La Lega all'attacco di Napolitano

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Alcuni dirigenti propongono di boicottare il discorso di fine anno, mentre Umberto Bossi da Bergamo attacca: "E' venuto a riempirci di tricolori che non piacciono alla gente del Nord". E conclude: "Non sapevo che l'era un terun"

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Giorgio Napolitano sempre più nel mirino della Lega. Il presidente della Repubblica, che ha unito richiami all'unità nazionale con un forte appoggio al governo Monti, è sempre più malvisto dal Carroccio. Nelle ultime settimane tra diversi quadri del partito, a partire da Matteo Salvini, è partita su Facebook la proposta di boicottare il discorso di fine anno. Sul social network il seguito è stato scarso, ma non sono pochi i colonnelli del partito che hanno più o meno approvato l'iniziativa (Calderoli: "siamo in una democrazia, si può ascoltare o non ascoltare").

Ma l'affondo più pesante lo ha dato direttamente Umberto Bossi giovedì 29 dicembre, che nel corso di una manifestazione leghista, ha insultato il Capo dello Stato.  A un certo punto il Senatur ha chiesto ai militanti di mandare un saluto a Napolitano, facendo partire una selva di fischi, seguito dallo slogan "Monti vaffa...". "Magari gli piace", ha risposto ridendo l'ex ministro delle Riforme dal palco. "Abbiamo subito anche il presidente della Repubblica - ha detto - che è venuto a riempirci di tricolori, sapendo che non piacciono alla gente del nord". Secondo Bossi, che ha fatto riferimento alle guerre per l'unità nazionale "tutti i giovani morti stavolta sparerebbero dall'altra parte". Quanto al governo di Mario Monti, il Senatur ha tenuto a sottolineare che "è stato voluto e messo lì dal presidente della Repubblica, non ce ne dimenticheremo". Da chi gli stava vicino sul palco è arrivata anche una voce che indicava le origini di Napolitano: "Non sapevo che l'era un terun".

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