Napolitano, nel discorso di fine anno un inno alla fiducia

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"Dagli anni Ottanta la spesa pubblica è cresciuta in modo incontrollato. E c'è chi ne ha tratto e continua a trarne indebito profitto" ha detto il Capo dello Stato. Che assicura: "I sacrifici non saranno inutili". VIDEO

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Fiducia e crisi. Il discorso di fine anno del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (qui il testo integrale) è stato tutto strutturato intorno a questi due concetti. Fiducia nel futuro, nella politica, nell'Europa e nell'Italia. Ma anche consapevolezza che la situazione economica resta grave e l'appello affinché l'Italia "metta nel mirino" quella che è una "grande patologia: una massiccia, distorsiva e ingiustificabile evasione fiscale".
E' il sesto discorso di auguri in diretta televisiva del presidente Napolitano. Forse  il più difficile degli ultimi anni vista la complessa situazione economica e le tensioni politiche degli ultimi mesi che hanno portato alle dimissioni di Silvio Berlusconi e all’arrivo del governo Monti. A tutto ciò si aggiungono le polemiche dell'ultim'ora scatenate dal Wall Street Journal, che ha parlato di una presunta telefonata (smentita dal Colle e da Berlino) con cui la cancelliera tedesca Angela Merkel avrebbe chiesto a Napolitano “il passo indietro” di Berlusconi.

"Grazie agli italiani per avermi trasmesso la fiducia nel futuro" - In apertura, il Capo dello Stato ha voluto ringraziare "gli italiani di tutte le generazioni e di ogni parte del Paese, per il calore con cui mi avete accolto ovunque mi sia recato per celebrare i 150 anni dell'unità d' Italia".  E ha ribadito: "Grazie per avermi trasmesso nuovi e forti motivi di fiducia in futuro Paese. Che fa tutt'uno con la fiducia in noi stessi, per quel che possiamo sprigionare e far valere dinnanzi alle avversità".
Poi, prima di affrontare il tema della crisi economica e dei sacrifici che comporta invitando gli italiani a credere nella possibilità di una ripresa, ha detto: "Non mi nascondo che nell' animo di molti, la fiducia che ho sentito riaffiorare e crescere nel ricordo della nostra storia rischia di essere oscurata da interrogativi angosciosi e da dubbi che possono tradursi in scoraggiamento e indurre al pessimismo".

"L'emergenza resta grave ma i sacrifici non saranno inutili"
- "E' un fatto che l'emergenza resta grave: è faticoso riguadagnare credibilità, dopo aver perduto pesantemente terreno; i nostri Buoni del Tesoro - nonostante i segnali incoraggianti degli ultimi giorni - restano sotto attacco nei mercati finanziari; il debito pubblico che abbiamo accumulato nei decenni pesa come un macigno e ci costa tassi di interesse pericolosamente alti", ha detto il capo dello Stato. E ha aggiunto: "Lo sforzo di risanamento del bilancio culminato nell'ultimo, così  impegnativo decreto approvato giorni fa dal Parlamento, deve perciò essere portato avanti con rigore. Nessuna illusione possiamo farci a questo riguardo. Ma siamo convinti che i frutti non mancheranno. I sacrifici non risulteranno inutili. Specie se l'economia riprenderà a crescere: il che dipende da adeguate scelte politiche e imprenditoriali, come da comportamenti diffusi, improntati a laboriosità e dinamismo, capaci di produrre coesione sociale e nazionale".

Sacrifici per dare un futuro ai giovani - "Si è diffusa la convinzione che dei sacrifici siano inevitabili per tutti: ma la preoccupazione maggiore che emerge tra i cittadini è quella di assicurare un futuro ai figli, ai giovani. E' questo obiettivo che può meglio motivare gli sforzi da compiere: è questo l'impegno a cui non possiamo sottrarci". E sempre sui giovani: "Dobbiamo comprendere tutti che per lungo tempo lo Stato, in tutte le sue espressioni, è cresciuto troppo e ha speso troppo, finendo per imporre tasse troppo pesanti ai contribuenti onesti e per porre una gravosa ipoteca sulle spalle delle generazioni successive".

