Maroni: "Dozzo capogruppo alla Camera? Sono molto contento"

Maroni e Bossi sul palco di Varese (Fotogramma)
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Su Facebook l'ex ministro dell'Interno non nasconde la sua soddisfazione per la nomina del leghista, che sostituisce Reguzzoni, vicino a Umberto Bossi. E nei prossimi giorni potrebbero arrivare novità anche sul fronte del Senato

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"Sono davvero contento della nomina di Paolo Dozzo a nuovo capogruppo (al posto di Reguzzoni). Paolo è un amico vero, un leghista della prima ora. Con lui il Gruppo parlamentare ritrova serenità e voglia di lavorare tutti insieme. Evviva, ha vinto la Lega, avanti così!!!"
Sulla sua pagina Facebook, Roberto Maroni non nasconde la sua soddisfazione per la decisione annunciata sulle pagine della Padania da Umberto Bossi.

Si chiude così, dopo sette mesi, la partita del capogruppo leghista alla Camera, che ha visto contrapporsi i deputati vicini all'ex ministro dell'Interno con quelli fedeli al Senatùr. Conflitti e tensioni sfociate durante la votazione sull'arresto del deputato Pdl Nicola Consentino.
Marco Reguzzoni, contestato dai deputati 'maroniani', lascia il posto al veneto Gianpaolo Dozzo. La decisione è stata presa nel pomeriggio del 20 gennaio in Bellerio, dove tutti i 'big' del partito erano riuniti insieme a Umberto Bossi (compreso Reguzzoni e lo storico rivale, Roberto Maroni). Originario della provincia di Treviso, 57 anni, Dozzo è deputato alla quinta legislatura e ha ricoperto anche l'incarico di sottosegretario alle Politiche agricole.

Rispetto all'altro nome emerso nelle ore precedenti, quello del presidente della provincia di Brescia, Daniele Molgora, la sua candidatura sembra una soluzione di compromesso e gradita ai 'maroniani'.
E potrebbe significare che, presto vi sarà un cambio anche alla guida dei senatori leghisti. E' regola non scritta, ma fedelmente rispettata finora, che i due capigruppo padani non siano entrambi di provenienza veneta.
E la scelta di un trevigiano a Montecitorio, quindi, potrebbe portare a un'eventuale sostituzione di Federico Bricolo, anche lui veneto e anche lui inviso all'anima 'maroniana' del movimento, in quanto, come Reguzzoni, legato a quella cerchia di dirigenti più vicini alla famiglia del Senatur.

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