Anche la Camera dà fiducia a Monti. Napolitano si congratula

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Dopo il via libera del Senato arriva anche quello di Montecitorio. Il premier dopo il voto: "Chiederemo di più a chi ha dato meno". Il capo dello Stato: "Clima nuovo, spero sia di buon auspicio". Berlusconi: "Mai detto che staccherò la spina". VIDEO

Monti: "Chiederemo di più a chi ha dato meno"
Enrico Letta a Monti: "Come posso esserti utile?"

Gli interventi alla Camera di:
Antonio Di Pietro - Pier Luigi Bersani - Pier Ferdinando Casini - Angelino Alfano - Marco Reguzzoni

Schede
: Tutti i ministri del governo Monti - Le foto - L'esordio di Monti al Senato: la tag cloud

Video:
Monti scherza: staccare la spina? Non siamo un polmone artificiale - Dal giuramento al saluto con Berlusconi - Monti: "No a un governo a tempo"

Le foto:
Da Berlusconi a Monti: le tappe della crisi - Berlusconi: il giorno più lungo - Scilipoti col lutto al braccio§

(in fondo all'articolo tutti i video della giornata)

Governo Monti, secondo atto. Il nuovo esecutivo guidato dall'economista, dopo aver incassato la fiducia al Senato, riceve dalla Camera l'altro via libera con 556 voti a favore. I no sono stati 61. Così come accaduto a Palazzo Madama, da Montecitorio è arrivato l'ok da tutte le forze politiche, a eccezione della Lega.
Berlusconi, che ha detto giovedì: "il governo dura finché vogliamo noi", è tornato a parlare del nuovo governo ma non ha partecipato al dibattito in Aula: "Non ho mai detto che staccherò la spina a Monti".



Gli auguri di Napolitano - Un "bravo" a Mario Monti. E gli auguri a tutto il governo. Così Giorgio Napolitano ha salutato la nascita in Parlamento, a pieni voti, dell'esecutivo per cui si è tanto prodigato. "Veramente confido - ha detto - che il clima che si è respirato oggi alla Camera e ieri al Senato sia di buon auspicio, innanzitutto per il superamento dei problemi e delle difficoltà che il governo e l'Italia hanno davanti, e anche per favorire una evoluzione positiva in generale dei rapporti tra le forze politiche e parlamentari".



L'intervento di Monti -
Dopo gli interventi dei singoli gruppi (qui sotto, tutti i video), Monti ha voluto ringraziare il presidente della Repubblica Napolitano, il premier uscente Silvio Berlusconi e l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, "una persona grandemente rispettata da tutti", che "mi ha fatto la cortesia di essere presente sia oggi alla Camera che ieri alla tribuna del Senato".
L'economista ha poi ribadito che il suo sarà "un governo di impegno nazionale" e ha tranquilizzato sui tempi dell'esecutivo, smentendo dunque implicitamente l'ipotesi di una sua ricandidatura alle prossime elezioni ("non restermo qui per molto").
Monti ha smentito di essere un uomo dei poteri forti ("magari ce ne fossero in Italia, di poteri forti") ha detto poi di "non volere una fiducia cieca" dal parlamento e ha replicato anche alle accuse leghiste (in fondo all'articolo, il video) sul centralismo del suo programma: "Non vedo alcuna contraddizione tra quanto è stato deciso in materia di federalismo, che il governo intende seguire da vicino soprattutto per quanto il federalismo fiscale, e l'aver istituito uno specifico ministero sulla coesione sociale". Nella conferenza stampa seguita al voto poi Monti ha affermato che nelle prossime riforme verrà chiesto di più a chi finora "ha meno contribuito".
Intanto filtrano le prime indiscrezioni sulle misure che il governo dovrà adottare: la manovra, secondo diversi osservatori, dovrebbe consistere in tagli e nuove tasse per recuperare almeno 11 miliardi.

