Liberalizzazioni, Monti: non stravolgete il decreto

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Da Pd e Pdl raffica di emendamenti. Categorie sul piede di guerra: in arrivo serrate. Catricalà: sui taxi nessun cedimento. Passera: ora crescita e lavoro. Per le famiglie risparmi di quasi mille euro

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(in fondo all'articolo tutti gli altri video della conferenza sulle liberalizzazioni)

"Il  parlamento è sovrano", sia ben chiaro, ma "non toccate la logica d'insieme". Il presidente del Consiglio Mario Monti lo dice forte e chiaro. Avvertimento ai partiti, il suo, che risuona nei titoli dei quotidiani in edicola domenica 22 gennaio, (LA RASSEGNA STAMPA). E' il decreto sulle liberalizzazioni, ancora una volta, a far discutere e dividere la politica, le categorie di lavoratori interessate e l'opinione pubblica.
"Le disposizioni - si legge in un comunicato del Cdm - consentiranno di traghettare l'economia nazionale fuori dalla spirale recessiva. Con le norme sulle liberalizzazioni il pil potrebbe salire dell'11%, i consumi dell'8% e i salari reali di quasi il 12% senza effetti negativi sull'occupazione". Pd e Pdl plaudono, senza troppo entusiasmo per la verità, al lavoro del governo e annunciano emendamenti migliorativi dell'attuale formulazione del testo.

Intervista - Passera, ora crescita e lavoro - "La nostra proposta è questa, non può essere annacquata. Ora il piano crescita e lavoro". Parola del ministro dello Sviluppo Corrado Passera, che nell'intervista a pagina 6 di Repubblica, realizzata da Massimo Giannini, annuncia le prossime tappe per uscire dalla crisi, (SCHEDA).
"Avete ceduto sulle farmacie, rinunciando a liberalizzare i farmaci di fascia C" chiede Giannini. "Avevamo già provato a varare questa norma, nel primo giro del decreto Salva-Italia. Il Parlamento ha rifiutato, e per questo non l'abbiamo riproposta. Ma abbiamo rilanciato con una norma di portata anche maggiore: 5 mila farmacie in più su 18.000 vuol dire mettere una pressione più forte sui prezzi ai cittadini, anche per i farmaci di fascia A. Non solo: il concorso unico apre il mercato anche a chi non è figlio di farmacisti. Mi pare un enorme passo avanti".

Intervista  - Catricalà, sui taxi nessun cedimento -
Dalle colonne del quotidiano il Messaggero parla invece il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà. "Abbiamo agito senza farci guidare dall'ideologia" dice nell'intervista rilasciata a Barbara Corrado. E si dice poi non preoccupato dall'annunciata rivolta dei lavoratori. "Questa è la prova dell'equità della manovra. A ciascuno abbiamo chiesto di rinunciare a una piccola parte dei propri privilegi a favore del mercato e dei cittadini, quindi di se stessi e del Paese".

Categorie in rivolta  - Intanto, farmacisti e avvocati, tassisti, ferrovieri e benzinai sono  tutti pronti a scioperare contro il decreto approvato il 20 gennaio in Cdm. I primi a incrociare le braccia saranno i tassisti lunedì 23 gennaio. (SCHEDA)

Il dossier: risparmi per mille euro a famiglia  - Il quotidiano la Stampa propone invece una "guida a misure e benefici". Secondo le stime dei consumatori, infatti, con le liberalizzazioni ci sarà un risparmio di quasi mille euro a famiglia. "Le liberalizzazioni dovrebbero avere a regime ricadute positive sia per quanto riguarda il miglioramento della qualità dei servizi per tutti e in particolare per i giovani. Gli under 35 saranno agevolati nel caso in cui vogliano aprire un'impresa". Utile anche l'infografica del Corriere della Sera che spiega tutti i provvedimenti in atto. Ognuno di noi, risparmierà 400 euro, dicono i consumatori (IL GRAFICO).



Editoriali e commenti  - "I nostri benefici imprigionati nella rete delle lobby". Questo il titolo dell'editoriale su Repubblica che, come ogni domenica, è firmato dal fondatore del quotidiano Eugenio Scalfari. Un lungo articolo nel quale esprime anche un certo scetticismo.
"Abbiamo già detto dello spessore politico delle liberalizzazioni, ma il loro effetto sull'economia si avrà dopo un certo tempo. Il rilancio della domanda interna e la creazione di nuovi posti di lavoro sono però obiettivi che richiedono interventi immediati - scrive Scalfari - Un primo effetto si è già avuto per merito dei ministri Passera e Barca: lo smobilizzo di 5,5 miliardi per la realizzazione di opere pubbliche, dalla linea C della metropolitana di Roma alla ferrovia Napoli-Bari-Lecce-Taranto, a quella Salerno-Reggio Calabria, a quella Potenza-Foggia. Oltre a questi lavori sono stati stanziati 680 milioni contro le frane di fango e 550 per l'edilizia scolastica".
Insomma, conclude, "ottime iniziative, ma insufficienti. Ci vuole ora con la massima urgenza una robusta esenzione fiscale a favore dei redditi medio-bassi, destinando a copertura le somme che saranno ricavate dalla spending review che dovrebbe esser pronta a marzo".

"L'albero scosso" scrive Dario Di Vico sul quotidiano di via Solferino. "Mai l’albero era stato scosso così, mai in un colpo solo un governo aveva preso una serie di provvedimenti di liberalizzazione tanto larghi e destinati a toccare tutte le categorie. Il sistema Italia per ripartire ha bisogno di un’iniezione di concorrenza e ci si è messi nella condizione di assecondare questo processo".

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