Il Financial Times al premier: "In nome di Dio vattene"

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Duro attacco del quotidiano economico inglese a Berlusconi dopo il summit del G20. Il presidente del Consiglio italiano viene paragonato al suo collega greco Papandreou: numeri risicati, scarsa affidabilità e difficoltà col ministro dell'Economia. VIDEO

(in fondo all'articolo tutti i video sulla crisi economica)

Nove parole, ma piuttosto eloquenti: "In the name of God, Italy and Europe go!". A scriverle è il Financial Times, indirizzandole al premier Berlusconi, che con un parallelo viene paragonato al presidente greco Papandreou: entrambi hanno numeri risicati, difficoltà con il proprio ministro dell'Economia e una certa riluttanza a tirarsi indietro dalle proprie promesse.

In un duro editoriale apparso sull'edizione on-line la sera del 4 novembre e pubblicato il giorno dopo sull'edizione cartacea (l'articolo è a pagamento), il principale quotidiano economico inglese chiede un immediato passo indietro del presidente del Consiglio, dopo il G20 di Cannes nel quale lo stesso Berlusconi ha tentato di tranquillizzare gli altri partner internazionali, negando la crisi ("I ristoranti sono pieni") e accettando il monitoraggio del Fondo monetario internazionale.

Una scelta, quest'ultima, approvata dal quotidiano economico, ma che non basta a tranquilizzare gli osservatori. Di qui, l'invito deciso ad abbandonare Palazzo Chigi per il bene del suo Paese.

Tornato nella Capitale appena concluso il G20, Silvio Berlusconi intanto ha tentato di venire a capo degli impegni presi al vertice dei Grandi e anche delle ricadute che queste comportano per la tenuta di una maggioranza che dà sempre più frequenti segni di fibrillazione.
Berlusconi, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, non sembrerebbe accreditare troppo l'idea di una 'regia' dietro il fuoco di fila di dichiarazioni di deputati del suo partito che annunciano di fare i bagagli o minacciano di essere pronti a farlo (guarda la fotogallery).

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