Liberalizzazioni: una farmacia ogni 3mila abitanti

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E' durato 8 ore il Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi: aumentano i notai, obbligo di preventivo per i professionisti. La competenza sulle licenze dei taxi va all'Autorità per le reti. Continuano le proteste. Napolitano: "Testo incisivo" . DIRETTA

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E' durato 8 ore a Palazzo Chigi il Consiglio dei ministri che ha varato il decreto  liberalizzazioni tanto annunciato e, in alcuni casi, osteggiato. Dalla riunione fiume filtra una bozza delle misure in discussione dall'esecutivo, mentre arriva un primo commento del capo dello Stato. Quello sulle liberalizzazioni "è un provvedimento corposo e incisivo, come mi è stato illustrato ampiamente ieri (giovedì 19 gennaio gennaio, ndr), che inciderà sulle liberalizzazioni e sulle  infrastrutture" ha detto Napolitano all'Adnkronos.

La separazione Snam rete gas – Eni - Sarà stabilita entro sei mesi e con un decreto della presidenza del Consiglio la separazione proprietaria tra Snam rete gas e Eni. Secondo il governo, la separazione proprietaria della gestione di una infrastruttura è il metodo ottimale per attuare un effettivo mercato concorrenziale del gas naturale tramite la garanzia di uno sviluppo ottimizzato della rete e di un suo accesso in condizioni non discriminatorie da parte degli operatori.

Stop alle tariffe minime dei professionisti
- La bozza prevede l'abolizione di "tutte le tariffe professionali, sia minime, sia massime".  Tutti i professionisti dovranno concordare in forma scritta con il cliente il preventivo per le prestazioni richieste.  "La redazione del preventivo è un obbligo deontologico e costituisce illecito disciplinare", recita la bozza. 

Aumenta il numero dei notai - La bozza prevede che la tabella con la quale si determina il numero e la residenza dei notai sia aumentata da subito di 500 posti. Inoltre, il 30 giugno di ogni anno tra 2012 e 2014 sarà bandito "un concorso pubblico per la nomina" di 500 notai. "Per gli anni successivi entro il 30 giugno è comunque bandito un concorso per la copertura di tutti i posti che si rendono disponibili", aggiunge il decreto.

Rete carburanti, cosa cambia - I gestori degli impianti di distribuzione dei carburanti che sono anche titolari della relativa autorizzazione petrolifera, si legge nella bozza, potranno "liberamente rifornirsi da qualsiasi produttore o rivenditore nel rispetto della vigente normativa nazionale ed europea". A decorrere dal 30 giugno 2012 eventuali clausole contrattuali che prevedano per gli stessi gestori titolari forme di esclusiva nell'approvvigionamento sono nulle, per la parte eccedente il 50% della fornitura complessivamente pattuita e comunque per la parte eccedente il 50%".

Tariffe autostrade - Saranno riviste dall'Autorità per le reti con il criterio del price cap le tariffe autostradali. Il passaggio al meccanismo del price cap per le concessionarie autostradali è limitato alle nuove concessioni e non anche a quelle in essere, secondo la bozza più aggiornata del decreto.Sarà sempre la nuova Autorità delle reti a regolare le tariffe.

Servizi pubblici locali - La bozza prevede che la soglia del valore per l'affidamento di una gestione "in house", cioè senza gara e all'interno del gruppo, scenda da 900.000 a 200.000 euro. In deroga, l'affidamento per la gestione in house può avvenire a favore di azienda risultante dalla integrazione operativa, perfezionata entro il termine del 31 dicembre 2012, di preesistenti gestioni dirette o in house tale da configurare un unico gestore del servizio a livello di ambito o di bacino territoriale ottimale.

Una farmacia ogni 3mila abitanti -  Il numero delle autorizzazioni verrà stabilito in modo che vi sia almeno una farmacia ogni 3.000 abitanti. La popolazione eccedente i 3.000 abitanti "consente l'apertura di una ulteriore farmacia, qualora sia superiore a 500 abitanti". Nei comuni fino a 9.000 abitanti, l'ulteriore farmacia può essere autorizzata soltanto qualora la popolazione eccedente rispetto al parametro sia superiore a 1.500 abitanti. Le farmacie potranno svolgere la propria attività ed i servizi medici aggiuntivi anche oltre gli orari ed i turni di apertura, e praticare sconti sui prezzi pagati direttamente da tutti i clienti per i farmaci e prodotti venduti, dandone adeguata comunicazione alla clientela. La nuova bozza mantiene invece inalterate le restrizioni alla vendita dei farmaci di fascia C (non rimborsati dallo Stato) nei supermercati e nelle parafarmacie.

