Berlusconi: "Monti è disperato, non è detto che duri"

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L’ex premier parla del suo successore: "Ha dovuto fare marcia indietro praticamente su tutto. Per governare bisogna cambiare la Costituzione". E cita Mussolini: "La sua era una democrazia minore, leggo i diari e mi ci ritrovo". GUARDA IL VIDEO

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"Per poter governare questo Paese bisogna cambiare la Costituzione. Se ne sta accorgendo anche Monti che ha presentato un decreto e in Parlamento ha dovuto fare marcia indietro praticamente su tutto, ed è giustamente disperato". Silvio Berlusconi torna a parlare. Lo fa intervenendo alla presentazione del libro di Bruno Vespa nel giorno in cui la manovra del governo è entrata ufficialmente in Parlamento e lo stesso premier Mario Monti si è detto fiducioso sul fatto che il suo esecutivo riuscirà a vincere le resistenze sulle liberalizzazioni.

L’appoggio a Monti, male minore - "Votando per il decreto Monti abbiamo scelto il male minore in una situazione d'emergenza perché se votassimo contro creeremmo al Paese un danno superiore alle misure contenute nel provvedimento – ha aggiunto Berlusconi – Si tratta comunque di disposizione che potremo cambiare in futuro se gli italiani ci ridaranno il governo del Paese".
L’ex premier si è detto convinto del fatto che la legge elettorale vada cambiata comunque, anche se la Corte Costituzionale bocciasse i quesiti referendari (intanto c'è l'ok della Cassazione per le firme, ndr). "Il primo punto da cambiare - ha aggiunto l'ex premier - è il meccanismo del premio di maggioranza per il Senato: è ragionevole perché non garantisce la governabilità. Il referendum ha avuto più di un milione di firme e per questo bisogna introdurre almeno una quota di preferenze".

L’ipotesi del voto anticipato - Elezioni nel 2012? Berlusconi nicchia. "C'è il semestre bianco e io non so fare previsioni". "Non credo che oggi nessuno sia in grado di fare previsioni. Dipenderà dall'andamento dell'economia e da quello dei sondaggi, nel senso che se una forza politica vedesse che i sondaggi gli danno la vittoria sicura, avrà interesse a far sciogliere le camere. Io credo che noi sapremo anche resistere. Io sono responsabile ma altri non hanno lo stesso senso dello stato e la stessa responsabilità”.
In ogni caso, precisa Berlusconi, “lo scioglimento delle Camere può sempre accadere, anche domani. Non c'è  nessuna certezza che il governo Monti resti per tutta la durata della legislatura”.

Attacco a pensioni e capitali - "Non si possono cambiare le pensioni se si toccano i diritti acquisiti, o fare la patrimoniale continuativa per i capitali rientrati con lo scudo fiscale. Non ne facciamo una battaglia, perché gli evasori non sono simpatici, ma uno Stato non può e non deve fare queste cose". Silvio Berlusconi punta il dito sulle misure del pacchetto Monti che riguardano le pensioni e i capitali rientrati con lo scudo fiscale.
"Lo Stato - avverte il Cavaliere - deve essere il primo a dire pacta servanda sunt". L'ex premier ricorda il veto del Carroccio in materia previdenziale: "Con la Lega non si è potuto nemmeno iniziare a discutere e a dialogare sulle pensioni perché loro erano contrari ad una riforma delle pensioni".

Liberalizzare si può, ma non taxi e farmacie - "Io sono un liberale, ma non vedo un ostacolo così grosso al processo riformatore la presenza degli ordini professionali: non mi sembra una cosa drammatica, anzi, positiva. Se mai, chiediamo agli ordini professionali di modificarsi. Certo che dobbiamo liberalizzare tutto, ma le vere liberalizzazioni non sono queste: sono quelle che incidono sulla burocrazia eccessiva, sulle autorizzazioni per fare tante cose", sottolinea ancora Berlusconi riferendosi alle intenzioni del governo, poi ritirate dopo le proteste, di procedere con le liberalizzazioni di alcune professioni.
"Per molti tassisti - spiega il Cavaliere - la licenza è l'unico bene che hanno, è il loro tesoro personale, ci hanno lavorato per tutta la vita. Io dissento dal fatto che l'importante per il Paese sia liberalizzare i taxi e le farmacie, non penso siano un ostacolo allo sviluppo, non mi piace la moda di queste liberalizzazioni".

I rapporti con Bossi e la Lega - Nei giorni scorsi Bossi ha dichiarato finito l'asse con il Pdl perché "Berlusconi ora sta con i comunisti". Il Cavaliere sui rapporti con il Senatur dice: "Non sono riuscito a vedere Bossi. La Lega è tornata al suo carattere quello che sono riuscito a contenere in queste anni di alleanza. Non ci sono rapporti tesi con la Lega. Un conto è ciò che appare un conto è ciò che è. Bossi sta facendo il suo gioco sta pensando a conquistare più consensi". Quando gli hanno fatto notare che il Senatur ha detto proprio in giornata che se "vede Berlusconi si mette a ridere", il Cavaliere ha replicato: "Bossi lo conosciamo ha queste uscite rustiche e ruvide. Sono capace anch'io di rispondere 'Bossi mi fa piangere' ma non lo dico...".

Le frequenze tv - Nessun interesse sull'asta delle frequenze tv. Lo assicura Silvio Berlusconi. "Questo argomento mi lascia indifferente - spiega - non me ne sono per niente interessato. Ma ho una consapevolezza, quella che con il numero incredibile di frequenze oggi disponibili ci sarà pochissima gara per occuparle, sarà difficile che qualcuno pensi di fare un'offerta".

Le analogie con Mussolini
- "Sto leggendo i diari di Mussolini e le lettere della Petacci e devo dire che mi ritrovo in molte situazioni. Aveva ragione quando diceva che non è difficile governare gli italiani ma è inutile". Berlusconi ricorda inoltre come Mussolini si lamentasse del fatto di non potere neppure raccomandare una persona. "Che democrazia è questa?", si chiedeva Mussolini. E infatti, hanno fatto notare a Berlusconi, non era una democrazia quella di Mussolini. "Beh era una democrazia minore", ha aggiunto lui l’ex premier.

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