Cosentino: “Non mi sento un privilegiato”. La Lega nel caos

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Il deputato del Pdl, dopo il no della Camera alla richiesta di arresto, torna a difendersi dalle accuse di collusione con la camorra. Ma nel day after a tener banco sono le polemiche legate alla spaccatura del Carroccio: LA RASSEGNA STAMPA

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"Sono convinto di essere vittima di un pregiudizio che riguarda sia la mia appartenenza al Pdl, sia la mia provenienza da un'area complicata dove la camorra c'è e s'identifica con un clan che porta lo stesso nome del luogo in cui sono nato e vissuto fino a sei anni fa. Casal del Principe, i Casalesi, Cosentino: stessa nascita stessa cosa". Nicola Cosentino, dopo il no della Camera alla richiesta d'arresto avanzata dai pm di Napoli per i suoi presunti legami con la camorra, in un'intervista a Il Mattino torna a difendersi, parla di "inchieste giudiziarie e accuse infamanti" e di dice sentirsi "vittima di un maltrattamento ingiusto". Il suo errore, racconta, è stato "il non aver capito in tempo che stavo dando molto fastidio, anche nel mio partito. Il rinnovamento dei quadri che ho fatto negli ultimi anni non è stato indolore". E anche l'aver accettato la carica di sottosegretario all'Economia: "Non posso non vedere, è negli atti, che l'iscrizione nel registro degli indagati segue di appena otto giorni quella di nomina". Sbagli a causa dei quali, conclude Cosentino, "ho collezionato troppi nemici anche nel Pdl e nella coalizione".

Poi, incalzato da Repubblica, in un’intervista ribadisce di non sentirsi un privilegiato per non essere andato in carcere ma di essere vittima di una “violenza mediatica, politica e giudiziaria”. E sottolinea che Berlusconi non voleva le sue dimissioni. Sempre su Repubblica un articolo a firma di Roberto Saviano che parla di “un patto scellerato”. “Non tiri un sospiro di sollievo, Onorevole Cosentino, trattenga ancora il fiato. Non creda che questa congiura dell'omertà che si è frapposta tra lei e le richieste della magistratura, possa sottrarla dal dovere di rispondere di anni di potere politico esercitato in uno dei territori più corrotti del mondo occidentale” scrive l’autore di Gomorra. E ancora: “Non tiri un sospiro di sollievo, Onorevole Cosentino, perché quel fiato non dovrà usarlo solo per rispondere ai giudici. Il fiato che risparmierà lo deve usare per rispondere a chi ha visto come lei ha amministrato - e lo ha fatto nel peggiore dei modi possibile - la provincia di Caserta, plasmando una forma di contiguità, i tribunali diranno se giudiziaria ma sicuramente culturale, con la camorra”. Sul Corriere della Sera da segnalare un retroscena che racconta l’esultanza di Silvio Berlusconi per il voto su Cosentino.
Alfonso Papa (Pdl), che sei mesi fa si allontanava da un'Aula impietrita per andare incontro al carcere (è tornato in libertà lo scorso dicembre), ieri ha festeggiato con Cosentino con un lungo abbraccio. Intervistato da SkyTG24 ha detto: "Non c'erano motivi per autorizzare il suo arresto. In Italia abbiamo un sistema di grave illegalità precedente al processo. Ci sono tantissime persone in custodia cautelare senza processo" che sono innocenti fino a prova contraria (GUARDA L'INTERVISTA).


Ma sui giornali si sottolinea soprattutto la spaccatura all’interno della Lega: Maroni aveva detto di votare l'arresto, ma molti deputati hanno disobbedito, seguendo probabilmente le indicazioni di Bossi. “Cosentino salvo, La Lega no” è il titolo di Libero. “Parte del Carroccio si oppone all’arresto del deputato Pdl e fa esplodere lo scontro fra Bossi e Maroni. Questa volta non si torna indietro: il partito rischia. E nel centrodestra nulla sarà più come prima” si legge sulla prima pagina del quotidiano diretto da Maurizio Belpietro.

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