Ici, tagli a sanità, tassa sul lusso: la manovra è servita

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Irpef più cara, Irap più leggera, riforma delle pensioni: tributi da 25 miliardi per uscire dalla crisi. Questo il menù di Monti. Malumori tra i partiti, il monito di Napolitano, il no dei sindacati. Tutti invocano "equità". LE MISURE

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Casa, pensioni, tagli a trasporti e sanità ma anche bonus alla ricerca, Irap ridotta per le imprese e ipotesi di fisco agevolato per chi emerge dal lavoro nero.
Questo il pacchetto di misure della manovra che verrà: indiscrezioni e approfondimenti che occupano le pagine dei quotidiani in edicola. (Qui la scheda)
"Una pioggia di tasse - Arriva la stangata" titola il Giornale, quotidiano della famiglia Berlusconi e diretto da Alessandro Sallusti. "Manovra, un weekend di paura" dice a tutta pagina l'Unità, il giornale di sinistra fondato da Gramsci.
Insomma, il provvedimento di circa 25 miliardi per ridurre il deficit e uscire dalla crisi crea malumori e qualche mal di pancia. Le misure saranno dolorose (si parla anche di una nuova stretta sui ticket sanitari) e i sindacati probabilmente resteranno fortemente contrari.
Il presidente del Consiglio Mario Monti illustrerà i contenuti prima ai partiti (sabato 3 dicembre è il turno di Terzo Polo, Pdl e Pd), poi domenica 4 alle parti sociali. "Se le misure saranno quelle circolate ieri - scrive il direttore de la Stampa Marcello Sorgi nell'editoriale dal titolo "La solitudine del premier" - e se le reazioni saranno quelle minacciate man mano che il quadro delle misure prendeva forma, la luna di miele tra il governo tecnico, la sua larga ancorché informale maggioranza tripartita e le parti sociali è destinata a interrompersi bruscamente".

Irpef più salata per i redditi più alti - Due le novità emerse nelle ultime ore, che darebbero il segno di un provvedimento orientato a colpire anche chi finora ha pagato meno le conseguenze della crisi.
Si sta lavorando su un aumento di due punti percentuali delle aliquote Irpef più alte, quelle al 41 e al 43%, e su una tassa per i beni di lusso, che potrebbe colpire le  barche, probabilmente non il possesso ma la tassa di stazionamento, e gli immobili di pregio.
"Aumenta l'Irpef: chi è sopra i 75 mila euro di reddito rischia di pagare più di mille euro" spiega su La Stampa Alessandro Barbera.
"E' la sorpresa più forte - scrive il Corriere della Sera nella sezione di pagina 3 tutta dedicata al pacchetto di Misure del professore - Riguarda l'aliquota del 41% e quella del 43% che passerebbero a 43% e 45%". E aggiunge: "Al volo la Cig di Mestre ha fatto due conti e calcolato che la platea coinvolta sarebbe limitata a poco più di un milione e mezzo di persone (il 3,7% dei contribuenti). L'aggravio fiscale sarebbe di 100 euro annui per i redditi da 60mila euro, fino a circa 2mila euro per chi guadagna 150mila euro".

Guarda la rassegna stampa del 3 dicembre



Misure per la crescita, risorse da investire - "Per regioni ed enti locali in vista tagli per 4-5 miliardi" è quanto annuncia il Sole 24 ore. Tagli che arriverebbero da ticket sui ricoveri e dalla super tassa sulle barche e i beni di lusso. Ma la manovra prevede anche misure per la crescita, per bilanciare risorse da recuperare e risorse da investire.
"Liberalizzazioni, ricerca, semplificazioni, internazionalizzazioni: sono questi i punti centrali del pacchetto 'Passera'" scrive Carmine Fotine sul quotidiano economico finanziario. Previsti sgravi Irap per le imprese; bonus ricerca; la possibilità di vendere farmaci di fascia C anche nelle parafarmacie; facilitazioni per l'impiego di lavoratori stranieri in termini di rilascio-rinnovi del permesso di soggiorno; un'imposta al 12% per gli investimenti in ricerca e la proroga del bonus energia al 55% anche per i prossimi tre anni.
Non solo rigore, dunque. Quanto all'equità, l'altro obiettivo di riferimento del piano Monti, i lavori sono ancora in corso. E le aspettative di partiti e parti sociali ancora alte. Nonostante lo spazio per trattare sia minimo.

Il dovere dell'equità - "LA PAROLA-chiave della manovra che Monti presenterà lunedì agli italiani è una sola: equità - scrive Massimo Giannini su Repubblica - È questa l'unica "password", etica e politica, che potrà consentire al Parlamento, alle forze sociali e all'opinione pubblica di "accedere" a un programma di sacrifici inevitabili, ma altrimenti intollerabili".
E su questo tema è intervenuto anche Giorgio Napolitano. "La profondità della crisi economica - ha affermato il presidente della Repubblica in un messaggio inviato al congresso del Psi - richiede che nel nostro Paese si assumano misure conseguenti in grado di conciliare il rigore con l'equità e di rimuovere l'indispensabile crescita della nostra economia". "Non c 'è traccia di equità, nemmeno con la lente di ingrandimento" è stata la risposta della leader della Cgil Susanna Camusso.

Monti a Porta a Porta - Immaginando che la manovra non troverà una strada cosparsa di rose, specie sul fronte sindacale, Monti ha deciso di rivolgersi anche direttamente ai cittadini dagli studi televisivi di Porta a Porta. Ne è nata una polemica alimentata da chi non vede di buon occhio la partecipazione del premier al programma di Rai considerato a torto o a ragione il palcoscenico berlusconiano per eccellenza, per di più prima di informare le Camere. Alla fine il professore ha precisato: dopo il Consiglio dei ministri ci sarà una conferenza stampa "istituzionale" a Palazzo Chigi, quindi interverrà alla Camera e al Senato; ci sarà anche una conferenza stampa specifica per spiegare le misure alla stampa estera. Solo dopo questa maratona, Monti, martedì 6 dicembre, sarà da Vespa a spiegare agli italiani i sacrifici che saranno chiamati a fare.

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