Taxi, tregua tra governo e sindacati. Ma la base protesta

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Ottimismo dopo l'incontro a Palazzo Chigi sulle liberalizzazioni. Bittarelli, Uritaxi: sospendiamo il blocco. Gli autisti si ribellano: "Vergogna, non torniamo al lavoro". Sul piede di guerra anche i benzinai, che annunciano 10 giorni di sciopero

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Da un lato la tregua tra governo e sindacati dei tassisti raggiunta dopo l'incontro a Palazzo Chigi, dall'altro le proteste degli automobilisti, che accusano di tradimento i rappresentanti di categoria. Al centro, ancora una volta, il nodo liberalizzazioni.
"I sindacati ci hanno tradito e sono andati via", affermano in coro i tassisti. L'ala partenopea dei manifestanti, quella più dura ed intransigente, minaccia di "occupare Napoli".

Governo e sindacati verso l'intesa - L'ennesima protesta dei lavoratori scoppia nel pomeriggio di giovedì 19 gennaio quando, al termine dell'incontro a Palazzo Chigi, le sigle di categoria si dicono soddisfatte, e l'esecutivo, attraverso una nota, definisce "ragionevoli" alcune loro proposte e promette che ne discuterà collegialmente" venerdì 20 in Consiglio dei ministri. Il Cdm, infatti, esaminerà una serie di provvedimenti in tema di concorrenza, ovvero la bozza sulle liberalizzazioni: dalla stretta sui costi bancomat ai possibili sconti sulla Rc auto, dalla vendita dei farmaci anche fuori dai turni alla cancellazione delle tariffe dei professionisti, notai compresi.
Pur restando in piedi la proclamazione del fermo generale il 23 gennaio prossimo, il presidente di Uritaxi Loreno Bittarelli ha parlato di prime aperture da parte del governo alle proposte dei tassisti e, per questo motivo, ha proposto la ripresa del servizio. Il buon esito della riunione è confermato anche in una nota di palazzo Chigi nella quale si dice che "al termine dell'incontro il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Manlio Strano ha detto che le proposte dei sindacati - alcune delle quali indubbiamente ragionevoli - saranno valutate e discusse collegialmente dal governo nel Consiglio dei ministri di domani" (20 gennaio, ndr).

La base contesta i tassisti - I lavoratori, però, non hanno accolto favorevolmente l'invito da parte dei sindacati a riprendere il servizio. (GUARDA IL VIDEO). "Vergogna, non torniamo al lavoro" hanno urlato i tassisti riuniti in  assemblea al Circo Massimo.
"Non possono chiederci di tornare al lavoro quando non hanno niente in mano - commenta un tassista - sono giorni che siamo qui in piazza ed ogni volta che prendono parola i sindacalisti parlano di aspettare e di rinvii. Solo chiacchiere e nessuna certezza. La mobilitazione per noi continua".
Alcuni esponenti delle sigle sarebbero scesi dal palco tra spintoni e urla. Secondo alcuni testimoni, si sarebbe sfiorata la rissa e alcuni avrebbero tentato di aggredire i rappresentanti dei sindacati con lanci di fumogeni. "Ci hanno chiesto la vita" dice ai microfoni di SkyTG24 Pietro Marinelli, Ugl taxi.

Il nodo liberalizzazioni e le proteste - Continuano, intanto, le proteste delle categorie di lavoratori interessati dal provvedimento delle liberalizzazioni. Faib-Confesercenti e Fegica-Cisl, in una nota, "dichiarano l'immediato stato di agitazione e la chiusura per sciopero degli impianti stradali ed autostradali di distribuzione dei carburanti di 10 giorni". La decisione viene assunta a causa della "retromarcia del governo che, sulle liberalizzazioni, ha capitolato davanti ai petrolieri".

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