Casa, tasse, pensioni: ecco cosa prevede la manovra

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Dopo il via libera del Senato, Napolitano ha firmato il provvedimento: il decreto "salva Italia" è legge. Risparmi e nuove entrate garantiranno il pareggio di bilancio nel 2013. Provvedimenti da 34,9 miliardi nel 2014. TUTTE LE MISURE: LA SCHEDA

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La manovra di Monti è legge, ma calano i consensi del premier al Senato: 24 in meno nella
fiducia di giovedì 22 dicembre a Palazzo Madama rispetto a quella incassata in novembre. Dopo il via libera del Senato, Napolitano ha firmato il provvedimento (IL TESTO APPROVATO DAL PARLAMENTO).

Pensioni e fisco sono i due pilastri su cui si regge l'architettura della manovra del governo, che grazie ai risparmi e alle nuove entrate, anche a carico degli Enti Locali, garantiranno il pareggio di bilancio nel 2013 ed anche delle risorse per il terzo pilastro, vale a dire alcune misure per la crescita che dovrebbero contrastare il calo del Pil. Una manovra complessiva, dopo le modifiche della Camera, di 34,9 miliardi nel 2014, di cui 21,4 di correzione dei conti. Un provvedimento che, secondo il quotidiano Repubblica, "è costituito per il 90% da nuove tasse". Alcune misure, come l'aumento dell'addizionale Irpef e l'aumento delle accise su benzina e gasolio sono già entrate in vigore.

PENSIONI -
E' la grande voce di risparmio, 20 miliardi a regime nel 2018, con l'introduzione del metodo contributivo per tutti. In più viene accelerata l'equiparazione dell'età della pensione delle donne a quella degli uomini: dal 2018 sarà di 66 anni. Stretta sulle pensioni di anzianità: ci vogliono almeno 42 anni di contributi, e a regime chi lascerà prima perderà il 2% del trattamento ogni anno. Cresceranno i contributi per gli autonomi, che arriveranno al 25% nel 2018, per garantire loro un assegno più pesante. Per le pensioni d'oro maxi-prelievo del 15% oltre i 200.000 euro. Per far cassa nei prossimi due anni viene bloccata l'indicizzazione delle pensioni oltre la soglia dei 1.400 euro, cioè tre volte la minima (COME FUNZIONA NEL RESTO D'EUROPA).

FISCO -
in questo grande capitolo, la voce di maggior impatto è l'anticipo di due anni, cioè dal 2012, dell'Imu, la vecchia Ici anche sulla prima casa. In più ci sarà una rivalutazione monetaria delle rendite catastale che renderà più pesante questo tributo per tutti gli immobili. Ci sarà una esenzione di 200 euro per tutti, che aumenta di 50 euro per ogni figlio, fino a un massimo di 400. Vengono anche tassate le auto di grossa cilindrata, le barche e gli aerei privati, con una imposta che calerà nel tempo e sarà compensata dall'incremento delle accise sulle sigarette fai da te. Per quanto riguarda i capitali scudati (182 miliardi) sono soggetti a un'imposta di bollo speciale del 10 per mille negli anni 2012 e 13,5 per mille nel 2013, l'aliquota ordinaria è al 4 per mille. Il Fisco avrà un anno in più, fino al 31 dicembre 2013, per le attività di accertamento legate al recupero delle somme non riscosse con i condoni e le sanatorie previsti dalla legge finanziaria 2003. Una piccola patrimoniale sarà l'imposta di bollo su tutti i depositi titoli (es. Fondi di investimento o polizze vita) e non più solo sui conti correnti. I depositi bancari con meno di 5.000 euro non pagheranno più il bollo annuale di 34 euro; quelli delle società saliranno a 100 euro.

EQUITALIA -
I beni espropriati da Equitalia ai debitori verso il Fisco non saranno più messi all'asta dall'Agenzia ma saranno venduti dal contribuente. Il debitore venderà il bene pignorato o ipotecato e consegnerà l'intera somma ad Equitalia, che restituirà al contribuente la somma che eccede il debito. Inoltre le aziende in difficoltà a causa della crisi che sono in ritardo nel pagamento delle cartelle potranno ottenere una ulteriore proroga di 72 mesi. Infine slitta di un anno (a fine 2012) l'uscita di Equitalia dalla riscossione dei Comuni.

POLITICA E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE -
I tagli ai costi della politica sono stati uno dei punti più discussi, su cui molti giornali hanno insistito. Nel testo definitivo viene stabilito prevede che "il Parlamento e il governo, ciascuno nell'ambito delle proprie attribuzioni, assumono immediate iniziative idonee a conseguire" l'adeguamento alla media europea delle indennità riconosciute ai parlamentari, senza fissare scadenze precise. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha garantito che il taglio sarà deciso entro il mese di gennaio 2012.
La manovra limita alle funzioni di indirizzo e di coordinamento le funzioni delle province. Al termine di un percorso che durerà alcuni anni e che dovrà essere stabilito da una legge, le province non avranno più giunte ma solo un presidente e un consiglio di non più di 10 membri. Entro fine 2012 dovranno essere trasferite a regioni e comuni le funzioni svolte oggi dalle province, i cui organi andranno a naturale scadenza. Le province il cui mandato scade l'anno prossimo saranno amministrate da un commissario.
Arriva un tetto agli stipendi dei manager delle società pubbliche non quotate e per quelli della pubblica amministrazione. Per questi ultimi però è possibile una deroga con un Dpcm. Nuovi tagli a Comuni e Regioni: queste potranno aumentare l'addizionale Irpef dallo 0,9 all'1,23%

SVILUPPO -
Le imprese potranno scaricare dall'Ires l'Irap sul costo del lavoro. In più c'è uno sconto Irap per le assunzioni a tempo indeterminato di donne e giovani under 30. Per favorire la ricapitalizzazione arriva l'Ace, cioè un regime fiscale favorevole ai capitali reinvestiti in azienda.

LIBERALIZZAZIONI -
Anche se alla Camera sono saltate quelle sui farmaci di fascia C e quella dei taxi parte una prima tranche di liberalizzazione di alcuni settori. Orari di apertura degli esercizi commerciali senza vincoli per tutti i comuni; vengono a cadere anche alcuni paletti previsti dalla disciplina degli ordini professionali a partire dall'agosto del prossimo anno e vengono ampliati i poteri dell'Antitrust.

LOTTA A EVASIONE -
Scende da 2.500 a 1.000 la soglia dei pagamenti in contante. Anche la P.A. pagherà cash solo le somme sotto questa soglia, comprese le pensioni. La commissione massima dovuta dai negozi alle banche per i pagamenti con carte di credito non potrà essere superiore all'1,5%. Mentire al fisco diventa un reato, tranne che per chi 'sbaglia' (errori in dichiarazione). Le banche dovranno comunicare all'anagrafe tributaria periodicamente i movimenti dei conti correnti. Le aziende che avranno rapporti on line con l'Agenzia delle entrate riceveranno un occhio di riguardo.

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