Cosentino: “Non conosco mafiosi”. L’Aula vota sull’arresto

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In attesa del verdetto della Camera il deputato del Pdl, accusato di collusione con la camorra, si difende: “Tutte fantasie dei giornali”, ma annuncia le dimissioni da coordinatore regionale. La Lega lascia libertà di coscienza

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"Sono assolutamente sereno e tranquillo. Confido molto sulla lettura degli incartamenti che sono a disposizione dei parlamentari. Ma se dovessi essere ritenuto colpevole non esiterei a fare un passo indietro dalla politica e a scontare la pena per intero”. Lo ha detto il deputato del Pdl Nicola Cosentino intervenendo a "La telefonata" di Belpietro su Canale 5 nel giorno in cui la Camera è chiamata a votare sulla richiesta di arresto nei suoi confronti avanzata dalla magistratura di Napoli. Cosentino è accusato di collusione con la camorra. Dopo che il 10 gennaio la Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, con i voti determinanti del Carroccio, si è dichiarata a favore della richiesta di arresto, toccherà all'Aula esprimersi sulla vicenda. Comunque vada il voto, Cosentino ha già fatto sapere che si dimetterà da coordinatore campano del Pdl.

In diretta il dibattito alla Camera:



Libertà di coscienza per la Lega - Sarà decisivo il voto della Lega Nord, che nel 2009 quando era al governo con il Pdl era stata determinante nel negare l'autorizzazione a una prima richiesta d'arresto. Ieri Bossi, correggendo la linea emersa in Giunta, ha detto che lascerà ai membri del partito libertà di coscienza perché dalle carte non emerge la colpevolezza, come riferiscono i media. Posizione riconfermata in mattinata da una riunione del gruppo parlamentare a cui hanno partecipato sia Bossi che Maroni.

Cosentino: "Sono sereno" - Alla vigilia dal verdetto della Camera, Cosentino ha incontrato Silvio Berlusconi. “Il Presidente Berlusconi mi ha detto di stare sereno" racconta. E sul voto: "Non so se ci sia uno spiraglio, confido molto nella libertà di coscienza di ogni parlamentare". Poi, è tornato a difendersi: “C'è una forzatura enorme, in questa vicenda. Chi ha difeso di più la mia posizione sono quelli che non appartengono alla mia parte politica", come ad esempio i radicali. Tutto parte, a detta dell'esponente del Pdl, dal fatto che "qualche anno fa il parlamento ha negato una precedente ordinanza di arresto basata sulle dichiarazioni di pentiti, che hanno da farsi perdonare ergastoli e delitti infami. Io ho chiesto di essere giudicato, sono in corso le udienze. Voglio essere giudicato come un libero cittadino non solo da una parte, dall'accusa. Se io dovessi essere ritenuto colpevole da un giudice naturale, sono pronto a sparire dalla politica e scontare la pena per intero". Le accuse nei miei confronti, ha concluso, sono "tutte fantasie costruite da certa stampa. In un comune piccolo ci sono parentele tra tutti. Ma io non ho alcuna parentela diretta con nessuno. Sono sempre stato all'opposizione e non ho mai potuto favorire interessi criminali".

Reguzzoni a SkyTG24: "La decisione del Parlamento è come una sentenza" - Sul voto alla Camera è intervenuto a SkyTG24, ospite di Un caffé con, il capogruppo alla Camera della Lega Nord Marco Reguzzoni. "Si tratta di decidere se verrà arrestato prima del processo o no. Non essendo magistrati non abbiamo competenza per decidere. Oltretutto le decisioni della Camera vengono percepite come sentenze". Quanto al dietrofront di Bossi, ha sottolineato: "Abbiamo sempre detto le stesse cose, anche quando c'è stato Papa. L'indicazione è quella di votare a favore ma nel rispetto della coscienza di ciascun deputato, di chi ha guardato le carte e di chi non si sente di dare un giudizio per un arresto preventivo legato a un fatto che potrebbe configurarsi come un non reato".

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