La Camera: i nostri deputati non sono i più pagati d'Europa

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Secondo il rapporto della Commissione Giovannini pubblicato sul sito della Funzione pubblica i compensi italiani supererebbero quelli di altri sei Paesi: oltre 16 mila euro al mese. Una nota di Montecitorio, il giorno dopo, precisa: "Il netto è 5000 euro"

Oltre 16.000 euro al mese senza considerare le spese di rappresentanza: i parlamentari italiani sarebbero al top dei compensi tra i sei Paesi presi in considerazione dalla Commissione sul livellamento retributivo Italia-Europa presieduta dal presidente dell'Istat (il quale però ha sottolineato che un raffronto con l'Ue è difficile per via delle diverse variabili). I risultati adesso sono però in parte constestati da Montecitorio.

"L'ammontare netto dell'indennità parlamentare erogato ai nostri deputati risulta inferiore rispetto a quello percepito dai componenti di altri Parlamenti presi a riferimento", si legge in una nota diffusa dalla Camera.
"Nel documento - sottolinea Montecitorio - l'importo dell'indennità spettante ai deputati italiani è indicato al lordo delle ritenute previdenziali, fiscali e assistenziali. Invece, al netto di tali ritenute (ivi comprese le  addizionali regionali e comunali la cui misura varia in relazione al domicilio fiscale del deputato) l'importo dell'indennità parlamentare, che è corrisposta per dodici mensilità, è pari mediamente a 5.000 euro".

"I dati forniti nella Relazione (nella loro dichiarata provvisorietà e incompletezza) potranno comunque rappresentare un utile elemento di riferimento per le prossime autonome iniziative dei competenti organi parlamentari, volte a rideterminare costi ed  emolumenti sostenuti per i deputati italiani, anche con riferimento al regime dei collaboratori".

Sul tema è intervenuto ai microfoni di SkyTG24 anche Pier Luigi Bersani. Il segretario del Pd rivendica di chiedere da tempo l'equiparazione dei costi della politica a quelli europei. Ben vengano altri tagli, dice, ma "evitiamo titoli che non rendono giustizia alla condizione reale, altrimenti sembra che i parlamentari siano la causa di tutti i mali...".

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Giuliano Cazzola (Pdl) definisce invece inattendibili i dati forniti dalla commissione: "dichiara di non averci capito nulla" e che la Commissione "rende noti dei dati incompleti che alimentano la campagna anticasta". Per Bocchino (Fli) il problema è il numero dei parlamentari. Mentre l'Idv esorte: "Basta melina, il Parlamento decida".

Reazioni anche da parte del Senato. Il presidente Renato Schifani, lamenta l'assenza di "una tempestiva e opportuna trasmissione ufficiale" dei dati da parte della commissione. E, nell'inviare il documento ai capigruppo per una riflessione, puntualizza che le decisioni spetteranno in ogni caso all'ufficio di Presidenza, "unico organo deputato a discutere di status del parlamentare".

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