Bagnasco: "La polemica sull'Ici non ha fondamento"

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Il presidente della Cei interviene anche sulla questione dell'otto per mille alla Chiesa cattolica: "I vescovi non fanno la cresta". E auspica la nascita di un soggetto cattolico nella politica italiana

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Ici, otto per mille e cattolici in politica. Il cardinale Bagnasco non si tira indietro e affronta le questioni più calde che riguardano la Chiesa oggi in Italia a 360 gradi. Per farlo il capo della Cei ha scelto l'Università Gregoriana dove Retinopera ha organizzato il coordinamento delle associazioni ecclesiali. "Speriamo che la trasparenza dei  dati possa spegnere ogni polemica sull'Ici perché non ha fondamento", mette subito le mani avanti il porporato, tornando così sulla polemica che nei giorni scorsi ha visto soprattutto protagonisti il quotidiano Avvenire e il radicali. Nell'occhio del ciclone, infatti, ci sono tutti quegli alberghi e ostelli di proprietà della Chiesa che, secondo molti, svolgono normale attività commerciale.

Ma Bagnasco interviene sulla polemica intorno all'otto per mille. Al centro del dibattito i soldi di quei contribuenti (oltre il 70%) che non sceglie a chi assegnare la propria quota. E chi viene redistribuito in modo proporzionale in base alle scelte espresse dagli altri.  "Certamente non esiste la cresta dei vescovi  - dice il Capo della Cei, che ricorda come "tutto quello dell'otto per mille che non va per il sostentamento del clero va per la carità delle diocesi, in Italia come all'estero, nelle mense, nelle varie opere di assistenza e solidarietà che la Chiesa fa da sempre e va anche per le opere pastorali, gli oratori e la manutenzione delle chiese". "Le cifre - ha aggiunto il cardinale - sono sotto gli occhi di  tutti, i nostri stipendi sono dell'ordine di circa 1.300 euro anche se qualcuno di molto autorevole dice che sono troppo modesti, per noi  sono più che sufficienti e ringraziamo il Signore".

Ma il cardinale trova anche il modo per andare all'attacco, auspicando una presenza più coesa e precisa dei cattolici nella politica italiana. Bagnasco si augura la nascita di un nuovo soggetto non partitico, precisa, ma culturale. La fede stessa, spiega Bagnasco, "chiede ai cristiani lo sforzo per inoltrarsi con maggior impegno nella costruzione di una cultura che, ispirata al Vangelo, riproponga il patrimonio di valori e contenuti della Tradizione cattolica".

Per Bagnasco, d'altra parte, "è insufficiente e riduttivo pensare che l'impegno sociale dei cattolici possa limitarsi a una semplice trasformazione delle strutture, perché se alla base non vi è una cultura in grado di accogliere, giustificare e progettare le istanze che derivano dalla fede e dalla morale, le trasformazioni poggeranno sempre su fragili fondamenta". E ciò, ovviamente, "senza pretendere di imporre a nessuno la propria fede", come Bagnasco ricorda di aver ben chiarito due mesi fa nell'incontro di Todi.

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