#formattiamoilpdl: da Twitter parte la rivolta nel Pdl

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Al grido di "Liberiamoci dei dinosauri", anche il partito del Cavaliere scopre i suoi rottamatori. Chiedono primarie, più trasparenza e meritocrazia. Berlusconi resta intoccabile. A patto però che non si ricandidi più nel 2013

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di David Saltuari

Formattiamo il Pdl. Come si fa con i vecchi hard disk prima di caricare un nuovo sistema operativo. Magari più adatto ai tempi. La parola d'ordine arriva dal web, dai giovani del Popolo della Libertà che partendo dalle pagine di Twitter, chiedono al partito del Cavaliere un cambiamento radicale. A lanciare l'iniziativa ("nata quasi per scherzo" spiega a Sky.it) è stato Andrea Di Sorte, giovane coordinatore nazionale Club della Libertà. "Il 4 gennaio mi ha scritto un mio contatto che bisognerebbe proprio formattarlo questo Pdl. Io non ho fatto altro che aggiungere il cancelletto davanti, creando l'hashtag #formattiamoilpdl. E in pochi giorni c'è stato il boom". Un'ulteriore tappa nel fermento che sta agitando il centro destra in rete da quando la sconfitta al referendum scantenò le critiche dei blogger vicini al Pdl. Un fermento che viene seguito anche dai piani alti del partito e che dovrebbe presto portare a una rivoluzione 2.0 della presenza azzurra in rete. Forse, addirittura, con una kermesse che coinvolga i principali blogger italiani. Insomma, anche il principale partito di centrodestra ha scoperto di avere al proprio interno i rottamatori ("ma a me quella parola non piace, si rottamano le macchine, non le persone" spiega Di Sorte).

Contro i dinosauri nel Pdl, per salvare Alfano
- A differenza dei "colleghi" del Partito Democratico, però che mettono in discussione apparato e segretario, qui si chiede di svecchiare la struttura per aiutare Alfano. "Noi lo facciamo per lui - argomenta Di Sorte - lui ha bisogno del nostro aiuto per liberarsi dai dinosauri del partito." Si chiedono primarie aperte ("come negli Usa"), limite ai mandati ("basta la Prestigiacomo che da 20 che fa il ministro") e selezione diversa del personale ("candidati scelti in base al curriculum e non in base alle misure"). "Il fatto è - spiega Di Sorte a Sky.it - che il Pdl non è un partito moderno. Ha uno statuto da anni '80 in cui si parla solo di congressi". E i congressi, per i giovani del Pdl, non garantiscono la necessaria partecipazione degli elettori. "Oggi abbiamo un milione di iscritti, al netto di doppioni e decessi diciamo che sono intorno ai 700mila - spiega Di Sorte - Questi 700mila alla fine sono mossi e organizzati da un migliaio di persone, che sono quelli che vanno effettivamente ai congressi a votare. E un partito come il nostro non può basarsi sulle decisioni di solo mille persone. I congressi vanno bene, ma poi ci vogliono le primarie". Alfano starebbe seguendo con attenzione tutta l'operazione. Per età anagrafica è vicino ai "formattatori" e le tematiche che vengono portate avanti sono anche le sue.  Le candidature alle prossime amministrative, per esempio, saranno decise da primarie. "Mai noi le vogliamo anche per i parlamentari" ribadisce il coordinatore dei Club della Libertà.

L'endorsment di Pippo Civati - I toni e le tematiche sono abbastanza simili a quelle dei rottamatori del Pd, tanto che lo stesso Pippo Civati sul suo blog scrive: "Se volete un consiglio, seguite quello che sta accadendo su Twitter a #formattiamoilPdl. Oltre a essere interessante di per sé, (...) indica che davvero la richiesta di cambiamento della politica è generale". E per qualche ora si crea un'inaspettata sinergia tra le due hashtag #occupypd e #formattiamoilpdl. Di Sorte twitta "Se #formattiamoilpdl vedrete che formatteremo la politica italiana. Insieme a #OccupyPd possiamo modernizzare l'Italia". A interessarsi alla cosa è anche Giovanni Boccia Artieri, docente di Sociologia dei New Media all'università di Urbino, che al fenomeno dedica uno storify e un post approfondito.

L'inizio della protesta dopo i referendum - Da Twitter il movimento dei formattatori si è spostato su un blog, lanciato mercoledì 11 gennaio, e prova ad andare lontano. Ma la richiesta di svecchiamento del Pdl si inserisce in un sommovimento che in rete serpeggia già dall'estate scorsa, subito dopo l'esito (pessimo per il centrodestra) di elezioni amministrative e referendum. Allora furono i blogger di area a chiedere un cambio di passo. Daw Blog, attivista molto seguito, lanciò il sondaggio su chi rottamare nel Pdl (vinsero, si fa per dire, Cosentino, La Russa e Giovanardi), mentre Andrea Mancia e Simone Bressan, due tra i blogger più attivi e creatori dell'aggregatore Tocque-ville, lanciarono una petizione per chiedere le primarie. E proprio Mancia e Bressan dovrebbero presto venire coinvolti in #formattailpdl.

Riformattare tutto. Tranne Berlusconi - Insomma, nel Pdl viene messo tutto in discussione. O quasi. Se infatti dirigenti e quadri di partito subiscono le critiche dei militanti e le richieste di mettersi in gioco nelle primarie, resta intoccabile. in cima a tutto, la stella di Silvio Berlusconi. "Il Cavaliere ha detto che appoggerà Alfano e farà il padre nobile - spiega Di Sorte - E a noi va benissimo." Ma se dovesse cambiare idea e ricandidarsi nel 2013 senza sottoporsi alle primarie? "Beh, parlo a titolo personale, ma credo che in quel caso scoppierebbe la rivoluzione. C'è bisogno di gente nuova. Non si può andare avanti così".

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