Milano, passo indietro di Boeri. A Pisapia l'ultima parola

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L'assessore alla Cultura e all'Expo del Comune ha rimesso le sue deleghe nelle mani del sindaco che ora deciderà se accettare le dimissioni. Il dietrofront dopo una serie di divergenze. L’architetto: "Una scelta difficile, un atto distensivo"

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Alla fine Stefano Boeri fa un passo indietro. L'assessore alla Cultura e all'Expo del Comune di Milano ha rimesso le sue deleghe nelle mani del sindaco, Giuliano Pisapia, che ora si riserverà di valutare il da farsi.
Nella mattinata di lunedì 28 novembre, infatti, l'architetto ha inviato una lettera indirizzata a Pisapia in cui, dopo le divergenze degli ultimi giorni, ha riconsegnato le deleghe di Cultura ed Expo.

Boeri: "Una scelta difficile" - "Una scelta difficile" che "va intesa come un atto distensivo e di fiducia nei confronti del sindaco": così Stefano Boeri commenta la decisione. Una scelta maturata "nel corso di in una lunga riunione" con il Pd meneghino.
"Questa mattina ho rimesso nella mani del sindaco Pisapia le deleghe alla Cultura, Moda, Design ed Expo che mi erano state assegnate all'atto di costituzione della nuova Giunta comunale, nel giugno scorso - spiega Boeri -. Una scelta difficile che ho voluto condividere ieri notte, nel corso di in una lunga riunione, con i consiglieri, gli assessori e i segretari milanesi del Partito Democratico e che va intesa come un atto distensivo e di fiducia nei confronti del Sindaco".

Chi è Boeri - Architetto e urbanista, Stefano Boeri era capolista del Partito Democratico nelle elezioni amministrative della scorsa primavera (è stato il più votato dopo Berlusconi con quasi 13 mila preferenze), che hanno portato alla vittoria di Pisapia. Candidato alle primarie di coalizione indette per scegliere il candidato sindaco di Milano del centrosinistra, era stato battuto dall'attuale primo cittadino del capoluogo lombardo.

Lo scontro con Pisapia - Nelle ultime settimane i rapporti tra l'assessore e il sindaco di Milano (in realtà con tutta la Giunta) si erano decisamente incrinati. Ma le scintille erano già iniziate un anno fa con le primarie per poi proseguire nei primi sei mesi di amministrazione della città.
Troppe le divergenze e le uscite pubbliche di Boeri in contrasto con le scelte della Giunta. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la posizione dell'assessore sul Museo di Arte Contemporanea, che ha spinto Pisapia a uscire allo scoperto e a dissociarsi pubblicamente con il suo assessore.

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