Fenomeno dilagante di corruzione e parassitismo - "Nella seconda metà del Novecento, il benessere collettivo è giunto a livelli un tempo impensabili portando l'Italia nel gruppo delle nazioni più ricche. Ma a partire dagli anni Ottanta, la spesa pubblica è cresciuta in modo sempre più incontrollato e ormai insostenibile. E c'è chi ne ha tratto e continua a trarne indebito profitto: a ciò si legano strettamente fenomeni di dilagante corruzione e parassitismo, di diffusa illegalità e anche di inquinamento criminale".
E ancora: "Quando si parla di conti conti pubblici da raddrizzare, non si può fare a meno di mettere nel mirino l'altra grande patologia italiana: una massiccia, distorsiva e ingiustificabile evasione fiscale. Nessuno oggi, nessun gruppo sociale, può sottrarsi all'impegno di contribuire al risanamento dei conti pubblici, per evitare il collasso finanziario dell'Italia".  

"L'Italia può e deve farcela" - "La nostra società deve uscirne più severa e più giusta, più'
dinamica, moralmente e civilmente più viva, più aperta, più coesa".  Il capo dello Stato ha sottolineato come si debba guardare alle "grandi prove" che l'Italia ha davanti con la "consapevolezza" di aver già superato in passato momenti difficili. Ora l'Italia deve "superare i rischi più gravi di crisi finanziaria" e "reagire alle minacce incombenti di recessione".

"Risposta alla speculazione deve essere europea" -  "Occorrono senza ulteriori indugi scelte adeguate e solidali per bloccare le pressioni speculative contro i titoli del debito di singoli paesi come l'Italia, perché il bersaglio è l'Europa, ed europea dev'essere la risposta". Anche uscire dalle difficoltà, "in cui non solo noi ci troviamo, è impossibile senza un più coerente sforzo congiunto al livello europeo".  E aggiunge: "E' comprensibile che anche in Italia si manifesti oggi insoddisfazione per il quadro che presenta l'Europa unita ma ciò non deve mai tradursi in sfiducia verso l'integrazione europea".

Voto anticipato sarebbe stato un azzardo - "Non c'è futuro per l'Italia senza rigenerazione della politica e della fiducia nella politica" ha sottolineato il Capo dello Stato invitando i cittadini a guardare "senza pregiudizi alla prova che le forze politiche daranno in questo periodo della loro capacità di rinnovarsi" e di prospettare soluzioni per risolvere i problemi del paese. "E' importante ora che l'Italia possa contare su una fase di stabilità e di serenità politica. Ciò non toglie che ogni partito mantenga la sua fisionomia e si caratterizzi in Parlamento con le sue proposte rispetto all'azione che l'Esecutivo deve portare avanti".
E sul cambio di governo: negli scorsi mesi "si è largamente convenuto che il far seguire precipitosamente, all'apertura della crisi di governo, uno scioglimento anticipato delle Camere, e il conseguente scontro elettorale, avrebbe rappresentato un azzardo pesante dal punto di vista dell'interesse generale del Paese".

"Avere fiducia per fare un balzo in avanti" - Il presidente Napolitano ha infine concluso: "La fiducia in noi stessi è il solido fondamento su cui possiamo costruire, con spirito di coesione, con senso dello stare insieme di fronte alle difficoltà, nella comunità nazionale come nella famiglia. E allora apriamoci al nuovo anno: facciamone una grande occasione, un grande banco di prova, per il cambiamento e il nuovo balzo in avanti di cui ha bisogno l'Italia".

Un anno fa - Lo scorso anno il presidente aveva dedicato il discorso di fine anno ai giovani. "Serve uno spirito di condivisione da parte delle forze politiche e sociali, la disoccupazione giovanile deve diventare un assillo nazionale" era l’invito lanciato. Giovani, futuro e generazioni erano state le parole più usate dal Capo dello Stato.

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