Pensioni, Fornero: "Prelievo del 25% sopra i 200 mila euro"

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La proposta del ministro del Welfare per un'eventuale modifica alla manovra sul tema della previdenza: "Se ci saranno profili di costituzionalità li vedremo". Ok da Bonanni (Cisl), mentre per la Camusso (Cgil) "manca un criterio di progressività"

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Per finanziare eventuali modifiche alla manovra nella parte relativa al settore previdenza (guarda le misure adottate dal Cdm, ndr), il ministro del Welfare Elsa Fornero propone un prelievo del 25% per gli assegni sopra i 200.000 euro annui. "Propongo un prelievo del 25% per le pensioni sopra i 200.000 euro. Se ci saranno profili di costituzionalità li vedremo, questa è la mia proposta", ha detto la Fornero in audizione alla commissione Lavoro della Camera (dove nella giornata di martedì 13 dicembre si stanno discutendo gli emendamenti) rispondendo alle domande dei parlamentari, che in gran numero hanno invocato maggiore equità negli interventi in materia previdenziale.

Fornero: "Disponibile alle modifiche" - Mentre si aspetta ancora in Commissione Bilancio la presentazione dell'emendamento alla manovra da 33 miliardi proprio su pensioni e Imu, il ministro ha ribadito quindi la sua disponibilità a modifiche per attenuare l'effetto di un innalzamento repentino dell'età del ritiro per i nati nel 1952 e sulle soglie per l'indicizzazione. "Sarà qualcosa di molto modesto ma, a parità di saldi, faremo in modo che ci sia una attenuazione del forte incremento della vita lavorativa richiesto", ha detto.
La manovra prevede che nel 2018 l'età per la pensione di vecchiaia sia aumentata per le donne a 66 anni come per gli autonomi (dal 2026 della precedente manovra). Se l'uscita avviene prima dei 62 anni scatta una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo. Gli uomini e le dipendenti pubbliche avranno diritto alla pensione di vecchiaia una volta compiuti i 66 anni già dal 2012.

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Modifiche anche sulla mobilità - Qualche messa a punto in vista anche per i lavoratori in mobilità, e coloro che hanno accettato esodi anticipati. Al momento la esclusione dall'innalzamento dell'età riguarda 50.000 lavoratori in mobilità mentre per gli altri si applicherebbero le nuove norme. "Anche qui la preoccupazione che nessuno in questa fascia di età di prepensionamento rimanga senza reddito e pensione è la nostra preoccupazione", ha detto il ministro per poi precisare che molto dipenderà dalla congiuntura economica.

Bonanni (Cisl): "Bene proposta Fornero"
- Intanto l'ipotesi del ministro Fornero piace al segretario della Cisl, Raffaele Bonanni: "Va bene, però vorremmo che coloro che rappresentiamo siano meno massacrati, altrimenti non potremmo neanche dire mal comune e mezzo gaudio". Per Bonanni, infatti, chi oggi ha importi alti "prenderebbe comunque pensioni esorbitanti mentre gli altri continuerebbero a ricevere pensioni da fame". Quindi, ha aggiunto, "ok tassare chi ha di più ma bisogna anche aumentare la soglia delle rivalutazioni".

Camusso (Cgil): "Manca progressività" - Alla proposta del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, di un prelievo del 25% sulle pensioni sopra i 200 mila euro "devo dire che mi pare manchi un criterio di progressività, così rischia di non essere accoglibile", afferma invece il segretario della Cgil, Susanna Camusso. "Mi pare giusto spostare l'attenzione su quelle pensioni, ma con criteri di progressività altrimenti si rischia l'assurdo - spiega Camusso - per cui una pensione di 200 mila euro diventa più bassa di una di 190 mila euro".

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