Liberalizzazioni, lavoro, grandi opere. I pilastri di Monti

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Sarebbero queste le linee guida della fase due del governo, quella dedicata alle misure per la crescita. E Libero pubblica il vademecum "come pagare meno tasse"

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(in fondo all'articolo i video sulle misure del governo Monti)

"Una legge sulla concorrenza" titola il Corriere della Sera; "Subito la riforma del lavoro" si legge sulla prima pagina di Repubblica; "Pronti tre pilastri: lavoro, infrastrutture e liberalizzazioni" scrive Francesco Grignetti sul la Stampa. I quotidiani in edicola giovedì 29 dicembre illustrano e anticipano i contenuti del pacchetto misure del governo Monti. Una serie di provvedimenti che hanno come obiettivo il rilancio della crescita del Paese.  (LA RASSEGNA STAMPA)

"Nuove norme sulla concorrenza" - "Si chiameranno «legge Monti»" scrive sul quotidiano di via Solferino Enrico Marro.
"Si ripartirà dalla legge sulla concorrenza - scrive - Quella che dovrebbe essere presentata ogni anno e che nel 2011 è saltata per i dissidi interni e la scarsa convinzione del governo Berlusconi. Adesso, invece, con l'ex commissario europeo per la concorrenza, Mario Monti, a Palazzo Chigi e l'ex presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, sottosegretario alla presidenza del Consiglio non sorprende che la legge sulla concorrenza diventi una priorità. Dovrebbe essere varata entro gennaio. Recepirà le richieste di maggiore apertura dei mercati che vengono dalle diverse Authority di settore: antitrust, energia, assicurazioni, lavori pubblici. Le liberalizzazioni toccheranno anche i trasporti, dove potrebbe essere messo in discussione il contratto unico di settore, la distribuzione dei carburanti, per impedire ogni cartello sui prezzi, le professioni, col definitivo superamento di ogni forma di tariffa minima e una decisa apertura alla concorrenza, i servizi postali".

Lavoro, liberalizzazioni, giustizia, infrastrutture, grandi opere - Il premier, come spiega Roberto Petrini su Repubblica, nel corso del Cdm del 28 dicembre ha illustrato la road map del governo.
"Un nuovo consiglio dei ministri nei primi giorni dell'anno (il 3 o 4), passaggio con i sindacati probabilmente il 9 per avviare il tavolo sulla riforma del lavoro, tutto pronto entro il 30 gennaio quando ci sarà il Consiglio europeo specificamente dedicato alla crescita. Tre i pacchetti sui quali lavora il governo e dei quali si parla da molto: uno dedicato alle liberalizzazioni, uno dedicato alle infrastrutture e uno dedicato al tema giustizia-economia".

Riforma senza toccare l'articolo 18 -
"Flessibilità per tre anni sulle assunzioni senza modificare l’articolo 18" scrive Alberto Gentili sul Messaggero.
"Per ottenere «i risultati»  - si legge  - Monti è pronto a esplorare soluzioni legislative che, anche senza toccare l’articolo 18, introducano forme di flessibilità in uscita. Ma solo per i nuovi assunti. L’idea è quella di stabilizzare i precari, dare un contratto a tempo indeterminato ai giovani grazie a incentivi e offrendo alle aziende la possibilità di licenziare nei primi tre anni. In più, ci sarebbe un «forte potenziamento» degli ammortizzatori sociali. Il solito metodo, insomma: il bastone e la carota".

Il vademecum per non pagare le tasse -
Critiche al pacchetto misure arrivano da Libero, il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti, che pubblica una guida su come difendersi dalla stangata. "Un pool di commercialisti a disposizione dei lettori: vi aiuterà a evitare le trappole di Monti".

Non chiamatela fase 2 - Il vice segretario del Pd Enrico Letta, intanto, in un'intervista a Repubblica, avverte: non chiamatela fase 2 "è una trappola mediatica e ha come effetto quello di far invecchiare rapidamente il governo". E spiega: "Se si dà per buono che la fase uno è già finita, e sono passati appena 30 giorni, si ingenerano aspettative salvivifiche, insensate in tempi così stretti. Ci sarà bisogno di un anno intero, in cui il  governo faccia sia crescita che rigore ed equità".

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