Lavoro, Cgil vuole un tavolo unitario. Ma il governo dice no

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Il sindacato su Twitter: "Gli incontri separati in stile Sacconi rendono tutto più complicato". Cisl: "Concertazione o Paese va a rotoli". Fonti vicine all'esecutivo: meglio i bilaterali. E Napolitano avverte: "Ripensare gli ammortizzatori sociali"

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La Cgil incalza il governo Monti e chiede un tavolo unitario per discutere di lavoro, pensioni e liberalizzazioni. No a incontri separati stile Sacconi, dice la confederazione su Twitter. Una richiesta di concertazione avanzata anche da Cisl e Uil. Ma il governo non cambia linea: gli incontri sulla riforma del mercato del lavoro saranno con un sindacato alla volta e non con le parti sociali riunite, si apprende da fonti dell'esecutivo. L'orientamento del ministro del Welfare, Elsa Fornero, resta infatti quello di procedere con incontri "bilaterali".

Cgil: "Serve un piano di lavoro che tamponi la crisi" - "Gli incontri divisi in stile Sacconi rendono solo tutto più complicato e più lungo" spiega il sindacato guidato da Susanna Camusso su Twitter. . La Cgil, sempre sul social network, chiede di affrontare nel confronto con il governo Monti, previsto per la settimana prossima, cinque temi: liberalizzazioni, lavoro, produttività, contratti e pensioni. Per il sindacato "servono progetti su esigenze ed eccellenze del Paese come assetto idrogeologico, energia, trasporti, ambiente, cultura e turismo. Serve un piano del lavoro che tamponi la crisi, crei nuovi posti per giovani e donne, dia prospettiva e speranza al Paese". La Cgil chiede inoltre assunzioni incentivate per giovani e donne con contratto di inserimento formativo, la difesa dei posti di lavoro, e "ammortizzatori per chi perde il posto a ogni età e per ogni azienda".

Napolitano: "Ripensare gli ammortizzatori sociali"
- Nello stesso giorno dell'appello della Cgil e degli altri sindacati è intervenuto da Napoli anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "C'è una necessità ampiamente riconosciuta da tutti che è quella di ripensare gli ammortizzatori sociali".

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Camusso: "Un errore farsi dettare i tempi da Bruxelles" - In un’intervista pubblicata su la Stampa, oggi martedì 3 gennaio, la leader della Cgil Susanna Camusso aveva ribadito la necessità di un piano per il lavoro. "Per il terzo anno la cassa integrazione è a livello record: 1 miliardo di ore e quasi 10 mila fabbriche interessate" e c'è una cosa che "il governo ha gravemente sottovalutato ed è un problema che resta aperto: nel cambiare così bruscamente ed erroneamente le norme pensionistiche non ha infatti tenuto conto dei contraccolpi sul mercato del lavoro" ha detto la leader della Cgil. La Camusso ha poi fatto sapere di aver avuto un contatto telefonico con il presidente del Consiglio Mario Monti e lo considera "una conferma dell'impegno del governo ad aprire il confronto" ma senza fretta perché "continuare a farci dettare i tempi da Bruxelles è un altro errore".

Angeletti: "L'orizzonte è cupo" - Sull’imminente incontro tra le parti sociali e il governo è intervenuto anche il leader della Uil Luigi Angeletti che, in un’intervista a l’Unità, ha detto: l'orizzonte è "cupo" e "Monti ci ascolti" perché servono "più aiuti ai lavoratori". Per Angeletti le risorse per lo sviluppo ed il lavoro "ci sono e bisogna cercarle", le scelte da fare sono "i tagli ai costi della politica" e una "lotta severa all'evasione fiscale". Per cominciare a invertire la rotta, prosegue Angeletti, bisogna aumentare "il potere d'acquisto di lavoratori e pensionati, vittime di salari che non crescono e di assegni bloccati e, adesso, anche di un maggior carico fiscale".

Bonnani: "Concertazione o Paese va a rotoli" - Intervistato da il Messaggero, il segretario della Cisl Raffaele Bonanni ha affermato: dall'incontro con il presidente del Consiglio "non mi aspetto soluzioni fredde, già preconfezionate, dal sapore accademico. Bisogna dialogare, altrimenti il Paese andrà a rotoli". Per il leader sindacale la concertazione è "l'unico modo per trovare soluzioni trasparenti", evitando "sbandate pericolose". E aggiunge: "Serve un patto sociale tra il governo e le associazioni che rappresentano lavoratori e imprenditori . Un patto generale su tanti punti, non solo sulla flessibilità del mercato del lavoro. Senza la quale non credo si possa andare avanti. Senza l'accordo con le parti sociali i rischi di tensione però aumentano. E qualcuno magari cercherà di approfittarne".

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