Vitalizi addio, dal 2012 si passa al sistema contributivo

I presidenti di Senato e Camera Renato Schifani e Gianfranco Fini
1' di lettura

Dall'1 gennaio anche deputati e senatori riceveranno la pensione in base a quanto versato. Alla Camera intanto entrano in vigore le nuove norme anti-assenteismo e nelle commissioni si registra il tutto esaurito

Leggi anche:
Facebook si infuria per il menù del Senato
Gli "onorevoli" vitalizi dei deputati italiani
Costi della politica, stretta sui bilanci di Camera e Senato

Aria nuova in Parlamento. La spinta all'austerità e le numerose critiche alla "casta", hanno iniziato a modificare alcune delle abitudini degli onorevoli. Nelle commissioni alla Camera la seduta di martedì 29 novembre ha visto il tutto esaurito che non si vedeva da tempo, grazie all'entrata in vigore, dalla scorsa settimana, delle nuove sanzioni anti-assenteisimo.
Renato Schifani e Gianfranco Fini, intanto, dopo un incontro con il ministro del Welfare Elsa Fornero, hanno deciso di varare, dal primo gennaio 2012 il sistema contributivo anche per deputati e senatori. Vitalizi addio, dunque. Dall'anno prossimo i politici riceveranno come pensione in base a quanto versato nei prossimi anni. Il provvedimento avrà valore per i nuovi eletti, mentre chi è già deputato o senatore, godrà di un sistema misto. Fino al 31 dicembre calcolato sul vecchio sistema, a partire dal nuovo anno con quello nuovo.

La nota di Camera e Senato - "Il Presidente del Senato della Repubblica Renato Schifani e il Presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini, si sono incontrati oggi, assieme ai rispettivi Collegi dei Questori, con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali professoressa Elsa Fornero ed hanno comunicato al Governo la volontà di procedere entro la fine dell'anno, nell'ambito dell'autonomia costituzionale riconosciuta alle Camere dal nostro ordinamento, ad una radicale modifica della disciplina in tema di assegni vitalizi", si legge in una nota congiunta di Senato e Camera.

Chi ha un solo mandato in pensione a 65 anni - "In forza di tale modifica dal primo gennaio 2012 sarà introdotto il sistema di calcolo contributivo, in analogia con quanto previsto per la generalità dei lavoratori. Tale sistema opererà per intero per i deputati e i senatori che entreranno in Parlamento dopo tale data e pro rata per quanti attualmente esercitano il mandato parlamentare. Sempre dal primo gennaio 2012 per i parlamentari cessati dal mandato sarà possibile percepire il trattamento di quiescenza non prima del compimento dei 60 anni di età per chi abbia esercitato il mandato per più di una intera legislatura e al compimento dei 65 anni di età per chi abbia versato i contributi per una sola intera legislatura".

Nuovo sistema anti assenteisti
- Alla Camera intanto entravano in vigore le nuove norme per punire gli assenteisti. Mentre in Aula le presenze vengono certificate con la partecipazione del deputato al voto, in commissione le presenze non venivano rilevate a meno di particolari casi previsti dal regolamento. Cio' determinava il fatto che i deputati non partecipavano assiduamente ai lavori, soprattutto alle sedute dedicate alle discussioni generali o alle audizioni. Ma ora la 'musica' è cambiata, e mancare alle sedute di commissione puo' costare caro al deputato, esattamente come essere assente alle votazioni in aula. Dalla scorsa settimana essere assenti alle sedute delle commissioni 'costa': chi manca al 50% delle sedute in un mese vede i 4.000 euro di diaria decurtati di 300 euro ed il taglio sale a 500 euro per chi fa oltre l'80% di assenze. Il giro di vite vale per tutte le commissioni permanenti, le giunte ed il comitato per la legislazione.

Assenze per malatie solo con certificato
- In base alla delibera approvata lo scorso 25 ottobre dall'ufficio di Presidenza di Montecitorio, al momento le presenze vengono registrate con una firma che viene apposta dal deputato in un registro tenuto dal consigliere parlamentare che funge da segretario della commissione. Ciò nelle more che anche nei 'parlamentini' venga installato un sistema con il rilevamento delle 'minuzie' dei polpastrelli analogo a quello già in funzione in Aula. In vigore, poi, a Montecitorio è anche il nuovo sistema delle ''giustificazioni'', ovvero la possibilità per i gruppi parlamentari di non far decurtare la diaria (perdendo 206 euro) a deputati assenti dall'Aula e che, pur non essendo in missione, sono considerati impegnati nello svolgimento di attività per il gruppo. Le giustificazioni vengono ammesse solo per un deputato ogni cinquanta; precedentemente lo erano per uno ogni venti. Quanto alle malattie, possono essere giustificate solo per ''gravi motivi'' come i ricoveri ospedalieri, e devono essere sostenute da una adeguata documentazione medica.

Leggi tutto