Tir, lo stop costa 50milioni al giorno. Governo: ora basta

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Monti esige il rispetto della legalità. Via i blocchi, ma le merci sono ferme. Nei supermercati scarseggiano frutta e verdura: autonomia per due giorni

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(in fondo all'articolo tutti i video sulla protesta degli autotrasportatori)

I blocchi dei Tir e le ripercussioni sulla vita di tutti i giorni. Questo l'argomento in prima pagina sui quotidiani italiani (GUARDA LA RASSEGNA STAMPA). I mercati sono deserti, sui banconi scarseggiano frutta e verdura: è allarme rifornimenti. Mario Monti e il governo parlano con una sola voce: "Ora basta". "Il rispetto della legge si deve esigere" dice il presidente del Consiglio. "Fermeremo i blocchi" ripete il ministro Cancellieri, chiamata dal Giornale di Alessandro Sallusti "La Lady di ferro".
La protesta dei camionisti, però, si è tramutata in tragedia. Martedì 24 gennaio in Piemonte. Ad Asti, sulla statale che passa a fianco della A21 Torino-Piacenza, un autotrasportatore di 46 anni, Massimo Crepaldi, è morto travolto dal Tir guidato da una collega tedesca, Karin Jiutta Weckerle, 53 anni. La donna non avrebbe voluto fermarsi al presidio dei manifestanti, dove le volevano spiegare i motivi della mobilitazione.

Si muovono i prefetti  - "I prefetti in campo" scrive il Corriere della Sera a pagina 2 nell'articolo a firma di Alessandra Arachi. "Pugno di ferro, in guanto di velluto. Il ministro Cancellieri si è rivolta ai prefetti invitandoli a esprimere tutte le strade del dialogo, ma poi non ha esitato: Dovete interporre ogni azione volta a evitare che dalle manifestazioni in atto derivino interruzioni nei servizi di pubblica utilità".

Tir, il blocco costa 50milioni al giorno - "Tonnellate di merci deperite scrive la Stampa a pagina 4. "Resistiamo un paio di giorni poi resteremo senza merce" dice il responsabile Carrefour di Milano, Alessandro Pascutti, sempre al quotidiano di Torino. Al secondo giorno di sciopero dei Tir, infatti, i prezzi dell'ortofrutta impennano, benzina e gasolio iniziano a scarseggiare.



Favorevoli e contrari - Il Messaggero propone a pagina 2 un'intervista doppia. Da una parte Giuseppe Tognetti, vicesegretario di TrasportoUnito, che si dice favorevole alla protesta: "Siamo compatti per la disperazioni, non ci accontentiamo di promesse".
Opposto il parere di Cinzia Franceschibni, a capo della Cna-Fita. "A chi giova questa protesta?" si chiede. E aggiunge: "Lì in mezzo troppa gente sospetta per nuove regole meglio il dialogo".

Approfondimento: "Quei tir dell'Est che dimezzano i prezzi" - Interessante lo scenario raccontato sulle colonne del Corriere della Sera da Dario Vico, che descrive "gli avversari giurati" dei camionisti italiani. "La concorrenza  - L'invasione degli autisti romeni, russi, bulgari".
"Le piazzuole vicino alle dogane sono il loro piccolo villaggio. Vivono lì, dormono sui Tir, a sera aprono le scatole di ferro che conservano sotto il camion vicino al serbatoio e tirano fuori il fornello a gas e i piatti. Nei supermercati intorno comprano pane, yogurt, uova e un po' di carne e questo è il loro pranzo e cena per venti giorni di seguito. Per i vestiti si rivolgono alla Caritas e lasciano qualche euro, qualcuno arriva persino a rivenderseli per guadagnarci su".

L'editoriale: "Ma l'illegalità è intollerabile" - "Sbagliano - scrive Sergio Romano, a proposito degli autotrasportatori, sul Corriere della Sera - per almeno due ragioni. In primo luogo le proteste, se affrontate distrattamente, potrebbero, soprattutto in questo particolare momento, contagiare altre categorie. Le liberalizzazioni hanno suscitato forti reazioni, ma i gruppi colpiti, con l'eccezione dei tassisti, sembrano comprendere che le misure adottate dal governo non spiacciono alla maggioranza degli italiani e che una reazione emotiva sarebbe inopportuna. In alcuni di questi gruppi, tuttavia, vi è un'ala che potrebbe cogliere l'occasione per alzare il livello della protesta".

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