Monti, 281 sì al Senato. Il programma: Ici, pensioni, lavoro

1' di lettura

Nessuna sorpresa, il governo ottiene la fiducia. La Lega vota contro. Il premier aveva illustrato in Aula le linee guida: pareggio di bilancio e crescita gli obiettivi. Tra le misure anche lotta all’evasione e taglio ai costi della politica. IL DISCORSO

Schede: Tutti i ministri del governo Monti - Le foto - L'esordio di Monti al Senato: la tag cloud

Video:
Dal giuramento al saluto con Berlusconi - Monti: "No a un governo a tempo"

Le foto:
Da Berlusconi a Monti: le tappe della crisi - Berlusconi: il giorno più lungo

Approfondimenti: Tutte le reazioni politiche - Tutto il Berlusconi IV: i 1.283 giorni del Cavaliere - Conflitti d'interessi e poteri forti - Un italiano su due si sente rappresentato da Monti

Nessuna sorpresa. Nella serata di giovedì 17 novembre il Senato ha dato la fiducia a Mario Monti e alla sua squadra di governo con 281 voti favorevoli (25 voti contrari, quelli dei senatori leghisti, nessun astenuto, votanti 306), diventando così il governo che a Palazzo Madama ha avuto più voti al suo insediamento nella storia della Repubblica. Venerdì sarà la volta della fiducia alla Camera.
In mattinata il neo presidente del Consiglio aveva illustrato davanti ai senatori il suo programma (qui la tag cloud del discorso): il professore ha parlato di modifica della pressione fiscale per renderla favorevole alla crescita; interventi sulla casa e lotta all'evasione fiscale; riforma del mercato del lavoro per evitare che alcuni siano eccessivamente tutelati ed altri privi di tutele; valorizzazione del capitale umano e livelli di istruzione in linea con quelli europei; priorità ai giovani e alla valorizzazione dei talenti. Per il neo premier è ineludibile il taglio dei costi della politica. Monti ha concluso definendo il compito difficilissimo e aggiungendo: "Se falliremo, se non raggiungeremo le riforme che servono, saremo tutti sottoposti a condizioni ben più dure".
Non sono mancate le reazioni. L’ok del Pd e del Terzo Polo ma anche la minaccia di elezioni dell’ex premier Silvio Berlusconi, che ha detto: “Questo governo dura finché vogliamo noi”. Restano all’angolo Idv e Sel. Per Vendola “la politica resta profondamente conservatrice”.
Buono invece il giudizio dell'Ue e della cancelliera tedesca Angela Merkel. Ma Piazza Affari ha viaggiato ancora in territorio negativo.

La fiducia del Senato: guarda l'annuncio e gli auguri di Schifani



"Berlusconi ha facilitato la mia successione" - Giovedì mattina, nel prendere la parola per il suo primo discorso programmatico, Monti non ha nascosto l'emozione. "E' con grande emozione che prendo la parola per la prima volta in quest'Aula accresciuta anche per l'accoglienza che mi avete riservato". E ha aggiunto: “Sono onorato di far parte del Senato”. Poi ha ringraziato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente del Senato Renato Schifani e ha rivolto "un pensiero di ringraziamento e cordialità a Silvio Berlusconi del quale mi fa piacere riconoscere l'impegno nel facilitare la mia successione a lui".

Difendere il ruolo del Parlamento - “Il Parlamento è il cuore pulsante di ogni politica di governo, snodo decisivo per il rilancio della vita democratica. Al Parlamento vanno riconosciuti dignità, credibilità e autorevolezza. Da parte mia e nostra ci sarà sempre una chiara difesa del ruolo del Parlamento". Tra le necessità illustrate da Monti anche quella di riportare al centro della politica "il senso dello Stato". "Non avrò certo la supponenza di chi è tecnico. Spero che il mio governo ed io potremo contribuire in modo rispettoso a riconciliare maggiormente i cittadini e le istituzioni, i cittadini e la politica".

