"Uno sfigato chi non si laurea a 28 anni", bufera su Martone

Il ministro del Lavoro Fornero insieme al viceministro Martone
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Il viceministro del Lavoro è intervenuto a un convegno organizzato dalla Regione Lazio sul tema dell’apprendistato, ma le sue parole hanno scatenato la polemica. Generazione e Futuro: "Linguaggio sbagliato". E su Twitter la sua gaffe diventa un tormentone

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“Dobbiamo iniziare a far passare messaggi culturali nuovi: dobbiamo dire ai nostri giovani che se non sei ancora laureato a 28 anni, sei uno sfigato". La prima uscita pubblica del viceministro del Lavoro, Michel Martone, rischia di rimanere impressa a lungo. Colpa di questa dichiarazione, per qualcuno una vera e propria gaffe, pronunciata durante un convegno sull'apprendistato organizzato dalla Regione Lazio.
"L'importante è fare qualcosa bene – ha aggiunto Martone – se decidi di fare un istituto tecnico professionale sei bravo. Essere secchioni in fondo non è male, almeno hai fatto qualcosa".
Le parole del viceministro, rilanciate dalle agenzie di stampa, hanno scatenato subito la polemica. Su Twitter sono partiti immediatamente i messaggi contro il viceministro. Come questo: “Non s'era detto che questo era un governo sobrio? Definire sfigato chi si laurea a 28 anni mica è sobrio, caro”. Scrive un altro utente: "Caro Martone, laureato a 23 anni, Master a 25, ma continuo ad essere uno sfigato.Come la mettiamo?".
L’hashtag, cioè la parola chiave più usata sul sito di microblogging, #Martone è diventata in pochi minuti uno degli argomenti più gettonati.

Universitari "indignati" - L'Unione degli Universitari si è detta "indignata" per le dichiarazioni del viceministro del Lavoro. "Constatiamo di essere di fronte alla classica dichiarazione di una persona che non ha un minimo attaccamento con la realtà di cui parla, né tantomeno un briciolo di rispetto per gli studenti e le famiglie che ancora oggi, nonostante le mille difficoltà economiche e un'organizzazione della didattica spesso incoerente, cercano di proseguire nel percorso ad ostacoli della laurea: ostacoli di ordine economico e sociale", dicono gli studenti in una nota.

Generazione e Futuro: "Linguaggio sbagliato" - "Martone ha usato un linguaggio sbagliato - spiega il coordinatore nazionale di Generazione Futuro (il movimento giovanile di Fli), Gianmario Mariniello - Non confacente a un rappresentante della Repubblica italiana, che generalizza eccessivamente e rischia di travolgere anche la parte giusta del suo messaggio".
"Con le dovute distinzioni - penso a chi lavora e studia contemporaneamente, ai diversamente abili, etc. - nella società italiana deve passare un messaggio culturale e sociale ben preciso: studiare, fare il proprio dovere, laurearsi in tempo e con buoni voti non è da sfigati, ma anzi è un merito da rivendicare per se stessi e un servizio reso alla comunità".
"Di certo, per far passare questi messaggi, anche quello "Se scegli di fare un istituto tecnico a 16 anni sei bravo", serve un linguaggio diverso da quello utilizzato da Martone. Che va quindi - con affetto - bocciato in marketing e comunicazione: per un secchione come lui non è proprio il massimo...".

Martone si corregge: "Non sono stato sobrio" - "Fermo restando che non ho avuto la sobrietà necessaria, credo che l'età media dei laureati italiani sia molto più alta rispetto alla media dell'Unione europea". Il viceministro all'Welfare, Michel Martone, precisa così il suo pensiero dopo le reazioni suscitate dalla sua dichiarazione "se a 28 anni non sei ancora laureato sei uno sfigato". "Tutti quelli che hanno due lavori - ha aggiunto Martone - o che vengono da famiglie con situazioni difficili e riescono a laurearsi sono bravi, sono eroi”.
"Il momento storico è straordinariamente difficile - ha proseguito il viceministro trentottenne - i laureati sono troppo pochi e l'Italia ce la farà solamente se i due milioni della generazione 'net' ricominceranno a lavorare, studiare, formarsi". Martone, nel tentativo di chiarire il suo pensiero e smorzare le polemiche , ha ricordato che a fronte di tanti studenti "bravi, ce ne sono tanti altri che si laureano molto dopo, anche a trentacinque anni: i tempi sono difficili, se noi giovani vogliamo avere un futuro dobbiamo lavorare per costruircelo, l'università non è un parcheggio". Martone, che è anche docente universitario, ha poi ribadito di stare "con tutti quei giovani che, facendo sacrifici, si laureano in tempo, nonostante le difficoltà, per dare un contributo al Paese".

Gaffe e polemiche, i precedenti - Dai “bamboccioni” agli “sfigati”. I  giovani che restano a casa troppo a lungo, nel primo caso, quelli che a 28 anni ancora non si sono ancora laureati, nel secondo.
Da Tommaso Padoa-Schioppa, che da ministro dell'economia usò l'espressione "mandiamo i bamboccioni fuori di casa" per indicare uno degli obiettivi della sua Finanziaria che prevedeva agevolazioni per gli affitti per i più giovani, al viceministro del lavoro Michel Martone, che vuole mandare un messaggio "chiaro" e dice: "se a 28 anni non sei ancora laureato sei uno sfigato".
Ma non solo. Tra le gaffe rimaste impresse nella memoria collettiva c'è anche quella di Renato Brunetta, ex ministro della Funzione Pubblica. A giugno, durante un battibecco con alcuni giovani precari, disse: "Siete l'Italia peggiore". La sua frase scatenò anche allora la fantasia di migliaia di italiani che su Twitter iniziarono a sfottere il ministro e il suoi "lavori precari".

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