Monti: no a un governo a tempo, non lo accetterei

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Un esecutivo che possa durare fino alla fine della legislatura e che lavori per mettere a punto delle misure che richiederanno "sacrifici, ma non lacrime e sangue". Il bilancio del premier incaricato al termine del primo giorno di consultazioni. VIDEO

Primo giorno di consultazioni: la cronaca da palazzo Giustiniani

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Un governo che possa durare fino alla fine della legislatura e che lavori per mettere a punto delle misure che richiederanno "sacrifici, ma non lacrime e sangue".
Al termine della lunga giornata di consultazioni con le forze politiche, nel cuore di una crisi che Giorgio Napolitano definisce "delicatissima e cruciale", Mario Monti incontra i giornalisti a palazzo Giustiniani, chiede "coesione" affinché si "trasformi questo momento difficile in una opportunità" e spiega che la presenza di politici in prima persona nel governo è "una disponibilità e un desiderio". Ma se i partiti ritenessero che in questa fase non è opportuna una loro presenza, aggiunge, "l'importante è che diano un appoggio senza il quale non mi accingerei neanche al compito, presenza o no".
Il senatore a vita ha detto che martedì 15 novembre concluderà le consultazioni
sentendo anche i rappresentanti dei giovani e delle donne: "Dobbiamo avere il coraggio, credo, di orientare molto a questi due ambiti cruciali della nostra società le azioni di politica economica e di politica sociale. Quasi sempre ciò che giova ai giovani giova al Paese. Ecco perché la politica deve avere molta attenzione anche a chi non vota oggi".

Ministri politici nel nuovo governo - Per quel che riguarda la partecipazione diretta di esponenti politici al suo governo, Monti ha detto di averla sollecitata ma
non di ritenerla dirimente: "Credo che importante sia comunque che [i partiti e gli esponenti politici] diano l'appoggio senza il quale non mi accingerei nemmeno al compito".
Alla domanda se non sia preoccupato dall'andamento negativo dei mercati di lunedì 14 novembre, il presidente del Consiglio incaricato ha detto che i "tempi sono determinati dal tragitto politico e parlamentare" e che è già stato positiva la reazione che nei due giorni terminali della scorsa settimana i mercati hanno avuto alla prospettiva di andare verso la costituzione di un nuovo governo di emergenza.
"Sono sicuro che mercati avranno una impazienza temperata dalla razionalità", ha aggiunto Monti.

No a un governo a tempo - "L'orizzonte temporale nel quale il governo si colloca è
quella tra oggi e la fine della legislatura, primavera 2013. E' chiaro che il Parlamento in ogni momento può decidere che un governo non goda più della sua fiducia", ha poi risposto a una domanda sulla durata del tentativo al quale sta lavorando, aggiungendo perentoriamente che "se venisse prefissata una data al di qua, questa predeterminazione di durata toglierebbe credibilità all'azione del governo, è una definizione temporale che non accetterei". Monti ha concluso dicendo che "i segretari dei partiti siano presenti nel governo non mi sembra indispensabile ma sono convinto che il loro appoggio sia indispensabile".

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