La manovra approda al Senato: il governo pensa alla fiducia

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Il testo è stato licenziato dalle commissioni Bilancio e Finanze senza modifiche rispetto a quello approvato dalla Camera. L’ok entro venerdì. Intanto in giornata è previsto un incontro tra Monti e Berlusconi. Napolitano: "La democrazia non è sospesa"

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La manovra approda al Senato. Nella giornata di mercoledì 21 dicembre il testo, licenziato senza modifiche nella serata di martedì dalle commissioni Bilancio e Finanze, fa il suo ingresso nell’aula di Palazzo Madama.
Il governo è intenzionato a blindare la manovra e potrebbe porre la fiducia sin da subito, come già fatto alla Camera.
Lo lascia intuire il senatore del Pd, Paolo Giaretta: "La Fiducia? Penso di sì, l'impegno è di dare un segnale immediato con l'approvazione. Non ci sono i tempi per una terza lettura e sarebbe un segnale negativo. Questo non è un punto d'arrivo: la manovra non è l'ultimo atto del governo Monti".
Nel corso della seduta nelle commissioni Bilancio e Finanze del Senato il governo ha accolto come raccomandazione una ventina di ordini del giorno, su temi su cui si era espressa favorevolmente anche la Camera con altrettanti ordini del giorno.
Ma il testo in sostanza è stato licenziato dalle commissioni senza modifiche rispetto a quello approvato dalla Camera. Il viceministro all'Economia, Vittorio Grilli, fa sapere che eventualmente le correzioni arriveranno in futuro con ulteriori provvedimenti.

I prossimi passi del governo - Intanto la linea di Mario Monti per la “fase due” dell'azione dell'esecutivo sembra ormai tracciata: lotta senza quartiere all'evasione fiscale; determinazione a riformare il mercato del lavoro, ma con una maggiore concertazione ed evitando inutili strappi con le parti sociali.
Il presidente del Consiglio è convinto che dal buco nero in cui ogni anno finiscono oltre cento miliardi di euro sottratti al fisco, sia possibile reperire risorse utili ad abbattere il disavanzo e con esso l'enorme debito pubblico. E proprio per rimuovere gli ostacoli che impediscono un'efficace azione dello Stato, il capo del governo ha riunito a via XX Settembre gli uomini che quotidianamente sono in prima linea nella lotta al sommerso.
A tutti il premier ha chiesto di evidenziare priorità ed esigenze operative al fine di rendere più incisiva l'azione dello Stato. L'obiettivo è quello di meglio coordinare l'attività nei diversi settori, ma anche di incoraggiare tutti ad agire con la massima determinazione. Particolare attenzione è stata dedicata ai comparti del demanio, delle dogane e del catasto. Monti ha chiesto di usare la normativa in vigore, compresa quella introdotta con la manovra, dicendosi però pronto a introdurre nuovi strumenti ove necessario. La visita, insomma, da semplice occasione per scambiarsi gli auguri natalizi, si e' trasformata in un gabinetto di guerra anti-evasione.

L’incontro con Berlusconi - Sul fronte più propriamente politico il clima sembra rasserenarsi. Mercoledì 21 dicembre Monti incontrerà il suo predecessore, Silvio Berlusconi. Fonti del governo tengono a precisare che si tratta di un incontro di cortesia e che il Cavaliere è stato invitato in veste di predecessore del premier. Non a caso, Berlusconi sarà accompagnato da Gianni Letta e non da Alfano. Certo, in ambienti vicini a Monti non si manca di sottolineare come l'incontro possa servire anche a stemperare alcuni toni piuttosto accesi che si sono levati nel Pdl contro il governo e che hanno spinto il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, a precisare: "La democrazia non è sospesa".

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