Lecce, assessore insulta Vendola: è gay, ha turbe psichiche

il governatore della Puglia Nichi Vendola
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Giuseppe Ripa, esponente del Pdl con delega alla mobilità nel comune pugliese, ha attaccato il governatore dalla pagina facebook del sindaco Perrone, che si è dissociato. Ma la vicepresidente della Puglia Capone replica: "Giunta omofoba"

Una "signorina", alle prese con "turbe psichiche". Il doppio insulto, veicolato da facebook, ha un destinatario - il governatore della Puglia, Nichi Vendola – e una firma, quella dell'assessore Pdl al Traffico e alla mobilità di Lecce, Giuseppe Ripa. Che ora si trova al centro di una furiosa polemica.

Il dibattito su facebook
- Tutto ha inizio giovedì 5 gennaio quando il sindaco del capoluogo salentino, Paolo Perrone, mette sulla bacheca del social network un lapidario commento sulla sanità pugliese: "è al tracollo perché la politica regionale è fatta di interventi col contagocce". I commenti, più o meno equamente divisi tra pro e contro, non si fanno attendere ma tra i tanti si distingue per poca eleganza quello di Ripa: "Sono ormai 7 anni che governate - dice rivolto ai competitor del centrosinistra - e le liste di attesa, tanto attaccate dal Sig. o Sig.ina Vendola non solo non sono diminuite, ma sono ormai divenute annuali".

"Vendola è gay dunque soffre di turbe psichiche" - Il sindaco non si fa pregare per prendere le distanze ("Mi piace fare politica gareggiando con gli avversari sui temi e sui contenuti, non sulle preferenze sessuali di questo o di quello, che sono un affare privato e dunque, come tali, da rispettare a prescindere") ma Ripa, anziché  fare marcia indietro, rincara la dose: "In natura esistono solo due tipi di generi umani: l'uomo e la donna", teorizza in punta di mouse. Il resto viene classificato scientificamente come 'turbe della psiche', patologia che rientra nelle competenze della scienza sanitaria in generale e della psicanalisi in particolare. Orbene, nessuno vuol dare in testa al paziente provato da tali turbe psichiche. Per carità, il mio credo religioso mi ha insegnato la tolleranza. Tutto il mio rispetto per il diverso. Ma non si può passare un'anormalità per normalità perché di questo andazzo sta morendo la nostra società".

Il sindaco si dissocia - Il sindaco Perrone, sollecitato da altri utenti a mandare a casa Ripa, a stretto giro di posta si dissocia pubblicamente dalle affermazioni, "inopportune e riconducibili" al suo modo di vedere le cose, "non certamente al mio governo cittadino e alla mia persona". "Mi scuso io, a tuo nome - scrive il sindaco - per quello che hai detto sul presidente Vendola, che noi contrastiamo a livello politico non condividendo le due idee, ma non certamente per le sue scelte di carattere personale. Mi scuso anche con tutti coloro che si sono sentiti offesi da queste affermazioni che, ripeto, non condivido in nessun modo".

La vicepresidente della Puglia: "Giunta omofoba" - Scuse che però non sono bastate. Il Comune di Lecce "ha da oggi una giunta omofoba” ha commentato il vicepresidente della Regione Puglia, Loredana Capone. Secondo la Capone, il clamore mediatico suscitato dalle dichiarazioni di Ripa è "un buon indicatore della vergogna che la città deve sopportare in queste ore per le esternazioni di un suo assessore"; e il tentativo del sindaco Perrone "di mettere a tacere la polemica è maldestro" perché il primo cittadino "non ha la minima intenzione di prendere provvedimenti nei confronti di Ripa" ma si preoccupa solo di "non perdere voti".

Le scuse di Ripa: "Sono stato frainteso" - Infine, dopo tre giorni, la sera di domenica 8 gennaio sono arrivate anche le scuse dell'assessore. "Non volevo offendere nessuno, nel  rispetto di scelte che sono e rimangono strettamente personali" scrive Ripa in una nota. "Preso atto che le mie dichiarazioni sono state sicuramente fraintese - dice - nel porgere le mie scuse per quanto successo al presidente Vendola  riconosco di essermi fatto trascinare nella foga di un dibattito politico affermando cose che nella realtà non appartengono alla mia cultura né penso, e non volendo in tal modo minimamente offendere alcuno nel rispetto di scelte che sono e rimangono strettamente personali".

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