Sindacati: "Confermato lo sciopero". VIDEO

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Delusione da parte dei rappresentanti dei lavoratori al termine del vertice con Monti: "Incontro insoddisfacente. Dal governo solo impegni generici". Palazzo Chigi spiega: "Saldi restano invariabili. Paese in estrema emergenza finanziaria"

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"Lo sciopero è confermato". Lunedì 12 dicembre i lavoratori incroceranno le braccia. Si è concluso con un nulla di fatto il vertice a Palazzo Chigi tra Mario Monti e i sindacati. Dal governo, ha spiegato Susanna Camusso, "solo un impegno un po' generico". Indicizzazione e Imu, ha spiegato la leader della Cgil, non sono le risposte "alle richieste che abbiamo fatto".  Raffaelle Bonanni ha confermato che "non abbiamo trovato elementi per rimuovere lo sciopero, continuiamo la nostra battaglia".  "Riteniamo - ha aggiunto - che ci sia bisogno di molta più equità. Si è mal cominciato e l'opera è già compromessa per metà".  Il governo ha quindi spiegato la Camusso "ha difeso la sua impostazione" sulla manovra e ha "cercato di argomentare, senza convincerci, che sarebbe stata manovra equilibrata". "Per questo abbiamo confermato lo sciopero", ha ribadito.

Bonanni: "Posizioni restano distanti" - "La condizione che vive il Paese è molto grave e bisogna agire rapidamente, ha detto Monti, e ne siamo convinti ma le posizioni restano distanti perché bisogna trovare soluzioni con senso di equità, che sono cose concrete. Ci vuole ancora più equità" ha ribadito il leader della Cisl, aggiungendo che "abbiamo chiesto di prendere in forte considerazione la riduzione drastica della spesa che riguarda le articolazioni dello Stato, riorganizzando lo Stato anche nelle sue articolazioni locali".

Angeletti: "Insoddisfatti" - Ha rincarato la dose Luigi Angeletti, secondo cui "il risultato finale" dell'incontro con il governo "è stato per noi del tutto insoddisfacente". Il rappresentante della Uil ha poi aggiunto di non avere "grandi speranze" che le richieste sindacali saranno inserite nella manovra. Angeletti ha poi spiegato che far saltare la concertazione sarebbe un grave danno per il Paese. "Sarà un percorso di guerra nei prossimi mesi - ha aggiunto - Voglio capire chi provvederà alla coesione sociale, a stringere le persone intorno a un Paese che ha bisogno di sostegno. La politica sarà in difficoltà e dovrà ricorrere al voto di fiducia".

Centrella: "Nessuna risposta" - Il rappresentante dell'Ugl ha spiegato che "oggi non c'è stata alcuna risposta alle cose che abbiamo argomentato al tavolo. Noi continuiamo nelle nostre lotte che ci saranno da domani, spiegando ai lavoratori che a nessuna delle poche cose che ritenevamo necessarie c'è stato alcun tipo di risposta".

Presidi in tutta Italia
- I sindacati hanno quindi confermato che da lunedì "in tutte le città d'Italia, ci sarà una protesta sotto le prefetture e nostre delegazioni si alterneranno da tutte le Regioni d'Italia con proteste sotto il parlamento per tutto il periodo della discussione sulla manovra".

Governo: "Situazione di estrema emergenza finanziaria"
- Da parte sua il governo ha spiegato, in una nota emessa al termine dell'incontro, che il Paese sta attraversano una "situazione di estrema emergenza finanziaria". "Il Governo - si spiega nella nota - ha fornito precisazioni e chiarimenti nell'intendimento di rappresentare dettagliatamente gli elementi di equità presenti nel decreto".
Il comunicato continua spiegando che il governo ritiene invariabili i saldi (una posizione già difesa dal ministro Fornero nel corso della giornata), nonché "la composizione e la natura strutturale dei provvedimenti."
"Il decreto - spiega la nota - include solo i provvedimenti più urgenti, ma ad essi seguiranno altre misure per completare il processo delle riforme avviato."

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