Fiducia sulla manovra. Pd e Udc: avanti con liberalizzazioni

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Il governo blinda il testo: venerdì il voto finale. Monti contestato al Senato dalla Lega. Cambiano anche le pensioni degli onorevoli: dal 1° gennaio contributivo per tutti. Bersani e Casini: "Fare di più". I consumatori: stangata da 1.129 euro a famiglia

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Ultime limature, poi il via libera. Il governo mette la questione di fiducia sulla manovra e il voto finale arriverà venerdì. Nel giorno delle polemiche e della bagarre al Senato, con la protesta della Lega Nord contro Monti, arriva anche una modifica al regolamento delle pensioni degli onorevoli. Gli uffici di presidenza di Camera e Senato hanno dato il via libera al passaggio al sistema contributivo pro-rata per le pensioni di tutti i deputati e i senatori a partire dal 1 gennaio prossimo, innalzando l'età minima per la pensione dai 50 ai 60 anni (65 per chi ha una sola legislatura). Idv e Lega hanno votato contro la delibera perché, sostengono, "si poteva fare di più”.
Ma sulla manovra non cessano i distinguo. C’è quello di Bersani, che sprona il governo a fare di più sulle liberalizzazioni, e quello di Casini, che chiede maggiori interventi su crescita e sviluppo ma si dice soddisfatto dallo sconto sull’Imu per le famiglie con figli a carico.
E poi c’è l’Idv, ancora incerta su come votare questa manovra. Se Di Pietro si chiede come si fa a votare un testo del genere, dall’altro canto c’è Donadi che non esclude del tutto un voto favorevole.

Bersani: "Stupefatti da debolezza su liberalizzazioni" - "Siamo stupiti, se non stupefatti, dalla debolezza del governo sul tema delle liberalizzazioni. Su questo la questione è ancora aperta". Bersani resta critico sulla manovra e avverte che il Pd presenterà emendamenti in aula alla Camera (qui il suo intervento integrale, ndr). Comunque, nel complesso il giudizio è positivo. "Le modifiche - spiega il segretario del Pd durante una conferenza stampa - vanno nella direzione auspicata, ci sono ancora un  paio di questioni aperte ma nell'insieme si è fatto un lavoro efficace e credo che porti visibili i segni del nostro lavoro".
Quello che non si è riusciti ad ottenere in questo  provvedimento, il Pd insisterà perché venga inserito nei prossimi: "Il mondo non finisce qui e anche nei prossimi mesi faremo valere le nostre idee. Abbiamo sempre detto che non pretendiamo che questo governo faccia il 100 per cento di quello che faremmo noi, ma  intendiamo far pesare ancora le nostre idee".

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Casini: "Si poteva fare di più" - "Sulle liberalizzazioni si poteva fare qualcosa di più”. Lo dice anche Pier Ferdinando Casini (qui il suo intervento integrale, ndr). "Oggi è il tempo del rigore e dei sacrifici. Ma adesso deve partire il volano della crescita", aggiunge Casini, che rinvia alle prossime misure del governo le liberalizzazioni e gli interventi in direzione di "crescita e sviluppo".
Quanto alla manovra, il leader Udc concorda con il presidente Monti: "Ha ragione. Non è vero che colpisce i soliti noti. Le misure sono certamente dolorose per il ceto medio, cui vengono chiesti sacrifici forti. Ma sono stati colpiti molti ceti e redditi che erano stati esentati in passato. Non c'è una patrimoniale formalmente intesa - nota - ma di fatto c'è una tassazione sui patrimoni. Guardiamo il bicchiere mezzo pieno".

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Di Pietro: "Come si fa a dare fiducia a questo governo?" - "Come si fa a dare la fiducia ad un governo del genere? E' mai possibile che anche il vostro esecutivo, come il precedente, non metta queste sei frequenze all'asta e, invece, le regali in parte alla Rai e in parte a Mediaset?". E' quanto ha affermato il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, nel corso del question time alla Camera sull'asta delle frequenze digitali, replicando al ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera.
Il capogruppo dell’Idv alla Camera Donadi però non ha escluso un possibile voto favorevole del partito alla manovra.

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Gelmini: "Ci aspettiamo altro" -
Sulla manovra è da segnalare anche l'intervento dell'ex ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, secondo cui al suo partito, il Pdl, le modifiche alla manovra emerse con gli emendamenti vanno nella direzione giusta ma "si aspetta il secondo tempo della manovra, le misure che il governo dovrà mettere a punto per lo sviluppo".

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La manovra costerà 1.129 euro a famiglia
- Intanto una stima sul costo della manovra arriva da Federconsumatori e Adusbef. Le associazioni ritengono che ci sarà “una stangata” da 1.129 euro annui a famiglia che andrà ad aggiungersi a quella già determinata dalle manovre approvate dal governo Berlusconi, per un totale di 3.160 euro.

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