Lavoro, Fornero: basta precariato, servono contratti veri

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Il ministro del Welfare anticipa al Corriere della Sera le prossime mosse del governo Monti: "Sull'articolo 18 non ci sono totem". La Cgil: "Non si tocca". Il viceministro Grilli: "C'era il rischio Grecia, dopo la manovra siamo più credibili"

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"Penso che un ciclo di vita che funzioni è quello che permette ai giovani di entrare nel mercato del lavoro con un contratto vero, non precario. Ma un contratto che riconosca che sei all'inizio della vita lavorativa e quindi hai bisogno di formazione, e dove parti con una retribuzione bassa che poi salirà in relazione alla produttività. Insomma io vedrei bene un contratto unico, che includa le persone oggi escluse e che però forse non tuteli più al 100% il solito segmento iperprotetto".
Così il ministro del Lavoro Elsa Fornero, in una lunga intervista al Corriere della Sera, anticipa quelle che potrebbero essere le mosse future del governo Monti. La cosiddetta "fase 2" che arriverà dopo il via libera definitivo del "decreto salva Italia" approdato sabato 17 in Senato. Una manovra che sempre nella giornata di sabato 17 ha ricevute nuove critiche da parte dei sindacati.
E proprio ai sindacati si rivolge al ministro quando si parla dell'articolo 18: "Ora non voglio dire che non ci sia una ricetta precostituita, ma anche che non ci sono totem. E quindi invito i sindacati a fare discussioni intellettualmente oneste e aperte".
"Siamo disponibili ad un confronto sulla precarietà ma non c'è alcuna disponibilità a discutere dell'articolo 18", replica il segretario confederale della Cgil Fulvio Fammoni.

L'intervista è anche l'occasione per tornare sui cambiamenti al sistema previdenziale: "Questa volta la riforma non poteva che essere forte", dice il ministro che annuncia modifiche sulle pensioni anche per militari, magistrati e per i professionisti, "nessuno si illuda che non interverremo", precisa. "La previdenza è stata troppo spesso un ammortizzatore sociale - afferma Fornero - per cui tutte le riorganizzazioni d'impresa sfociano in prepensionamenti", "e lo Stato copre questo patto implicito tra aziende e lavoratori anziani a scapito dei giovani.

Elsa Fornero non è l'unico membro del governo a parlare sulle pagine dei giornali (GUARDA LA RASSEGNA STAMPA). Il Sole 24 Ore torna sulla manovra con un'intervista al viceministro all'Economia Vittorio Grilli: "Spesso con le manovre si incide sulla disponibilità finanziaria delle persone. Qui siamo stati costretti a farlo in modo pesante: in alcuni casi chiediamo un vero e proprio cambio delle abitudini di vita. Sono sacrifici importanti". Secondo Grilli non bisogna domandarsi se i sacrifici serviranno, occorre piuttosto chiedersi: "dove saremmo senza questa manovra?". La risposta, secondo il viceministro, è "tutt'altro che ipotetica. Il futuro era la Grecia". Sull'evasione fiscale, per Grilli "saranno soprattutto importanti le comunicazioni che abbiamo previsto, da parte delle banche all'Agenzia delle Entrate dei dati sulle movimentazioni dei conti correnti".
Il prossimo passo sarà quello di mettere a punto "un pacchetto di interventi" su "infrastrutture, Sud, reti, internazionalizzazione, liberalizzazioni". E sulle mancate liberalizzazioni, Grilli ammette che "in un Paese come l'Italia, con le sue forti corporazioni, sulle liberalizzazioni puoi e devi intervenire solo con misure generalizzate, che aprano le attività economiche a 360 gradi".

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