Manovra: che cosa cambia, cosa no. Intanto è sciopero

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Pensioni pagate in contanti fino a mille euro, prelievo più esoso sui capitali scudati, ma margini limitati per modifiche sulle pensioni. Monti: situazione di estrema emergenza. Camusso: dal Governo solo impegno generico

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Pagamenti in contanti per le pensioni fino a 1.000 euro
, circa 980 per la precisione, al netto dell'imposta di bollo. Il governo ha dato parere favorevole a un emendamento correttivo alla manovra. La questione rischiava di mettere in difficoltà milioni di pensionati.
E' questa praticamente l'unica novità, anche se in realtà deve ancora essere votata, emersa dai lavori parlamentari di oggi sulla manovra. Le Commissioni Bilancio e Finanze della Camera si sono riunite ancora ieri sera ma fino a tarda notte non si era votato alcun emendamento. Si ritorna al lavoro oggi alle 8.30
Non sono arrivati gli attesi emendamenti su Imu-Ici e indicizzazione delle pensioni. Il nodo resta quello delle coperture che ha portato i sindacati a confermare lo sciopero.
Sul fronte dello scudo fiscale, oltre a un aumento del prelievo (dall'1,3% al 3,5% per i capitali e al 5% per gli immobili), si ragiona su un possibile scambio tra la garanzia dell'anonimato e l'acquisto di Btp decennali ad un tasso del 2,5-3% per l'ammontare del capitale scudato. Ma non è detto che questa sia una strada percorribile per reperire risorse a breve.
Ma allo stato delle cose ancora non ci sarebbero margini per gli interventi chiesti dal Parlamento. Non è detto che davvero alla fine si riescano a fare quelle correzioni ritenute "prioritarie" dal Parlamento. Le Commissioni lavoreranno ancora tutto oggi, martedì invece la manovra arriverà in Aula dove a questo punto appare scontato il ricorso al voto di fiducia.
Le banche intanto aprono sui costi delle commissioni e annunciano una disponibilità "a ragionare su un conto corrente a zero spese per i pensionati al minimo" e "sui costi delle carte di credito alla luce delle misure del Governo". E' il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari, ad annunciare le possibili novità, sottolineando però che non ci può essere la disponibilità in generale a dare gratuitamente servizi che alle imprese bancarie costano.
Sempre sul fronte delle imprese arriva l'appello di Confindustria che auspica che "il decreto venga approvato rapidamente, senza stravolgimenti. Siamo consapevoli - dicono gli industriali - che la manovra contiene sacrifici rilevanti per tante persone ma non ha alternative e consente di dare una speranza di ripresa all'economia, all'occupazione, ai giovani e alle donne del nostro Paese".
Intanto, però, i sindacati Cgil, Cisl e Uil si dicono "insoddisfatti" dall'incontro avuto nella tarda serata dell'11 dicembre con Monti e confermano lo sciopero generale di tre ore nella giornata di lunedì 12.
La rassegna stampa.



I margini per le modifiche su casa e pensioni, una spesa da 4-5 miliardi di euro, si confermano strettissimi. "I saldi - ha detto il ministro del Lavoro Elsa Fornero - devono restare. Se all'interno di questo ci sono spazi per ampliare la platea di coloro che potranno avere una sorta di indennizzo per l'inflazione che ci sarà, oppure per rimodulare questa nuova imposta per la casa, saremmo felici, però bisogna trovare altri soldi".
Sulla questione degli stipendi dei parlamentari, che nella manovra è trattata da una misura che sarà emendata, arriva l'assicurazione dei presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, che verranno recepite subito le indicazioni che arriveranno dalla Commissione guidata dal presidente dell'Istat Enrico Giovannini.
Monti rilancia l'allarme finanziario per difendere la sua manovra. La situazione è di "estrema emergenza" ed è dunque prioritario per il paese che i saldi ma anche composizione e natura strutturale del decreto restino invariati. Il presidente del Consiglio, durante l'incontro con i sindacati, erige un muro a difesa del pacchetto varato dal governo. La preoccupazione del presidente del Consiglio è soprattutto per i mercati. Il governo, soltanto la prossima settimana, dovrà collocare circa dieci miliardi in titoli di Stato e deve a tutti costi farlo a tassi sostenibili per le finanze pubbliche. Il vertice di Bruxelles, pur con i suoi passi avanti, non ha infatti messo al riparo l'Italia dalla speculazione e le prossime settimane rischiano di essere decisive. Ecco perché il governo intende tenere la barra dritta e se qualche ritocco al decreto ci sarà potrebbe essere davvero minimo e relativo solo al capitolo delle pensioni (forse con un inasprimento dei sacrifici per quelle più alte che consenta un alleggerimento del congelamento di quelle più basse), mentre sull'Imu l'ipotesi al momento è quella di non modificare nulla, nonostante le richieste in questo senso soprattutto da parte del Pdl.
Solo dopo i sacrifici, ribadisce il premier, ci saranno spazi per lavorare sulla crescita attraverso "misure per completare il percorso delle riforme avviate". Monti si congeda dai sindacati ripromettendosi di riflettere sulle richieste presentate, ma - come spiegano i sindacalisti uscendo - nessuno si illude troppo sulla possibilità e che il governo tenga effettivamente conto delle loro proposte.

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