Stipendi, i politici si difendono. Ma è polemica

1' di lettura

Sui giornali continuano le reazioni alle cifre pubblicate dalla Commissione Giovannini. Il presidente dell’Istat: un’illusione comparare dati così diversi. Gasparri: “Non siamo i più pagati”. Corriere: lo stenografo del Senato prende più del re di Spagna

LA RASSEGNA STAMPA

Leggi anche
:
Vitalizi addio, dal 2012 si passa al sistema contributivo
La politica? A ogni famiglia costa 350 euro l'anno
Gli onorevoli vitalizi dei deputati italiani

Lo stenografo del Senato? E’ pagato come il re di Spagna. La sua busta paga è di 290 mila euro. E’ quanto rivelano Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella che, in un lungo articolo sul Corriere della Sera, elencano le cifre delle maxiretribuzioni dei dipendenti delle Camere. All’indomani dei dati della commissione Giovannini sui costi della politica, sui giornali continuano le polemiche e le indiscrezioni sugli stipendi dei dipendenti delle Camere. Secondo quanto pubblicato dalla Commissione Giovannini, i parlamentari italiani sarebbero i più pagati d'Europa con 16mila euro al mese, escluse le spese di rappresentanza. Senato e Camera si sono prontamente ribellate sostenendo che, al contrario, le indennità nette sono inferiori a quelle di altri.

L'articolo di Rizzo e Stella sul Corriere allarga il raggio al costo dei dipendenti delle Camere. "Non ha molto senso, questa sfida da una parte e dall'altra centrata tutta su quanto prendono deputati e senatori. Peggio: rischia di distrarre l'attenzione, alimentando il peggiore qualunquismo, dal cuore del problema. Cioè il costo d'insieme di una politica bulimica: il costo dei 52 palazzi del Palazzo, il costo delle burocrazie, il costo degli apparati, il costo delle Regioni, delle province, di troppi enti intermedi, delle società miste, di mille altri rivoli di spesa che servono ad alimentare un sistema autoreferenziale". Da qui, un po' di esempi sulle buste paga distribuite al Senato. Fa da contraltare, sempre sul Corriere, la denuncia del portaborse di Scilipoti, che dichiara di aver preso solo 600 euro per lavorare dalle nove del mattino alle unidici di sera.

Intervistato da diversi quotidiani, come La Stampa, il Giornale e il Corriere della Sera, lo stesso presidente dell'Istat e della Commissione incaricata di mettere a confronto gli emolumenti dei vertici di istituzioni e organi italiani con quelli europei, Enrico Giovannini, ribadisce: "Pensare che si potesse fare una media con valori immediatamente comparabili si è rivelata un'illusione. Fin dal primo giorno il ministro Brunetta aveva fatto presente la complessità della materia", ma per avere valori comparabili è "necessario del tempo e comunque i parametri ottenuti non dovrebbero essere usati in modo automatico per determinare i livelli retributivi di enti non omologhi". Il presidente dell'Istat sottolinea che il lavoro della Commissione è consistito nel rivolgersi ai singoli enti, comprese le ambasciate perché "purtroppo non esiste negli altri Paesi ma nemmeno in Italia - aggiunge al quotidiano di Torino - una centrale a cui rivolgersi". Alla luce del risultato dell'indagine, per Giovannini, se si guarda solo alle indennità non è possibile fare una media: "Ci sono anche altri aspetti. Le spese di rappresentanza, beni e servizi, tutti elementi trattati in modo diverso nei vari Paesi".

In difesa dalla categoria interviene in un’intervista a la Stampa il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri. "Mi pare che sotto i titoli roboanti si scriva che in molti Paesi d'Europa le retribuzioni dei parlamentari sono più alte" di quelle degli italiani. "Faccio politica da quando avevo 14 anni - aggiunge - e la farei anche gratis: per quanto mi riguarda, si riducano gli stipendi, anzi, meglio, si riduca subito il numero dei parlamentari". Indignazione anche da parte dell’ex ministro Matteoli (Pdl) e di Ugo Sposetti (Pd) in un'intervista doppia al Corriere della Sera. "Ci hanno ridotto a mostri, invece la nostra categoria è insopprimibile" dice l'ex ministro Matteoli che sottolinea anche come "la retribuzione sia alta perché quello del parlamentare non è un lavoro sicuro". "Ogni inglese 19 mila, i francesi 21 mila - aggiunge Sposetti - i tedeschi 24 mila. E i parlamentari europei 34 mila".

Leggi tutto