Un italiano su due si sente rappresentato dal governo Monti

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Il dato emerge da un sondaggio realizzato da Demoskopea per Dagospia. Più del 64% ha dichiarato inoltre di avere fiducia nel nuovo esecutivo. I ministri, ad eccezione di Corrado Passera, sono però sconosciuti dalla maggior parte degli intervistati

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Il 53,5% degli italiani si sente rappresentata da un governo tecnico costituito da personalità competenti e di prestigio ma non espressione diretta di un partito o di uno schieramento politico. Due italiani su tre hanno fiducia nell’esecutivo di Mario Monti, anche se i ministri risultano per lo più sconosciuti. E’ quanto sostiene un sondaggio realizzato da Demoskopea per il sito Dagospia, condotto il 16 novembre, giorno della formazione del nuovo governo, su un campione di 500 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne, con il metodo Cati.

Uno su tre si sente rappresentato - I cittadini che si sentono più rappresentati, secondo il sondaggio, vivono nelle aree del Centro (65,5%) e del Nord Est (58,1%) quelli meno nelle aree del Nord Ovest (48,9%) e del Sud / Isole (47,5%). I cittadini che nel 2008 hanno dichiarato di aver votato per il centrosinistra si sentono più rappresentati (67,9%) di quelli che hanno votato per il centro destra (44%).

Quasi due su tre hanno fiducia - Sempre secondo il sondaggio quasi 2 italiani su 3 (il 64,4%) dichiarano di avere fiducia nel nuovo governo (il 9,9 % molta e il 54,5% abbastanza). Il 59,9% ritiene che il nuovo governo prenderà provvedimenti nell'interesse generale anche se un terzo del campione (33,5%) pensa che i suoi esponenti siano espressione di interessi politici ed economici particolari.

Diffidenza sul rapporto con i partiti - Solo il 10,4% degli intervistati ritiene che i partiti politici sosteranno il governo con convinzione. Il 55,6% pensa che i partiti lo sosteranno perché non possono fare altrimenti, il 18,7% che gli faranno prendere misure impopolari e poi lo scaricheranno, il 10,7% che lo ostacoleranno apertamente.

Le priorità del governo - Il 71,6% del campione intervistato ritiene che la priorità del governo sia rappresentata dai tagli ai costi della politica, seguita dalla lotta all'evasione 56,6%, dalla lotta ai privilegi di alcune classi (51,2%) e dalla riforma delle pensioni (40,6%). Priorità che coincidono con le linee guida del programma di governo presentato al Senato dal neo premier Mario Monti (qui il discorso integrale). Il privilegio della cosiddetta "casta" ritenuto di gran lunga il più odioso è costituito dai benefici pensionistici (55,3%) seguito a lunga distanza dagli incarichi a persone senza alcuna qualifica (15,5%) e dall'auto blu (14,8%).

Le misure anticrisi toccheranno il lavoro - Per un italiano su due (50,3%) l’area della sicurezza e della tutela del lavoro sarà quella che risentirà maggiormente delle misure anticrisi seguita dall’assistenza sanitaria (42,9%), dalla pubblica istruzione (33,4%) e dalla pubblica sicurezza (24,9%).

Passera il più conosciuto –
La personalità più conosciuta nel governo è Corrado Passera ma i nuovi ministri sono per lo più sconosciti all'opinione pubblica. Passera è anche considerato dal 37,6% degli intervistati come il ministro più importante.

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