L'Ue promuove Monti. Ma Fitch: "Italia già in recessione"

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Il commissario europeo all'Economia, Olli Rehn: "Le priorità fissare sono quelle giuste, il paese ha le carte in regola per superare la crisi". Il premier: "Misure da fare entro breve e col consenso delle parti sociali". L'agenzia di rating però vede nero

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Dopo aver incassato la "piena fiducia" da Germania e Francia e poi dalla Ue, che con i commissari Olli Rehn e Michel Barnier approva il programma di riforme messo in cantiere dall'Italia, ora il premier Mario Monti guarda a partiti e parti sociali per chiudere la squadra di governo e arrivare entro Natale, con il "consenso" di tutti, all'approvazione alle Camere del primo pacchetto di riforme strutturali che, secondo le parole d'ordine del nuovo esecutivo, devono essere "incisive" sui conti pubblici ed "eque" sul fronte sociale. Evitare i "passi falsi", che possano turbare i mercati e rompere gli equilibri politici, già delicati, su cui si fonda il governo, sembra essere lo stile dell'esecutivo, pur consapevole della necessità di "tempi rapidi" per rilanciare la crescita del paese.
"Presenteremo le misure quando siamo sicuri, non si possono fare annunci e poi tornare indietro", spiega il ministro dell'Ambiente Claudio Clini marcando la distanza da una politica più di parole che di risultati.
Intanto, però, Fitch ha tagliato il rating a lungo termine di 8 banche italiane di medie dimensioni, fra cui Banca Popolare di Milano e Banca Popolare dell'Emilia Romagna. La decisione, spiega una nota, riflette il peggioramento dell'ambiente economico fin dal 2008 che, dopo la recessione, mostra segnali di lenta ripresa. L'Italia "è probabilmente già in recessione", ribadisce Fitch. Lo scorso 7 ottobre l'agenzia tagliò il rating dell'Italia portandolo ad 'A+' con outlook negativo.

Ue: l'Italia può superare la crisi  - Ma un incitamento all'azione del governo, nonostante le "sfide drammatiche" dell'Italia, è arrivato venerdì 25 novembre negli incontri avuti a Palazzo Chigi con il commissario europeo agli affari economici e monetari Olli Rehn e con il commissario europeo per il mercato interno, Michel Barnier che ha garantito che "l'Italia non è sotto tutela". (IL VIDEO)

Rehn: "Don Camillo e Peppone avrebbero appoggiato Monti" - Toni rassicuranti quelli usati dai vertici Ue. "L'Italia ha di fronte sfide formidabili che in gran parte derivano da debolezze ben note di lungo periodo, antiche" ha detto il commissario europeo agli Affari economici Rehn spiegando ai deputati italiani che "con il vostro sostegno il nuovo governo deve produrre risultati sul consolidamento di bilancio e adottare ambiziose misure per rilanciare la crescita garantendo al tempo stesso l'equità sociale".  In precedenza, il commissario europeo aveva aperto il suo intervento concedendosi una battuta: "Ho sempre amato la cultura italiana, da ragazzo leggevo i libri di Guareschi e mi piace pensare che sia Don Camillo che Peppone sosterrebbero oggi il governo Monti...".

Contagio si allarga all'Europa centrale - "I paesi vulnerabili, inclusa l'Italia, stanno irrobustendo i loro bilanci - ha poi continuato Rehn - L'unica soluzione è ridurre il debito ma anche attuare le riforme strutturali per la crescita". "E' fondamentale convincere gli investitori che stiamo prendendo le misure necessarie per far fronte alla crisi: è urgente iniziare a produrre risultati sui vari elementi di questa strategia".  "Il contagio" della crisi dei debiti sovrani - ha quindi avvertito il commissario europeo - si sta diffondendo "dai paesi periferici" a quelli centrali, 'core', dell'Unione europea. Una crisi che sta avendo in Europa un forte impatto sociale e "preoccupa soprattutto la disoccupazione giovanile così elevata, uno spreco enorme di talenti che l'Europa non può permettersi".

La Germania non decide da sola - "Siamo favorevoli ad una riforma finanziaria molta incisiva, favorevoli ad una tassazione delle transazioni finanziarie".  Rehn ha precisato che sarebbe necessario "un accordo dei 27 Stati membri", ma "se ciò non avviene, almeno i Paesi di area euro dovrebbero fare un passo avanti verso la tassazione delle transazioni finanziarie".  Il commissario ha poi aggiunto che "la Germania è senz'altro uno Stato membro molto importante, ha un ruolo fondamentale ma non decide da sola. La cancelliera Angela Merkel, per quanto riguarda l'unione fiscale, dovrà negoziare con altri 26 paesi europei o 16 dell'eurozona, nonché con la Commissione".

Se cade l'Italia cade anche l'euro -  E della Merkel ha parlato anche Mario Monti nel corso del Consiglio dei ministri di venerdì 25 novembre a Palazzo Chigi. "Se cade l'Italia cade anche l'euro, con esiti imprevedibili". Queste sarebbero state le parole dette dalla cancelliera tedesca e da Nicolas Sarkozy a Mario Monti durante l'incontro di Strasburgo e riportate dal premier italiano durante il cdm.
L'unica strada da seguire, secondo Monti, è perseguire gli impegni nel raggiungere gli obiettivi stabiliti in sede europea (a partire da quel pareggio di bilancio da raggiungere entro il 2013). Per farlo, ha spiegato Monti, saranno necessarie riforme strutturali "eque ma incisive" da perseguire con il consenso delle parti sociali".

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