Lavoro e riforme, i sindacati tornano a dividersi

1' di lettura

La Cgil critica Cisl e Uil dopo la decisione del governo di incontrare le organizzazioni singolarmente: "Non si può chiedere ogni giorno concertazione e poi accettare di fare i solisti stonati". E sul fronte liberalizzazioni: "Non si aiuta la concorrenza"

Il lavoro e i giovani. Il contratto unico. Il rapporto con Cisl e Uil. La liberalizzazione dei negozi. Quattro messaggi su Twitter in poco meno di dieci minuti. I destinatari cambiano, il mittente è sempre lo stesso: la Cgil. E il contenuto è piuttosto univoco.
"Con #Cisl e #Uil bisogna concordare uno spartito: non si può chiedere ogni giorno concertazione e poi accettare di fare i solisti stonati", si legge nel primo tweet. L'accusa, neanche tanto velata, è quella di non aver espresso particolare contrarietà all'idea del governo di incontrare i sindacati singolarmente.
"Verificheremo nei fatti la reale volontà sia del governo sia delle altri parti sociali di fare una vera trattativa che conduca ad un accordo sui temi della crescita e dell'occupazione", è la replica della Cisl.

La polemica con Pietro Ichino -
Ma su Twitter, il sindacato guidato dalla Camusso affronta anche il merito delle riforme di Monti: "Serve un piano del #lavoro per i giovani. Usare il contratto di inserimento e formazione per cancellare i contratti precari a oltranza", scrive. E - tra un tweet e l'altro - polemizza col deputato Pd e giuslavorista Pietro Ichino: "Contratto unico di Ichino è pubblicità ingannevole. Non cancella la precarietà di oggi e ne aggiungerà nuova domani".
"Mi dispiace che la Cgil insista con questa lettura, ma più di quello che ho scritto e detto, per dimostrare l'esatto contrario non posso fare" è la replica dell'ordinario di Diritto del lavoro alla Statale, che a SkyTG24 si dice comunque ottimista: "Un punto di accordo in parlamento si può senz'altro raggiungere".




"Liberalizzazioni, non si aiuta la concorrenza" - Il sindacato critica poi il governo anche su un altro fronte, quello della liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali, decisa dall'esecutivo. "Professori, i nuovi orari dei negozi si concordano in regione e nelle città non si decidono a Roma per decreto". E aggiunge: "Liberalizzare gli orari dei negozi favorisce i grandi centri commerciali contro i piccoli esercizi di prossimità, non aiuta la concorrenza".

L'intervista a Savino Pezzotta, deputato Udc ed ex segretario Cisl:



Leggi tutto