Onorevoli pensioni addio: il Senato abolisce i vitalizi

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Il provvedimento entrerà in vigore solo per i nuovi eletti della prossima legislatura. La decisione segue quella presa dalla Camera dei deputati. Probabile l'adozione di un sistema contributivo simile all'Inps

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Dalla prossima legislatura cambierà il sistema con cui vengono calcolate le pensioni per i senatori.
Il Consiglio di presidenza del Senato, presieduto da Renato Schifani, ha infatti deliberato all'unanimità il superamento dell'attuale sistema degli assegni vitalizi, come vengono tecnicamente chiamate le pensioni maturate dai parlamentari al termine del loro mandato.
I nuovi vitalizi dovrebbero essere calcolati in base ai contributi effettivamente versati. Per i senatori in carica, però, non cambia nulla: il nuovo sistema, infatti, entrerà in vigore per i nuovi eletti della prossima legislatura.

Della modifica del sistema dei vitalizi si parla ormai dalla scorsa legislatura, e alla Camera già alla fine di luglio si era deciso di intervenire.
Era infatti il 21 luglio quando l'ufficio di presidenza di Montecitorio aveva stabilito la "definizione di una proposta di sostituzione dell'attuale sistema, a decorrere dalla prossima legislatura, con un nuovo sistema di tipo previdenziale analogo a quello previsto per la generalità dei lavoratori".

Ora anche il Senato si è allineato: bisogna adesso attendere, in entrambi i rami del Parlamento, la fissazione da parte dei deputati questori dei nuovi criteri di calcolo della pensione per gli onorevoli. In ogni caso, la soluzione che sembra prevalere sarebbe quella di adottare il sistema contributivo, con criteri uguali o molto simili a quelli dell'Inps.

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