#rimontiamo: così il web lancia la festa del dopo Berlusconi

Un foto scattata con uno smartphone nel pomeriggio quando anche agli ingressi laterali di Palazzo Chigi sono state esposte le bandiere e la folla presente ha applaudito
1' di lettura

Un tam tam crescente sui social network per salutare le dimissioni del premier. C'è chi invita a brindare, chi a esporre il tricolore. Intanto davanti a Palazzo Chigi si raduna la folla

Berlusconi e le dimissioni: cronaca del giorno più lungo

Gli approfondimenti:
Napolitano e la crisi - La Lega pensa già all' opposizione - La reazione della base sul web - La fotografia economica

Le reazioni e i commenti:
Buttiglione (Udc) - Cicchitto (Pdl) Maroni (Lega) - Napoli (Pdl) - D'Alema (Pd) - La Russa (Pdl) - Le parti sociali - Lagarde (Fmi) -De Bortoli (Corriere) - Ferrara (Il Foglio) - I corrispondenti internazionali

Le foto: Manovre di Palazzo - Senato, primo giorno di Monti - L'album fotografico

La satira: Gli Sgommati - Sora Cesira - Crozza


di Daniele Troilo

“Mettiamo il Tricolore alla finestra quando B. si dimette”. “Voi come festeggerete?”. “A Milano dove si va?”. Nelle stesse ore in cui Mario Monti incontra il premier Berlusconi a Palazzo Chigi e in cui la Camera si appresta a votare la Legge di stabilità, sul web parte questo tam tam: “Pronti a brindare?”.
Sembrano i preparativi per Capodanno, ma siamo al 12 novembre. Sui social network si fa sentire però la voce di chi aspetta da un momento all’altro l’annuncio delle dimissioni del presidente del Consiglio.
Nel primo pomeriggio di sabato l’attesa è un crescendo.

C’è chi si organizza, manco fosse appunto Capodanno o la finale di un Mondiale: caroselli di macchine per le strade, bandiere tricolore appese ai balconi, bottiglie di spumante da stappare. L’attesa è febbrile: per un pomeriggio, almeno sul web, l’assunto che le dimissioni del premier non porteranno automaticamente all’uscita dalla crisi politica e soprattutto economica passa in secondo piano. Ma tant’è.
A caricare di aspettative questo momento sono anche i politici. Il capogruppo del Pd alla Camera, ed ex segretario, Dario Franceschini, nella serata di mercoledì pubblica questo “appello” su Twitter: “Mettete in frigorifero le bottiglie di spumante... Sta arrivando il momento di stapparle..”. Lo ritwittano, cioè condividono il suo messaggio, più di cento persone.

Sul sito di microblogging, inoltre, tengono banco da diversi giorni le hashtag, cioè le parole chiave con cui viene identificato un argomento, come #308 (riferimento al numero sul quale si è fermata la maggioranza nel voto di quattro giorni fa sul rendiconto), #Colle (riferito al ruolo di Napolitano in questa crisi) e #rimontiamo (anagramma di Mario Monti ideato dal giornalista-enigmista Stefano Bartezzaghi).
I tweet fioccano a cascate. In molti fanno passaparola: “Mettiamo il Tricolore alla finestra”. L’idea, lanciata anche dallo scrittore Simone Perotti sul Fatto Quotidiano, sembra piacere a chi sguazza sui social network.

Su Facebook nascono invece diversi gruppi per tentare di trasferire l’energia che nasce dal web in piazza. Ma le adesioni si fermano a poche decine (almeno su Internet).
C’è il gruppo “Festa per le dimissioni di Berlusconi” e c’è anche quello “Bye Bye Silvio, party?”. Ne spunta addirittura uno in spagnolo: “Fiesta de renuncia de Berlusconi”. Gli iscritti sono solo 17.
In Italia a rilanciare l’evento è Gianfranco Mascia, del Popolo viola, che dà appuntamento all'esterno di Montecitorio. E annuncia: "Noi che per primi gli abbiamo chiesto di andarsene, accompagneremo Berlusconi a Palazzo Grazioli e al Quirinale. Oggi è il grande giorno". Domani si vedrà.

Intanto la Twitter-mania travolge anche i deputati (sono sempre di più gli onorevoli twittatori, sulla scia del democratico Andrea Sarubbi) e viene ufficialmente sdoganata in Aula dal finiano Della Vedova durante il suo discorso a Montecitorio.

Ecco il video in cui cita proprio l'hashtag #rimontiamo:

Leggi tutto