Clima, Clini: “La sfida è sviluppare le energie rinnovabili”

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Il ministro dell’Ambiente a SkyTG24 sottolinea l’importanza di investire nelle energie alternative. Quanto al nucleare, dopo il referendum “non c’è una prospettiva per realizzare impianti” ma è importante che la ricerca vada avanti

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“La sfida più importante è quella negli investimenti nelle nuove energie rinnovabili e credo che l’Italia debba fare la sua parte in un mercato che è diventato molto competitivo”. Lo ha affermato a SkyTG24 il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che si è anche detto pronto a scommettere che “l’evoluzione in questo campo nei prossimi anni sarà come quella che c’è stata nel sistema delle telecomunicazioni alla fine degli anni Novanta”.

A proposito della 17esima Conferenza delle Nazioni Unite dedicata al clima, che si è aperta a Durban e a cui partecipano delegazioni da 190 Paesi e organizzazioni di tutto il mondo, il ministro ha detto: “Abbiamo di fronte una sfida molto complicata. Per ridurre le emissioni di carbonio e proteggere il clima dobbiamo cambiare il sistema energetico. Dobbiamo sviluppare e far crescere il ruolo delle fonti rinnovabili. Deve avvenire su una scala globale, tenendo presente che la maggior parte delle emissioni arrivano dalla Cina e dagli Stati Uniti, due paesi non vincolati dal protocollo di Kyoto. L’Unione europea vuole il proseguimento del protocollo di Kyoto e l’allargamento ad altre economie. E’ questa la sfida di Durban”. Sul tavolo del summit c’è infatti in ballo il futuro del Protocollo di Kyoto, l'unico trattato internazionale vincolante per ridurre l'emissioni inquinanti, la cui prima fase si concluderà alla fine del 2012. Tra gli obiettivi del summit, anche quello della creazione entro il 2020 di un fondo per il clima da 100 miliardi di dollari l'anno per aiutare i Paesi più poveri a far fronte ai costi della riduzione delle emissioni di gas serra.

Quanto al nucleare, Clini ha sottolineato che il risultato del referendum “è chiaro, non credo ci sia una prospettiva per realizzare impianti in Italia nei prossimi anni. Si tratta però di una tecnologia ancora presente a livello mondiale, suscettibile di evoluzione ed oggetto di ricerche importanti. Il mio auspicio è di guardare a queste prospettive senza pregiudizio. Di fare in modo che l’Italia continui ad essere parte del gruppo di Paesi che partecipano alla ricerca per lo sviluppo di nuove tecnologie anche per il nucleare”.

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