Taxi -  Stando all'ultimissima bozza, quella che sarebbe entrata in Consiglio dei ministri, la competenza sulle licenze torna in capo all'Autorità per le reti (che si occuperà anche di trasporti). Restano invece, anche in questa versione, le licenze plurime e l'extraterritorialità.

Rc Auto - Gli agenti assicurativi dovranno offrire ai clienti informazioni su almeno tre diversi contratti forniti da altre compagnie assicurative per coprire la responsabilità civile per auto e natanti. In caso di mancata informazione il contratto "è affetto da nullità rilevabile solo a favore dell'assicurato". La Banca d'Italia fisserà "l'ammontare degli importi delle commissioni da applicare sui prelievi effettuati con carta autorizzata tramite la rete degli sportelli automatici presso una banca di versa da quella del titolare della carta". Inoltre, nel caso le banche intendano condizionare l'erogazione del mutuo alla stipula di un contratto di assicurazione sulla vita saranno tenute a sottoporre al cliente almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi.

Edicole - Gli edicolanti potranno praticare sconti sulla merce venduta e defalcare il valore del materiale fornito in conto vendita e  restituito a compensazione delle successive anticipazioni al distributore. Inoltre, gli edicolanti potranno rifiutare le forniture di prodotti complementari forniti dagli editori e dai  distributori e potranno altresì vendere presso la propria sede qualunque altro prodotto.

Via i vincoli a fare impresa
- Stop a tutti i lacci e vincoli che limitano l'avvio di una nuova impresa. Sono abrogate "le norme che prevedono limiti numerici, autorizzazioni, licenze, nulla osta o preventivi atti d'assenso della Pubblica amministrazione per l'avvio di un'attività economica". Stop a tutti i lacci e vincoli che limitano l'avvio di una nuova impresa. Lo prevede l'ultimissima bozza di dl liberalizzazioni. Sono abrogate "le norme che prevedono limiti numerici, autorizzazioni, licenze, nulla osta o preventivi atti d'assenso della P.a per l'avvio di un'attività economica".

Inoltre, indica l'art. 1 del capitolo concorrenza, "divieti, restrizioni, oneri e comunque condizioni di accesso vanno applicati secondo il principio della libera iniziativa economica privata, e secondo i principi di libera concorrenza e pari opportunità di tutti i soggetti, anche di nuovi ingresso". Entro dicembre 2012 il governo individuerà le attività per le quali permane l'atto preventivo di assenso. Regioni e Comuni dovrannno adeguarsi ai nuovi principi e ciò costituirà elemento di valutazione della virtuosità.

Bot per ripagare debiti P. A.
- Sui ritardati pagamenti della Pubblica amministrazione alle imprese il governo aprirà un tavolo. Dovrebbe saltare quindi, secondo quanto riferisce l'Agi, la norma che prevede la possibilità di estinguere i crediti vantati dalle imprese nei confronti delle pubbliche amministrazioni anche con titoli di stato.

Antitrust a Palazzo Chigi
- Sarà individuato presso la presidenza del Consiglio un ufficio che svolga le funzioni di tutela e di promozione della concorrenza nelle Regioni e negli enti locali e di tutela dei consumatori. La struttura monitorerà la normativa regionale e locale per individuare, anche su segnalazione dell'Antitrust, le disposizioni contrastanti con la tutela o la promozione della concorrenza.

Proseguono le proteste - Continuano, intanto, anche le proteste delle categorie di lavoratori interessate dal provvedimento delle liberalizzazioni. Nella giornata di venerdì è arrivata al quinto giorno ls protesta contro le liberalizzazioni per i tassisti italiani: il servizio dei taxi è funzionato a singhiozzo all'aeroporto di Roma Fiumicino. Situazione critica anche in altre città, in particolare a Napoli dove è radunato il fronte più duro della protesta.
Ma anche Faib-Confesercenti e Fegica-Cisl, in una nota, "dichiarano l'immediato stato di agitazione e la chiusura per sciopero degli impianti stradali ed autostradali di distribuzione dei carburanti di 10 giorni". La decisione viene assunta a causa della "retromarcia del governo che, sulle liberalizzazioni, ha capitolato davanti ai petrolieri".

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