Monti: "Sarà l’ultima manovra di sacrifici? Lo spero"

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La manovra passa alla Camera. Il premier: "Se continuerà il senso di responsabilità, l’Italia si salverà". Poi ringrazia il parlamento per la fiducia concessa al governo. E a Berlusconi replica: "Non sono disperato". VIDEO

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Mario Monti non fa sconti a nessuno. E' il momento di incassare in Aula la fiducia sulla manovra "che salverà l'Italia". Fiducia che subito dopo il suo discorso arriva, seguita dal voto finale con 402 sì e 75 no (nelle fila del Pdl numerosi deputati assenti). Prima della votazione, però, replica con determinazione a Silvio Berlusconi che lo aveva definito 'disperato': "Non lo sono affatto", dice vestendo i panni del combattente ed affrontando l'arena di Montecitorio.
Il premier mette in chiaro non solo i punti del provvedimento ma anche un 'metodo' di governo: nessun ricatto dalla politica, pur con "profondo rispetto per il Parlamento" anche perché "siamo accomunati dalla stessa intrapresa".
Ma il lavoro deve essere condiviso. "Ho letto stamattina: 'Monti è disperato' ", afferma con un tono che però trasmette calma.
L'Aula intende subito che il riferimento è al Cavaliere e attende in silenzio che il capo del governo prosegua. "Ho fatto un rapido esame di coscienza dopo aver letto quel titolo - continua lentamente - e per un attimo mi sono sentito colpevole perché non mi sento affatto disperato".

"Non ho dubbio che l'Italia si salverà" - La stoccata raggiunge Berlusconi che sorride. Ma Monti non intende fare polemiche. Così riprende con maggiore velocità: "Non c'è motivo di disperazione per quel che mi riguarda - dice - e soprattutto per le nostre istituzioni politiche e civili e per quanto riguarda il nostro Paese".
Tutte le attenzioni sono rivolte sempre alla nazione: "Sento che tutti abbiamo a cuore lo stesso obiettivo: operare per il bene dell'Italia", rimarca. Si rivolge poi direttamente agli italiani: "Se faremo il nostro dovere e continueremo con senso di responsabilità io non ho dubbio che l'Italia si salverà", rassicura ma servono "conti in ordine" e la "difesa con perseveranza dell'euro".

"A rischio il benessere" - E' un appello all'unità per avere "credibilità di fronte ai mercati grazie alle riforme strutturali". E nel pacchetto- sottolinea - "c'è molto di strutturale". Le riforme, promette, "possono riflettersi in una riduzione immediata dei tassi di interesse con un effetto sulla crescita". "A rischio c'è il benessere così come la tutela della previdenza e la salute pubblica", avvisa per sottolineare che "il rischio è ancora massimo perché non tutto dipende da noi".
Un riferimento all'Europa che "è carente per quanto riguarda la politica comunitaria di crescita e sviluppo". Lo sguardo del premier deve necessariamente rivolgersi al futuro. Monti si definisce "pieno di speranza e di fiducia" che invita a "condividere".

"Faremo insieme le liberalizzazioni" - La fiducia, oltre alla pazienza, saranno necessarie agli italiani che probabilmente dovranno condividere le difficoltà di una nuova manovra: "Sarà questa l'ultima manovra di sacrifici? Lo spero", ammette il capo del governo. Ma nelle prossime settimane "ci saranno interventi più meditati", questi di ora sono provvedimenti necessari "per rendere l'economia meno ingessata".
Le liberalizzazioni sono state "iniziate": "Le proseguiremo e le faremo insieme, governo e parlamento. Non saranno contro qualcuno ma a favore dei cittadini". In primis si punterà a ridurre la "fiscalità occulta e gli extraprofitti che gravano sui cittadini". Il governo respinge le critiche e sottolinea che nella manovra ci sono "misure per la crescita" come gli sgravi per lavoro e le assunzioni e "il credito alle piccole imprese". "Dobbiamo fare di più. Certo lo faremo - conclude - il ministro per lo Sviluppo economico sta preparando una azione vasta e continua per rilanciare gli investimenti. L'azione di sostegno alla crescita è già iniziata".

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