Governo Monti, Alfano: "Aspettiamo le consultazioni"

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Di fronte all'ipotesi di un esecutivo guidato dall'economista il partito del premier rimanda ogni decisione e si scopre diviso. Contrari invece la Lega Nord e Di Pietro. Vendola: solo con patrimoniale. Al via il totoministri

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Da un lato Bersani, Fini, Casini, Rutelli e parte del Pdl; dall'altro Bossi, Di Pietro e il Pd, anche se con qualche distinguo. E, in mezzo, l'incognita Berlusconi. L'annuncio del premier di prossime dimissioni e la nomina di Mario Monti a senatore a vita (venerdì 11 il debutto in Aula per il voto sul ddl stabilità) dà di fatto il via al dopo Berlusconi.
Secondo diversi osservatori, la designazione da parte di Napolitano dell'economista alla guida di un governo tecnico è ormai quasi certa. Meno certa, invece, è la posizione che alcuni partiti decideranno di tenere nei suoi confronti. In serata l'economista è salito al Colle per un incontro con Napolitano.

Alfano: "Aspettiamo le consultazioni" - Il Pdl si scopre attendista, con il segretario Angelino Alfano che spiega: "Siamo fermi alle decisioni del nostro ufficio di presidenza della settimana scorsa, che aveva chiesto di andare ad elezioni. Non vogliamo però intralciare le consultazioni del Presidente della Repubblica e quindi abbiamo riconvocato l'ufficio di presidenza per la decisione finale". Di fronte alle diverse posizioni che stanno emergendo nelle ultime ore all'interno del suo partito, Alfano rassicura che "non siamo spaccati, stiamo discutendo e quando prenderemo la decisione quale che essa sia sarà una decisione unitaria".

Pdl diviso, Berlusconi sarebbe favorevole - Che il partito del premier sia diviso al suo interno emerge però nei quotidiano del mattino. Per il Corriere della Sera, "Silvio Berlusconi ha aperto all'ipotesi di un governo di emergenza, diretto da una figura di spicco come Mario Monti, sostenuto da una maggioranza diversa da quella attuale".
Ma il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi dice no alla "guida di un tecnocrate", mentre Fabrizio Cicchitto spiega che "il nodo non è ancora sciolto".
E diversi retroscena pubblicati sui quotidiani parlano di una consistente fronda nel Pdl, di area ex An, guidata dal ministro Matteoli, che vorrebbe andare subito alle urne. Una tesi comunque smentita dal diretto interessato a SkyTG24, che comunque conferma l'intenzione di arrivare subito al voto:



Bossi: "Stare all'opposizione è bello" - L'ipotesi di un governo tecnico non piace all'alleato storico del Pdl. Bossi non vuole infatti la Lega in un nuovo esecutivo di responsabilità prima delle elezioni. "Stare all'opposizione è bello", dice il leader del Carroccio che aggiunge: "Non parteciperemo mai a nessuna ammucchiata". Ma resta da vedere se la linea del Senatùr sarà seguita da tutto il suo partito. Posizioni confermate da Roberto Maroni secondo cui, "se il presidente della Repubbica desse l'incarico a una persona  non espressione della coalizione uscita vincitrice dalle urne nel 2008 la Lega passerà all'opposizione". Guarda il video:



Di Pietro: "No a governi tecnici prima delle elezioni" - Il no a un governo Monti arriva anche da Antonio Di Pietro, scatenando il malumore della base. Il leader dell'Italia dei Valori, durante un'intervista trasmessa su Canale 5, boccia l'idea di un governo prima di nuove elezioni, anche se fosse a guida Mario Monti. "Non ho informazioni di prima mano. Certo non vengono a raccontare a me cosa avviene, visto che l'Idv è l'unico partito a non essere nemmeno chiamato al Quirinale". "Io posso dire solo una cosa: in democrazia ci si presenta davanti agli elettori con un programma di governo. Chi vince guida il Paese, chi perde va all'opposizione. Non sosterrò un governo tecnico, perché sarebbe un governo sostenuto anche dalla maggioranza berlusconiana. Poi, nel caso questo nuovo governo dovesse fare un provvedimento che può servire agli interessi del Paese, potrò anche votarlo. Ma alla fiducia voterò no e staremo fuori dal governo".
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Nel Pd prevalgono i favorevoli - E il Pd? E' orientato al sostegno di un governo tecnico, "ma senza ipotesi ribaltonesche" e con l'obiettivo di riformare tra l'altro anche la legge elettorale. Bersani ha detto: "Sì a un governo diverso ma niente ribaltoni". Ma anche qui i mal di pancia non mancano. Ad esempio, quello del responsabile dell'economia del partito, Fassina, che dice: "Potrebbe essere meglio il voto".

Casini e Fini pronti a sostenere Monti - Nettamente favorevole è il Terzo Polo. Su Twitter Casini ha plaudito alla nomina di Monti a senatore a vita ("Una splendida notizia per tutti gli italiani"). Ancora più esplicito Gianfranco Fini. Il ledaer Fli, intervistato su Raiuno, dice che l'economista "può essere la personalità giusta ma sarà lui a dover dire che cosa vorrà fare". In questo caso, comunque, "il Terzo polo non si sottrarrà alle sue responsabilità".
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Per Sel decisiva la patrimoniale - Cauta anche Sinistra e libertà, che pure non è rappresentata in parlamento.  Per Gennaro Migliore si deve "evitare qualsiasi altro tentennamento e andare al voto per dare un forte governo legittimato che faccia effettivamente quello che serve contro la crisi". Un comunicato di Sel apre però a un esecutivo di transizione: "Un governo di emergenza non può che essere a tempo e con un immediato obiettivo: fronteggiare l’emergenza dei conti con una patrimoniale vera, che non colpisca i cittadini che stanno gia’ pagando gli effetti nefasti della recessione, e restituire la parola agli italiani con il voto".
Un video messaggio di Nichi Vendola arrivato in serata da Pechino ribadisce: "Ha certamente ragione il neosenatore a vita Monti, quando dichiara che non ci possono essere molte divergenze sulle cose da fare. Infatti bisognerebbe immediatamente portare l'Italia alle urne, al voto anticipato". "L'unica cosa che dovrebbe fare un governo di scopo -continua - è quella di imporre all'Italia per essere affidabile nei confronti dei partner europei una patrimoniale pesante".

Ferrara, Feltri e Sallusti: manifestazione a Milano per chiedere il voto -
L'ipotesi Monti agita anche il fronte dei giornalisti vicini a Silvio Berlusconi. Alessandro Sallusti e Vittorio Feltri del Giornale e Giuliano Ferrara, direttore del Foglio, hanno annunciato per sabato a Milano una manifestazione: "Votare subito, nell'interesse del paese", lo slogan scelto per lanciare online l'iniziativa.

Inizia il totoministri - L'economista, secondo il quale l'Italia nei prossimi mesi ha un lavoro enorme dinnanzi a sé, farà il suo debutto in aula alla votazione della legge di stabilità, dopo la sua nomina a senatore a vita.
E sulla composizione del governo circolano già le prime indiscrezioni: uno dei due Letta (Gianni, del centrodestra, o Enrico, vicepresidente Pd) alla vicepresidenza del Consiglio; Giuliano Amato ministro dell'Interno; Lorenzo Bini Smaghi, attualmente nel board della Bce, alle Attività produttive; Fabrizio Saccomanni, direttore generale della Banca d'Italia, al ministero dell'Economia; il giuslavorista Pd Pietro Ichino al Wefare.

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