Governo, Passera va a Sviluppo, Infrastrutture e Trasporti

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56 anni, ad di Intesa San Paolo, è da sempre considerato vicino al centrosinistra. Polemiche per il possibile conflitto di interessi. Poco prima della designazione aveva detto: “Io ministro? Qualsiasi cosa dicessi creerebbe solo confusione”. LA SCHEDA

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“Io ministro? Qualsiasi cosa dicessi creerebbe solo confusione”. Così Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa San Paolo commentava appena qualche giorno fa i possibili rumor sulla sua possibile entrata in un nuovo governo.
Possibilità che si è puntualmente concretizzata: il banchiere è infatti il nuovo ministro dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture ed ei Trasporti .

Cinquantasei anni, comasco, ha avuto incarichi dirigenziali sia a Mondadori sia al gruppo L’Espresso. In oltre trent'anni di carriera si è occupato di informatica, finanza, editoria, credito, amministrazione pubblica, ancora banche.
Oggi, a 57 anni, il responsabile del Ministero di Via Veneto accetta la sfida di occuparsi del rilancio dell'economia italiana. Il banchiere è stato spesso dipinto con il cuore al centro che guarda a sinistra, (ha votato per le primarie del Pd), nominato da Prodi e Ciampi alla guida di Poste Italiane, è da decenni in sodalizio con il professor Bazoli, vicinissimo al leader dell'Unione. Negli ultimi anni però Passera si è sempre più smarcato da questa etichetta occupandosi, tra l'altro, e in prima persona, del risanamento di Alitalia, caro all'ex premier Berlusconi.

E proprio sul suo trascorso e sui suoi possibili conflitti di interesse, sono diverse le polemiche manifestate da diversi osservatori. Con l'assegnazione di tre deleghe fondamentali - Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti - Passera diventa infatti il super ministro dell'esecutivo. Se l'era berlusconiana è stata segnata da un evidente conflitto d'interessi, la nomina del manager rischia di riproporre il problema: "Fino a stamane, Corrado Passera era l’amministratore delegato della più importante banca italiana", ha ricordato Jacopo Tondelli su Linkiesta: "L’operatore che aveva svolto o tentato di svolgere un ruolo 'di sistema': in Alitalia, in Parmalat, o nelle grandi e medie partite infrastrutturali del Nord".

Laurea alla Bocconi di Milano (come Monti) e un master in Business Administration alla Wharton School di Philadelphia, il neo ministro si dimostra fin dai suoi primi passi nel mondo del lavoro un enfant prodige. Inizia la carriera come manager all'Olivetti e, dopo un'esperienza in McKinsey (1980-1985), torna a Ivrea dove diventa braccio destro dell'ingegnere, presidente, amministratore delegato e direttore generale della Cir. E' di quegli anni la sua prima esperienza nel mondo del credito: dall"88 al '95 è vice presidente del Credito Romagnolo.
Nel 1996 il vero debutto nel mondo delle banche: prima l'incarico di amministratore delegato e CEO del Banco Ambrosiano Veneto; poi, nel 2007 il nuovo ruolo in Intesa San Paolo; in mezzo, l’esperienza di CEO nelle Poste italiane.

Ha più volte ribadito che “non esistono i governi tecnici, il parlamento resta sempre sovrano” e si è sempre caratterizzato per un forte pragmatismo: “Ora è il momento di governare”, diceva intervistato da Maria Latella nel dicembre del 2010.
Sposato con la moglie Luce dal maggio 2011 (nozze blindatissime: qui le foto), ha una figlia di poco più di un anno; un’altra, secondo alcuni rumor, sarebbe in arrivo. È da sempre considerato vicino al centrosinistra.

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