Pensioni, case e tasse: i sacrifici del decreto salva-Italia

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Per il Corriere la manovra è “un’amara medicina”. Repubblica parla di “sentiero stretto”. Libero attacca: “Il governo chiagne e fotte”. E dopo il via libera in Cdm, Monti riferisce alla Camera (alle 16) e al Senato (alle 18). LA RASSEGNA STAMPA

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Il ministro Fornero si commuove. VIDEO

Aumenta l'Iva ma non l'Irpef, torna l'Ici sulla prima casa, stretta sulle pensioni e tagli alla politica, stangata sul lusso e i capitali scudati, sgravi per le imprese: arriva nella serata di domenica 4 quello che Monti chiama il "decreto salva-Italia" (la conferenza stampa: video). Trenta miliardi lordi di entrate per lo Stato che permetteranno al Paese di giungere al pareggio di bilancio nel 2013 e di stimolare crescita e occupazione. Provvedimenti duri, tanto che nello spiegare la riforma delle pensioni il ministro Elsa Fornero è scoppiata in lacrime (IL VIDE0).

Nel pomeriggio di lunedì 5 il presidente del Consiglio riferirà in Parlamento: alle 16 alla Camera, alle 18 al Senato. Intanto le misure varate in Consiglio dei ministri sono state accolte positivamente dai mercati: Milano ha iniziato la settimana in positivo e lo spread si è ridotto (segui le borse in tempo reale). Giudizi diversi sono arrivati invece dai giornali italiani che dedicano ampio spazio alla manovra (guarda nel video in alto la rassegna stampa).

La Repubblica: "Il sentiero stretto" -
"E' una vera e propria manovra d'emergenza, dunque, perché l'Italia è chiamata a muoversi a grande velocità su un sentiero molto stretto e difficile", scrive il direttore di Repubblica Ezio Mauro in prima pagina. "L'esito non è assicurato, nemmeno a prezzo di sacrifici, perché la fuoriuscita dall'eurozona non dipende solo da noi - aggiunge -. Ma da noi, e interamente, dipende il recupero di credibilità dell'Italia e la sua possibilità di pesare nelle decisioni che l'Europa dovrà prendere per rispondere alla crisi".

Corriere: "Un'amara medicina" -
Di "amara medicina" parla invece Dario Di Vico nel suo editoriale sul Corriere della Sera. Il riferimento è "all'aumento della tassazione che colpisce duramente la casa e riesuma qua e là un vecchio armamentario di imposte e balzelli (...). Certo è che rimarrà nel ceto medio italiano la sensazione di essere considerato dai governi di turno - politici o tecnici che siano - come una sorta di bancomat, un portatore sano di liquidità che può essere drenata con facilità.

Il Giornale: "Piange il governo, noi di più" - Al ceto medio sotto pressione parla anche il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti che attacca la manovra: "Dicono che siamo di fronte a una manovra equa. Sarà, a noi sembra più una manovra Equitalia, cioè da esattore delle tasse". E aggiunge: "Al centrodestra questa manovra ovviamente non piace e di incentivi allo sviluppo se ne vedono ben pochi. Ma se non è ancora più punitiva per il ceto medio italiano forse lo si deve proprio al fatto che il Pdl ha accettato di sostenere il tentativo del governo Monti per condizionarne alcune scelte".

Il Sole 24 Ore: In cambio di che cosa -
"La domanda è: in cambio di che cosa? Noi accettiamo di pagare di più (molto di più) ma non in bianco. Vogliamo pagare il nostro biglietto, Ici e dintorni pesanti. Siamo pronti a farlo e vigileremo fino in fondo sul tasso di equità dei sacrifici richiesti". E' il commento di Roberto Napoletano, direttore del Sole 24 Ore. "Dietro questo appello a sostenere quello che ha definito il «decreto salva-Italia» - spiega il quotidiano di Confindustria - c'è la consapevolezza del nostro presidente del Consiglio dell'entità dei rischi che potrebbe ancora correre l'Italia alle prossime aste di titoli pubblici in assenza di un aggiustamento così imponente dei suoi conti pubblici qual è quello prospettato ieri: in pratica si anticipa la manovra già anticipata dal 2014 al 2013 direttamente al 2012".

Libero: "Il governo chiagne e fotte" - Duro è il giudizio di Libero, lunedì 5 in edicola con un'edizione straordinaria. "Se Elsa Fornero si commuove, a noi tocca pagare il conto", scrive Maurizio Belpietro. "E che si tratti di un conteggio salato è fuor di dubbio. Per quanto ieri Mario Monti e Corrado Passera si siano sforzati di presentare il volto umano della manovra, quella varata dal Consiglio dei ministri è una legnata vera e propria, che contiene tutto ciò per cui ci eravamo preoccupati nei giorni scorsi".

L'Unità: "C'è da piangere" -
Anche l'Unità, ma con altri toni rispetto a Libero, ironizza sulle lacrime del ministro Fornero, che in conferenza stampa non è riuscita a pronunciare la parola "sacrifici". "C'è da piangere", titola in prima pagina. Mentre il direttore Claudio Sardo scrive: "L'equità proclamata non si incarna nell'insieme delle misure, nonostante qualche opportuno aggiustamento dell'ultimo momento, come la sovrattassa agli 'scudati' e il meccanismo di rivalutazione esteso fino alle pensioni a mille euro". Per l'Unità "il carico maggiore è ancora sulle spalle delle famiglie, dei ceti più deboli, delle classi medie".

La Stampa: "I sacrifici e la svolta promessa" - "Il messaggio di Monti segna l’atterraggio dal mondo delle illusioni e delle favole nel quale abbiamo vissuto, per troppo tempo, a quello di una realtà, per troppo tempo, nascosta e ignorata", è il commento di Luigi La Spina su La Stampa. E aggiunge: "Le durissime misure approvate ieri scontano il limite, appunto, di concretezza e di urgenza. Nei prossimi giorni gli italiani si eserciteranno nel calcolo sull’equità dei sacrifici richiesti, con la solita bilancia che vede nel piatto del vicino il peso sempre più leggero. Sarà un esame interminabile e, inevitabilmente, opinabile, in cui le corporazioni degli interessi che, da decenni, imprigionano il nostro Paese si scateneranno in una forsennata gara di egoismo sociale".

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