Fornero: "La riforma delle pensioni c'è e va accelerata"

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Il ministro del Lavoro: "Occorre più rigore ed equità. A pagare non siano sempre i più deboli". E sulla chiusura dello stabilimento Fiat di Termini Imerese: "Seguiamo il caso con attenzione". VIDEO

"Rigore ed equità". Sono queste le parole d'ordine che per il neo ministro del Lavoro, Elsa Fornero, abbina al programma di crescita che il nuovo governo è intenzionato a portare avanti, insieme alla riforma pensionistica, che è stata "già parzialmente fatta e i tempi potranno essere accelerati".

"A pagare non siano sempre i più deboli" - Il rigore, dice per un videomessaggio davanti alla platea dell'assemblea della Cna, è "necessario per sanare lo squilibrio economico e finanziario che il resto del mondo ha dimostrato di non tollerare chiedendoci un rientro dal debito in tempi rapidi" e associato anche "ad una azione improntata a sobrietà"; l'equità "implicherà che i sacrifici imposti siano equilibrati in funzione della capacità di sopportazione dei singoli" perché "non possono essere sempre i più deboli, non solo per reddito, a sopportare i maggiori sacrifici".

"Fiscalità attenta alla crescita" - Con interventi di rigore ed equità, dunque, "si potranno rimuovere e attenuare i lacci e lacciuoli che hanno impedito al Paese di crescere. L'azione di risanamento è particolarmente complessa anche perché nel medio termine deve superare i nodi strutturali esistenti", dice ancora guardando ai trasporti, all'energia, all'istruzione ma anche alla burocrazia che per le pmi fa rima con costi e lentezze.
Una situazione "difficile", che però per Fornero può contare su alcuni elementi positivi: "I risparmi delle famiglie sono comparativamente più elevati; la riforma pensionistica è stata già parzialmente fatta e i tempi potranno essere accelerati, un'imprenditoria diffusa che contribuisce all'azione di rilancio", dice, indicando ancora la necessità di attivare "meccanismi più efficienti di presenza pubblica; di una fiscalità attenta alla crescita; di una trasparenza ed equità fiscale".

"Il governo segue il caso con attenzione" - Spazio poi al caso Fiat, con la chiusura dello stabilimento di Termini Imerese. "Sono di Torino e vivo a Torino, mi è quindi impossibile non parlare di Fiat nel giorno in cui uno storico stabilimento chiude i battenti", prosegue il ministro, riconoscendo come il Lingotto sia "simbolo della capacità produttiva e dell'identità nazionale" e di come la sua produzione si avvalga " dell'indotto di imprese artigiane".
Per questo "all'insegna dei principi di rigore, equità e crescita il governo segue con moltissimo attenzione il caso Fiat nella convinzione che le parti condividano questo approccio", ribadisce, con un chiaro riferimento anche alla disdetta del contratto nazionale da parte del Lingotto e le preoccupazioni seguite da parte dei lavoratori.

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