole deliberare in materia non può che farlo e il governo non può che essere rispettoso della legge delega sulle professioni".

Nel corso del suo intervento, il ministro è tornata a parlare anche dello stato delle carceri nel Paese. "Dallo Stato delle carceri - ha detto - si misura il livello di civiltà di un Paese, anche per chi si è macchiato di delitti gravissimi, un'espiazione della pena e una custodia cautelare in carcere devono rappresentare il simbolo, lo strumento attraverso il quale si riafferma il principio che lo Stato non ripaga mai con la vendetta ma vince con le armi del giudizio e dell'applicazione scrupolosa delle regole e delle leggi".

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Torino, solidarietà dai magistrati - Mentre a Catania interveniva il ministro, in tutta Italia sono andate in scena le proteste. A Torino, i rappresentanti della Camera penale del Piemonte e della Valle d'Aosta sono usciti dall'aula del Palazzo di Giustizia di Torino non appena è cominciata la cerimonia. La protesta ha avuto la solidarietà del presidente della Corte d'appello del capoluogo piemontese Mario Barbuto. "Il momento - ha detto rivolgendosi agli avvocati - è delicato. Mi spiace che si sia creata questa atmosfera che vi vede protagonisti di lotte e proteste".

Cartelli a Palermo - Scene simili a Palermo, dove i rappresentanti dell'ordine degli avvocati hanno lasciato l'aula appena ha preso la parola Maria Stefania Di Tomassi, capo dell'Ispettorato generale del ministero della Giustizia. La rappresentante del Ministero, mentre i legali inscenavano la protesta con manifesti con su scritto 'Noi tuteliamo i diritti e non vendiamo servizi', ha replicato: "Il ministro conosce le ragioni dell'avvocatura ed e' disponibile a un incontro costruttivo". I legali hanno lasciato l'aula.

A Napoli legali imbavagliati - Protesta simbolica degli avvocati anche a Napoli in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario a Castel Capuano. I legali sono entrati nel Salone dei Busti, dove si svolge la cerimonia, con un bavaglio sulla bocca. "E' assolutamente inaccettabile l'attacco sferrato al funzionamento della giustizia, in danno dei cittadini e dell'Avvocatura", si legge in un documento diffuso in sala a nome del presidente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Napoli, Francesco Caia.

Anche a Bari gli avvocati lasciano l'aula - Anche a Bari gli avvocati hanno messo in atto la già preannunciata protesta contro i provvedimenti di liberalizzazione del Governo ed hanno lasciato l'aula della cerimonia inaugurale al termine dell'intervento dell'avvocato Manuel Virgintino presidente dell'Ordine di Bari. "L'avvocatura oggi non puo' tacere di fronte a ciò che sta accadendo e alla volontà del governo di subordinare il diritto all'economia, i diritti fondamentali al lucro, gli avvocati al capitale" ha detto Virgintino. Il presidente degli avvocati baresi ha inoltre denunciato, nel suo intervento "le troppe anomalie che stanno mortificando il ruolo sociale dell'avvocato e che stanno comprimendo il diritto dei cittadini a una difesa autonoma e a un difensore libero e indipendente dai poteri economici".

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