Franceschini (Pd): "Legge elettorale, Senato federale e nuovi regolamenti" - Il dibattito, a Montecitorio, era iniziato nella prima mattinata di venerdì con l'emiciclo dalla parte del centrodestra semivuoto, e quello del centrosinistra quasi completo.
Tra i primi a prendere la parola, il capogruppo Pd Dario Franceschini, che ha chiesto una legge sulla nazionalità italiana in base allo ius soli e tre riforme: "Una nuova legge elettorale che restituisca agli elettori il diritto di scegliersi gli eletti"; "un Senato federale, delle autonomie che porti al monocameralismo e quindi alla riduzione del numero dei parlamentari" anziché "la proposta del dimezzamento dei parlamentari che lascerebbe intatti i difetti del bicameralismo"; infine, "la modifica dei regolamenti parlamentari", che che presentano aspetti ormai "barocchi".



Donadi (Idv): "Tagli agli enti inutili e potenziamento dell'Antitrust" - Spazio poi all'Idv. Massimo Donadi parla di una "relazione programmatica con molti punti di convergenza", ma avverte che "vi saranno aspetti sui quali in Aula ci dovremmo confrontare": "saremo spettatori, ma protagonisti con le nostre idee di riforme, in un Paese che di riforme ha tanto bisogno".
Donadi fa un accenno ai possibili conflitti di interessi dei ministri del nuovo esecutivo ("vigileremo") e chiede poi un taglio radicale degli enti secondari  e una sostanziale revisione dell'Antitrust, "che deve assomigliare al modello che Monti ha portato in Europa: più poteri per contrastare davvero quelle forze e quei potenti con troppe sacche di privilegio".


Galletti (Udc): "Occorre una fase di riconciliazione" - Semaforo verde per il governo anche dall'Udc. "La riconciliazione nazionale - dice Gian Luca Galletti - non prevede la graduatoria dei vincitori e dei vinti, ma che ci sia al contrario la responsabilità, l'unità, la voglia e la passione per fare ciò che serve al Paese. Non avrebbe senso a questo punto litigare su ciò che è stato fatto negli ultimi anni: sarebbe un male".


Cicchitto (Pdl): "La crisi finanziaria non è colpa di Berlusconi" - Più polemico, l'intervento di Fabrizio Cicchitto. Il capogruppo del Pdl auspica comunque che anche grazie all'azione del governo Monti "nasca un bipolarismo non più caratterizzato dalla demonizzazione e dallo scontro frontale ma un bipolarismo fisiologico di stampo europeo". Intervenendo nel dibattito sulla fiducia, Cicchitto chiede poi all'esecutivo di essere "capace di porsi al di sopra degli interessi che sono in esso presenti". E ricorda che nel rassegnare le dimissioni "Berlusconi ha fatto 2 atti di responsabilità: ha dato dimissioni, ma ha anche dato l'appoggio questo governo senza il quale non saremmo a discutere qui il suo governo, ma a preparare le elezioni anticipate".
Apprezzando il modo in cui come Monti si è confrontato con le forze politiche e con il parlamento, aggiunge poi che gli ultimi dati delle Borse "dimostrano come i valori dello spread non dipendessero dall'esecutivo precedente".



Della Vedova (Fli): "Dobbiamo lavorare sodo" - Alla posizione del Pdl replica il capogruppo Fli alla Camera Benedetto Della Vedova: "La crisi finanziaria dramamtica che attanaglia l'Europa ha un grave e specifico italiano. Noi dobbiamo innanzittutto lavorare sodo per ridurre questo rischio". Per Futuro e libertà, "è esplosa una crisi di credibilità della politica e della finanza pubblica del nostro Paese. Abbiamo sempre pensato che il cambio di stagione fosse una condizione necessaria, ma non abbiamo pensato mai che fosse una condizione sufficiente".



La Lega: "No ad ammucchiate" - L'unico partito a votare contro, la Lega, che con la deputata Francesca Martini conferma che il Carroccio resterà all'opposizione, evitando "grandi ammucchiate".



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