Severino: "Ritrovata armonia tra politica e magistratura"

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"Vedere governo, magistrati e Csm insieme è qualcosa di nuovo" ha detto il ministro all'inaugurazione dell'anno giudiziario. Agli avvocati dice: "Non decideremo senza consultare". Il procuratore Esposito ricorda i diritti degli ultimi e si commuove. VIDEO

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"Siamo soltanto all'inizio di un cammino, abbiamo realizzato soltanto una piccolissima parte della riforma, tra l'altro ribadendo in alcuni casi ciò che era stato già deciso da altre leggi". Così il ministro della Giustizia, Paola Severino, a margine dell'apertura dell'anno giudiziario  commenta il malcontento manifestato dall'Avvocatura sulle liberalizzazioni che la riguardano.

"Ci sono tanti temi importanti - spiega il ministro - sui quali da lunedì prossimo si avvierà un tavolo di discussione nel quale i contributi di tutti saranno bene accetti: il dialogo è fondamentale per costruire un'Avvocatura sempre più preparata al compito delicatissimo che la Costituzione le affida. Non c'è nessuna volontà di decidere senza consultare - sdice ancora - ci sono anzi temi di convergenza come l'elevazione della qualità della professione e le modalità di selezione. Temi fondamentali sui quali discuteremo con l'Avvocatura in modo assolutamente sereno".

Il Guardasigilli al termine della cerimonia dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, ha affermato anche come sia un "grandissimo incoraggiamento" "l'assoluta convergenza di idee" che si è registrata tra governo e magistrati. "Vedere governo, magistrati e Csm insieme è qualcosa di nuovo", ha continuato Severino.

Anche il primo presidente della Cassazione, Ernesto Lupo, nell’esprimere la condivisione della magistratura nei riguardi delle priorità del governo, ha sottolineato il "mutamento di clima" tra politica e magistratura: "Si sono diradate  - ha detto Lupo - le dense nubi che si erano addensate sul nostro impianto  costituzionale" il che "fa ben sperare sui principi fondamentali affermati nella nostra Costituzione".

"Il mutamento dell'atmosfera politica, istituzionale e culturale – ha detto ancora – si deve anche all'opera paziente del Presidente della Repubblica che, nell'esercizio rigoroso dei suoi  poteri costituzionali, ha posto al centro del suo tenace impegno la necessità di coesione nazionale, sociale e istituzionale come  premessa per una ripresa di fiducia e di credibilità internazionale".

Un momento di commozione, poi ha segnato la cerimonia quando il procuratore generale della Corte di Cassazione Vitaliano Esposito, ha ricordato nel suo discorso i "diritti degli ultimi", alla luce della "crisi della giustizia e la crisi economica". Esposito ha richiamato maggior attenzione in questa fase di crisi ai "diritti dei disabili, degli omosessuali, dei bambini, dei migranti, i detenuti e delle persone vulnerabili". A quel punto la sua voce si è interrotta e un lungo applauso ha poi incoraggiato il procuratore generale a continuare nel suo discorso. Applauso che si è ripetuto anche quando Esposito, commuovendosi ancora, ha ricordato gli ideali che hanno accompagnato per 50 anni la sua vita di magistrato.

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