"Noi siamo l'Europa" - Sulla situazione economica italiana: "Non possiamo essere considerati l'anello debole dell'Europa. Dobbiamo convincere i nostri partner europei che abbiamo imboccato la strada" per ridurre il debito pubblico. E ha sottolineato: "Non esiste un'Europa e noi, noi siamo l'Europa". 

Sacrifici equi - La distribuzione dei "sacrifici sarà equa. E tanto maggiore sarà l'equità della loro distribuzione tanto maggiore sarà la loro condivisione" ha assicurato confidando che questo porterà anche ad una maggiore condivisione non solo nel paese ma anche in Parlamento delle misure prese.

Spread e riforme - Lo spread dipende dalla capacità del Paese di fare riforme anche e soprattutto riforme di lungo periodo perché "le scelte degli investitori che acquistano debito pubblico sono guidate dalle loro aspettative su come sarà l'Italia fra dieci e vent'anni".

Riforma del lavoro - Il mercato del lavoro dove alcuni sono fin troppo tutelati, mentre altri sono privi di tutele" deve essere riformato per avere un "sistema più equo", ma il nuovo quadro normativo "verrà applicato ai nuovi rapporti di lavoro" non a quelli in essere. Per quanto concerne la contrattazione occorre "spostare il baricentro verso i luoghi di lavoro".

Donne e giovani - E sulle donne: "L'inserimento e la permanenza al lavoro delle donne è una questione indifferibile. Bisogna conciliare le esigenze del lavoro e della famiglia oltre che di sostegno alla natalità". E ha annunciato che si studierà "una tassazione preferenziale per le donne". Monti ha assicurato che una delle priorità del governo sarà anche il lavoro per i giovani. "Dobbiamo porci l'obiettivo di eliminare i vincoli che impediscono di sfruttare le potenzialità dei giovani", dice Mario Monti annunciando "misure che valorizzino le capacità individuali e eliminino ogni possibilità di cooptazione". "L'Italia ha bisogno dei suoi talenti", sostiene il Professore. "La mobilità è la nostra alleata: mobilità sociale e geografica", afferma ancora il premier.

Ici - "L'esenzione dall'Ici delle abitazioni principali è una peculiarità se non un'anomalia del nostro ordinamento" ha detto Monti dopo aver affermato che sarà necessario "riesaminare il peso del prelievo sulla ricchezza immobiliare".

Pensioni - "Il nostro sistema pensionistico rimane caratterizzato da ampie disparità di trattamento, tra fasce d'età e categorie, con alcune aree di ingiustificati privilegi".

Tagli ai costi della politica - "Davanti ai sacrifici che saranno richiesti ai cittadini sono ineludibili interventi sui costi del funzionamento degli organi elettivi". Monti ha annunciato che provvederà ad una spending review del fondo unico della presidenza del Consiglio. Il neo premier ha poi parlato del riordino delle province che "può essere disposto con legge ordinaria, la riforma della Costituzione potrà completarne il processo".

Pareggio di bilancio - Monti si è poi detto favorevole all'introduzione in Costituzione della norma sul vincolo di bilancio, perché "può contribuire a  mantenere nel tempo il pareggio di bilancio programmato nel 2013".  "Anche in considerazione della complessità della regola sarà opportuno studiare l'esperienza di alcuni Paesi europei che hanno affidato ad autorità indipendenti la valutazione del rispetto sostanziale della regola".

Cuneo fiscale - Meno spesa pubblica implica risparmi e in prospettiva si deve pensare alla pressione fiscale che in Italia "è elevata"; dunque essa andrà "modificata per renderla favorevole alla crescita", specie alleggerendo il peso su impresa e lavoro. Un netto riferimento al monitoraggio della ricchezza va nella direzione nella lotta all'evasione fiscale.

Lotta all'evasione - "L'evasione fiscale continua ad essere un fenomeno rilevante, occorrono interventi incisivi in questo campo. Serve abbassare la soglia dell'uso del contante" dice il presidente del Consiglio.

Leggi tutto