Ambiente a Corrado Clini, l'uomo dello sviluppo sostenibile

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Da 21 anni è Direttore Generale del Dicastero di Via Colombo. Ha partecipato all'elaborazione del "Piano per la riduzione delle emissioni di gas serra". LA SCHEDA

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"Farò di tutto perché la strategia dello sviluppo sostenibile diventi la strategia della crescita dell'Italia". E questo "nel segno della continuità con il lavoro fatto".
Sono queste le prime parole del neo ministro dell'Ambiente, Corrado Clini. "Per me non è un punto di arrivo ma un lavoro", ha proseguito ancora emozionato dopo 21 anni da direttore generale. (Qui il curriculum del neoministro)

Dal 1990 al Dicastero dell'Ambiente - E' il negoziatore climatico per l'Italia in campo internazionale (nell'ambito della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici), ma è anche l'uomo che tiene insieme le aziende intorno all'idea di sviluppo sostenibile. Corrado Clini è direttore generale del ministero dell'Ambiente dal 1990, attualmente della Direzione per lo sviluppo sostenibile, il clima e l'energia del ministero  dell'Ambiente. Nato a Latina il 17 luglio 1947 è arrivato in via Colombo 25 anni fa ed è un vero  esperto del settore.

Cambiamenti climatici e protocollo di Kyoto -
Dal 1990 inizia a ricoprire ruoli internazionali: coordina il gruppo degli esperti dei Ministeri europei dell'energia e  dell'ambiente che hanno predisposto il primo programma della Unione Europea sui cambiamenti climatici. Nel 1995 coordina l'organizzazione della Seconda Riunione  Plenaria di Intergovernmental Panel on Climate Change di Roma che approva il II° Rapporto sul Clima, che apre la strada alla  approvazione del Protocollo di Kyoto.
Nel 1997 coordina la delegazione tecnica dell'Italia alla Terza Conferenza delle Parti firmatarie della Convenzione Quadro sui  Cambiamenti Climatici, che adotta il Protocollo di Kyoto; infine  ottiene fino al 2000 la responsabilità tecnica ed amministrativa della applicazione in Italia.

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