Articolo 18: è scontro tra governo e sindacati

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Dopo l'innalzamento dell'età pensionabile e l'annuncio di riforme del welfare, sindacati in piazza nel giorno dello sciopero dei servizi pubblici. Cgil: "I diritti non si toccano". Fornero: "Preoccupata e rammaricata". Confindustria: non ci sono totem

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Le foto dello sciopero del pubblico impiego

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"Chi paga la manovra? I soliti noti". Cgil, Cisl e Uil si ritrovano unite in piazza contro la manovra.  Occasione, il sit-in organizzato in concomitanza dello sciopero nazionale dei lavoratori dei servizi pubblici e della scuola per protestare dopo l'approvazione delle misure volute dal governo Monti.
Un'unità, quella dei tre sindacati, che prosegue anche sui possibili provvedimenti che il governo potrebbe adottare nelle prossime settimane. A cominciare dall'articolo 18 dello statuto dei lavoratori che, secondo il ministro Fornero non può essere considerato un totem immodificabile.

"L'articolo 18? Una norma di civiltà" - "Bisognerebbe scendere dalle cattedre e confrontarsi con il paese reale, fatto di disoccupazione di lunga durata e di tanti giovani precari che tra un lavoro e l'altro non ha nessuna garanzia. I temi del mercato del lavoro sono questi. L'articolo 18 è una norma di civiltà", commenta a SkyTG24 il segretario della Cgil Susanna Camusso, che in un'intervista al Corriere (guarda la rassegna stampa). denuncia la "straordinaria sottovalutazione e una supponenza impressionante da parte del governo nel non capire le conseguenze della riforma delle pensioni, che rappresenta un intervento brutale sui prossimi 6-7 anni per tante persone che non potranno accedere alla pensione e non avranno un sussidio".

Marcegaglia: "Riformare il mercato del lavoro" - Di parere nettamente opposto la leader degli industriali Emma Marcegaglia: "Siamo assolutamente a favore di una trattativa seria e pragmatica del mercato del lavoro. In una situazione come questa, credo appunto che non ci siano più totem. La situazione italiana è complessa e il mercato del lavoro è una di quelle riforme che vanno affrontata per tornare a crescere".

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Bonanni: "Favorendo il licenziamento non si crea occupazione" - Si ritrova su una linea affine a quella della Cgil, il segretario della Cisl Bonanni: "Non credo che possa valere il principio del mal comune mezzo gaudio nell'idea, tra l'altro sbagliata e già smentita, che favorendo i licenziamenti si crei più occupazione".
"Il problema del nostro paese - spiega in un'intervista pubblicata sull'Unità - è il lavoro precario e il lavoro che manca. Ma noi sappiamo che è la buona economia che costruisce situazioni di migliori condizioni di lavoro e salario. Detto questo, non capisco come potrebbero stare meglio i giovani sottraendo tutele a chi già lavora".
"A noi pare - dice il segretario generale della Cisl - che il governo non stia pensando ai giovani. E lo dimostra il fatto - aggiunge - che non abbiano accolto le nostre proposte per aumentare le pensioni dei giovani: la richiesta di obbligo di previdenza integrativa e di riduzione delle tasse sui fondi integrativi. Invece il governo non ha fatto niente per i giovani. Ai salariati più bassi ha chiesto sacrifici prevedendo un super-scalone per andare in pensione. Alla faccia della equità e rifiutando il confronto".

Fornero: "Rammarica e preoccupa la reazione dei sindacati" - Commenta così la reazione dei sindacati il ministro del Welfare Elsa Fornero:  "Non la capisco e mi preoccupa anche molto, non sul piano personale, ma per le sue implicazioni per il Paese". E sulla concertazione da avviare: con le parti sociali "possiamo vederci a gennaio, ma anche prima; per quanto mi riguarda io non ho preclusioni", ma è necessario che "altri" non abbiamo "preclusioni".

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